Emilia-Romagna, le Fiere aprono ai capitali privati

05/03/2002





Sistema espositivo – A giorni gli enti di Bologna, Rimini, Parma e Piacenza diventeranno SpaEmilia-Romagna, le Fiere aprono ai capitali privati
Brunello Cavalli
(NOSTRO SERVIZIO)

BOLOGNA – Privatizzazione in dirittura d’arrivo per le Fiere dell’Emilia-Romagna. Il sistema espositivo della regione, articolato sui quattro enti fieristici di Bologna, Rimini, Parma e Piacenza, rappresenta un giro d’affari diretto di oltre 110 milioni di euro e fa da catalizzatore per più di due milioni di visitatori l’anno. I consigli di amministrazione dei quattro enti completeranno entro la settimana, così come previsto da una direttiva regionale, tutti gli adempimenti per la trasformazione in società per azioni. Spetterà poi alla Regione Emilia-Romagna dare il benestare definitivo ai nuovi statuti. Ma non si tratta di atti puramente formali. Il processo avviato comporterà un’effettiva privatizzazione delle quattro realtà, che si apriranno al mercato con l’ingresso nel capitale di operatori privati e di investitori. E per due enti – Bologna e Rimini – è già stata prevista la quotazione a Piazza Affari. «Completati entro questa settimana i primi passi formali, nei prossimi mesi il percorso verrà accelerato sia con l’ingresso di nuovi soci privati, sia con azioni preparatorie del debutto in Borsa», dice Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari e di Bologna Fiere, secondo cui la trasformazione dell’ente in Spa rappresenta «il più importante progetto di privatizzazione fino a oggi realizzato in provincia di Bologna». Giovedì prossimo è previsto il via libera definitivo da parte del Consiglio generale dell’ente, dopo l’ok da parte di Comune, Provincia e Camera di Commercio di Bologna. «Nonostante la complessità delle procedure, siamo alla svolta decisiva – dice Luigi Marino, vice presidente di Bologna Fiere – È previsto un aumento del capitale sociale di circa il 20% per consentire l’ingresso di nuovi soci». E sul programma della quotazione Marino rilancia: «La quotazione è uno degli obiettivi del processo di privatizzazione. Ma occorre verificarne bene tempi e modi. Personalmente ritengo sia importante che la Fiera di Bologna rimanga ben ancorata alla realtà territoriale». Piena privatizzazione e quotazione a Piazza Affari anche per la Fiera di Rimini. «Abbiamo appena approvato il nuovo statuto e il progetto di trasformazione in Spa. La privatizzazione è essenziale per conseguire gli ambiziosi obiettivi che ci siamo dati e che ci porteranno ad aumentare del 125% entro il 2010 il volume della produzione – dice Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera – Il percorso che abbiamo delineato prevede sostanzialmente tre fasi: la prima, entro l’anno, con l’ingresso nel capitale sociale di partner interessati allo sviluppo del business fieristico; la seconda, entro il 2004, con la quotazione in Borsa; la terza entro il 2007, comporterà il passaggio della maggioranza a soggetti privati». Anche Parma è in dirittura d’arrivo. «Abbiamo già provveduto a tutti gli adempimenti di nostra competenza con l’approvazione del progetto di trasformazione in Spa e dello statuto della nuova società. Altrettanto hanno già fatto i nostri soci Comune e Provincia – spiega Tommaso Altieri, direttore generale di Fiera di Parma – Siamo pronti per costituire la nuova società il cui capitale sarà posseduto, per ora, dagli attuali soci. In seguito valuteremo le modalità e i tempi per l’ingresso dei privati». Situazione sostanzialmente analoga a Piacenza dove, costituita la nuova società per azioni, si procederà all’incorporazione della Soprae cui fa capo la proprietà del quartiere fieristico.

Martedí 05 Marzo 2002