Emilia-Romagna: addetti alle pulizie incrociano le scope

26/06/2007
    martedì 26 giugno 2007

    Pagina V – Emilia-Romagna Economia

    LO SCONTRO

      IL CONTRATTO
      E’ scaduto da 25 mesi e la trattativa si è bloccata dopo un primo tentativo del ministro del Lavoro
      LE RICHIESTE
      I sindacati Filcams Cgil, Fisascat-Cisl e Uilt-Uil chiedono un aumento per il 2005-07 di 90 euro
      LA CONTROPARTE
      Confindustria, Api, Legacoop Confcooperative e Agci non trattano e chiedono di avere anche la ‘reperibilità’
      GLI ADDETTI
      Nei servizi lavorano circa 20mila persone in regione con stipendi a tempo pieno di 800-900 euro

        DUE GIORNI DI SCIOPERO

          Gli addetti alle pulizie incrociano le scope

            Il contratto di lavoro è scaduto da 25 mesi e le controparti non trattano

              BOLOGNA
              SI INTENSIFICA la mobilitazione dei lavoratori delle imprese di pulizie e multiservizi per il rinnovo del contratto scaduto da 25 mesi. I sindacati nazionali della categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uilt-Uil hanno proclamato due giorni di sciopero che nell’arco di tre settimane coinvolgeranno tutte le regioni. In Emilia-Romagna l’iniziativa di lotta si svolge oggi e domani, con manifestazione regionale a Bologna oggi dalle 10 in piazza Nettuno, dove ai microfoni si alterneranno dirigenti e delegati per spiegare le ragioni dello sciopero.

                GLI ADDETTI in regione sono circa 20.000, soprattutto donne e immigrati, «costretti — rilevano i sindacati — ad orari iperflessibili per un salario di 800-900 euro corrisposto a un tempo pieno, ma l’uso del part time e’ prevalente. Si lavora alle prime luci dell’alba, la sera e la notte, un’ora qui, due ore la’, per tenere puliti ospedali, scuole, banche, uffici, caserme, con un impegno orario discontinuo che in pratica tiene il lavoratore in giro per tutta la giornata». «Ma alle controparti non basta: vorrebbero anche la ‘reperibilita’ — dicono Filcams, Fisascat e Uilt – per avere disponibilita’ totale sui dipendenti; vorrebbero ridurre le tutele esistenti come il pagamento dei primi tre giorni di malattia e sull’aumento salariale non ci sentono. Abbiamo chiesto 90 euro per il biennio 2005-2007, un aumento piu’ che compatibile, ma in due anni non sono serviti tre giorni di sciopero con manifestazioni nazionali e territoriali. Per questo siamo costretti a nuovi scioperi».

                  Punto di fondo della piattaforma e’ la rivendicazione di nuove regole negli appalti per il rispetto dei contratti e della contribuzione, ”contro la pratica del massimo ribasso che riduce i costi a scapito dei diritti del lavoro e dilaga anche negli enti pubblici. Ma la trattativa vera non e’ mai iniziata e dopo un primo tentativo infruttuoso del ministro del Lavoro, che ha incontrato i sindacati e le controparti (Fise-Confindustria, Api, Legacoop, Confcooperative, Agci) in maniera separata, si chiede un ulteriore intervento del governo per far partire il tavolo del negoziato. E si sollecita la solidarieta’ delle altre categorie e il sostegno dell’opinione pubblica.