Emersione, raffica di benefici

11/07/2001

Il Sole 24 ORE.com





    I 100 giorni – Oltre ai vantaggi in termini di risparmio di imposte la regolarizzazione fa scattare per il passato una «franchigia» per le verifiche

    Emersione, raffica di benefici
    Preclusi gli accertamenti fino al triplo del costo del lavoro irregolare che è stato utilizzato dall’impresa
    Carlo Nocera
    Dal disegno di legge per il rilancio dell’economia che è all’esame del Senato emergono molteplici vantaggi fiscali riconosciuti alle imprese che si avvalgono delle disposizioni per l’emersione del "lavoro nero". Il complesso di norme proposte, infatti, prevede una serie di benefici tanto per i periodi d’imposta a venire quanto per quelli pregressi. I benefici futuri. Per il periodo d’imposta in corso alla data di presentazione della "dichiarazione di emersione" — è certo che si tratterà del 2001 — e per i due successivi, viene riconosciuto un incentivo fiscale e previdenziale consistente nell’applicazione di un’imposta e di una contribuzione sostitutiva. In particolare, sull’incremento dell’imponibile dichiarato rispetto a quello relativo al periodo d’imposta precedente — che rappresenta "l’impegno" del contribuente ad aderire al programma di emersione — l’impresa avrà diritto all’applicazione di un’imposta sostitutiva delle dirette e dell’Irap, con tassazione separata rispetto al rimanente imponibile, progressivamente graduata in relazione al periodo d’imposta del triennio agevolato. Pertanto, l’incremento dell’imponibile per il 2001 subirà la tassazione sostitutiva del 10%, che salirà al 15% per il 2002 e al 20% per il 2003, ultimo periodo d’imposta agevolato. La norma prevede anche un "tetto" alla quota di reddito che può fruire dell’agevolazione, ravvisato nel triplo del costo del lavoro emerso: ipotizzando la regolarizzazione di un lavoratore il cui costo è pari a 60 milioni di lire, la lettera della legge lascia intendere che la quota di reddito a tassazione agevolata potrà essere pari al massimo a 180 milioni di lire. In virtù, poi, della previsione della tassazione separata dal reddito da sottoporre alle aliquote ordinarie, per gli imprenditori individuali tale incremento non rileva ai fini della base imponibile delle addizionali Irpef: è logico ritenere, quindi, che le due tipologie di reddito non debbano in alcun modo cumularsi. I benefici per il passato. Il terzo comma dell’articolo 1 del disegno di legge stabilisce testualmente che «… su specifica richiesta, la dichiarazione di emersione vale anche come proposta di concordato tributario e previdenziale …». Il beneficio è in questo caso rappresentato dal pagamento di un’imposta sostitutiva delle dirette, dell’Irap, dell’Iva e dei contributi previdenziali, pari all’8% della base imponibile rappresentata dal costo del lavoro "nero" dichiarato per gli anni pregressi ma fino a concorrenza del costo del lavoro oggetto della dichiarazione di emersione. Per tornare all’esempio precedente, se la dichiarazione di emersione presenta un costo del lavoro pari a 60 milioni, la regolarizzazione del lavoro "nero" utilizzato per gli anni pregressi è comunque contenuta nel limite preso a riferimento per il programma di emersione per il futuro. Pertanto, anche se l’impresa ha utilizzato in passato un maggior numero di lavoratori "in nero" rispetto a quelli attualmente impiegati — oggetto dell’emersione per il periodo d’imposta in corso e per il biennio successivo — il concordato sarà comunque limitato al parametro del costo del lavoro emerso per il 2001 e per i periodi d’imposta successivi. Il concordato è, inoltre, subordinato alla circostanza che, prima della presentazione della dichiarazione di emersione, non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche ovvero non siano stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica: è ragionevole ritenere che l’eventuale preclusione operi limitatamente ai periodi d’imposta interessati dall’eventuale controllo e quale che sia l’ambito del reddito d’impresa interessato dall’esito positivo dello stesso (quindi, anche contestazioni diverse da elementi contabili diversi da quelli relativi al costo del personale e dei collaboratori). La sanzione, peraltro, nel caso in cui venga pagata in unica soluzione entro il 30 novembre prossimo viene abbattuta del 25% e porta, quale ulteriore beneficio, l’estinzione dei delitti previsti dalla normativa penale-tributaria in materia di infedele e omessa dichiarazione nonché i reati contravvenzionali e le violazioni amministrative e civili connesse a quelle fiscali e previdenziali dell’impresa in relazione all’esistenza del lavoro sommerso. Alternativamente, è possibile eseguire il pagamento in 24 rate mensili senza interessi e sanzioni, con la conseguenza che in questo caso sono sospesi i termini di prescrizione degli illeciti appena descritti. La "franchigia" da accertamento. Quale ulteriore elemento di appeal, il concordato per gli anni pregressi prevede una vera e propria "franchigia" nei confronti dell’accertamento tributario. Il disegno di legge prevede, infatti, che per ciascuno dei periodi d’imposta oggetto di concordato si determina un automatico effetto preclusivo degli accertamenti fiscali e previdenziali fino a concorrenza del triplo del costo del lavoro irregolare utilizzato. Tornando, quindi, al nostro esempio, se l’impresa sceglie di regolarizzare un’annualità pregressa acquisisce anche uno scudo di tutto rispetto nei confronti della possibilità di essere accertata: il Fisco, infatti, per il periodo d’imposta oggetto di concordato potrà eseguire un accertamento soltanto a condizione che da questo derivi un reddito superiore a 180 milioni, vale a dire il triplo del costo di 60 milioni oggetto della dichiarazione di emersione.
    Mercoledí 11 Luglio 2001
 
|

 
Tutti i diritti riservati © 24 ORE NetWeb S.p.A.