Emersione per 700mila immigrati

14/11/2002




          14 novembre 2002

          ITALIA-LAVORO


          Emersione per 700mila immigrati

          Berlusconi: 340mila domande di regolarizzazione dalle colf e 357mila dai subordinati – Fini: adesso fase di rigore


          ROMA – «Non è una sanatoria come quelle che faceva il centro-sinistra, è una regolarizzazione» ripetono fino alla noia Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Rocco Buttiglione seduti uno accanto all’altro nella sala stampa di Palazzo Chigi. È il premier a snocciolare per primo i dati di emersione dall’immigrazione clandestina sulla base delle richieste presentate entro l’11 novembre: 697mila istanze, 340mila per colf e badanti e 357 mila per lavoro subordinato. Ma per l’Ulivo sono i dati della più grande sanatoria mai realizzata. Per il segretario ds, Piero Fassino, «si fa una cosa che aveva chiesto il centro-sinistra mentre il centrodestra aveva detto che avrebbe fatto il contrario». Chiusa la prima fase della regolarizzazione, il Governo punta ad offrire all’esterno un’immagine di unità sulla politica per l’immigrazione archiviando i contrasti che, negli ultimi mesi, hanno visto su fronti opposti da un lato la Lega e dall’altro centristi e An. Viene messo l’accento sul fatto che «centinaia di migliaia di persone entreranno a pieno titolo nel mondo del lavoro», si insiste sulla tradizione di ospitalità del nostro Paese riconosciuta anche dall’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite. Berlusconi ricorda che lavoratore e datore di lavoro saranno convocati allo sportello polifunzionale per ritirare il permesso di soggiorno, il codice fiscale e per definire la posizione previdenziale. Il presidente del Consiglio non manca di rilevare che dall’operazione l’Inps ricaverà 330 milioni di Euro e si congratula con i ministri Beppe Pisanu (Interno) e Roberto Maroni (Welfare) e con il prefetto Anna Maria D’Ascenzo per la stesura del progetto che ha affidato ai 14mila uffici postali la raccolta delle domande. Ma Berlusconi promette anche rigorosi controlli incrociati per evitare che della regolarizzazione possano avvalersi persone che non ne hanno titolo e annuncia un giro di vite nei confronti dei clandestini. L’Adriatico, anche per effetto di un accordo sottoscritto ieri a Lecce dal ministro dell’Interno Beppe Pisanu con i suoi colleghi dei Paesi rivieraschi, sarà pattugliato congiuntamente e diventerà uno specchio d’acqua off limits per contrabbando e traffico di persone. Del resto già dal 20 agosto, precisa Berlusconi, nessuno scafo con a bordo clandestini proveniente dall’Albania è arrivato sulle nostre coste. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepremier Fini secondo il quale «abbiamo restituito la dignità del lavoro agli immigrati che hanno un posto regolare». Ma è evidente per Fini che «da domani inizia la fase del rigore e del rispetto della legalità». Fini esclude che vi possano essere proroghe per le domande di regolarizzazione così come per la circolare del Viminale che fino all’11 novembre scorso consentiva agli immigrati di portare in giudizio i datori di lavoro che si fossero rifiutati di procedere alla regolarizzazione. Il leader del Carroccio Umberto Bossi sottolinea le novità della legge che porta anche il suo nome. «Chi emigra – osserva – lo fa e il Paese può offrirgli un posto di lavoro questo è il senso della legge, questa è la logica, altrimenti il mio nome e quello di Fini sulla legge diventerebbero un boomerang inaccettabile». E Buttiglione insiste sul fatto che «in Europa non c’è una legislazione così generosa ma anche così severa». Perfettamente in sintonia il responsabile del Viminale, Pisanu, che da Lecce ricorda che «abbiamo fatto qualcosa di ben più importante e ben più civile di una semplice sanatoria». La sinistra resta critica sulla Bossi-Fini e dai dati sulle regolarizzazioni trae spunto per sottolineare le incongruenze del centro-destra. «Ci rallegriamo – osserva Fassino – che quasi 700mila persone abbiano potuto regolarizzarsi ma vorrei ricordare che non siamo stati noi ma Bossi e qualcun altro che ha fatto la campagna elettorale dicendo che sarebbero stati cacciati via tutti gli immigrati». E Livia Turco: «Complimenti vivissimi al Governo – dice la Turco – per avere consentito a 697mila persone immigrate di avere fatto domanda di regolarizzazione. È evidente che questa maxisanatoria la più grande nella storia della Repubblica, costituisce un solenne funerale alla legge Bossi-Fini».
          Gerardo Pelosi