Comunicati Stampa

Emergenza coronavirus. Anche i lavoratori della vigilanza privata esposti al rischio salute e alla sospensione dell’attività lavorativa.

13/03/2020
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I sindacati scrivono al Ministero dell’Interno: si condividano le azioni da mettere in campo per il superamento delle criticità.

Anche i 70mila addetti del comparto della vigilanza privata sono esposti al rischio salute in seguito ad un possibile incremento del servizio conseguente alle chiusure disposte dalle aziende private e pubbliche per effetto del DPCM dell’11 marzo 2020 ed è pertanto necessario ottemperare alle disposizioni varate dal Governo ed emanare una normativa cogente per disporre gli equipaggi nel settore del trasporto valori volta a garantire il servizio sull’intero territorio nazionale coerente con le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica Coronavirus Covid-19.

In una missiva trasmessa al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs accendono i riflettori sulla situazione degli addetti del comparto esposti anche alla sospensione delle attività e dunque alla conseguente sospensione della retribuzione e della contribuzione in mancanza del differimento dei termini per l’ottenimento del rinnovo dei titoli e della licenza per il conseguimento dei quali, secondo la normativa vigente, è necessario sottoporsi periodicamente a visite mediche di controllo, posticipate a data destinarsi, ed esercitazioni presso i poligoni di tiro, allo stato chiusi.

Per le tre sigle «le criticità nel comparto della vigilanza armata sono diverse anche considerata l’oggettiva difficoltà a mantenere la distanza tra le unità lavorative consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità». I sindacati sottolineano che «sebbene in attesa di rinnovo contrattuale atteso dal 2015, seppur ignorati dalle associazioni, questi lavoratori anche durante l’emergenza pandemica, continuano con impegno e professionalità a presidiare tutti i luoghi, garantendo la sicurezza dei beni ma anche la nostra salute, contrastando anche gli assembramenti di persone».

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs evidenziano inoltre che «la maggior parte degli istituti di vigilanza non hanno provveduto a fornire ai lavoratori dispositivi di sicurezza e ordini di servizio precipui in tal senso». «Purtroppo – stigmatizzano – il settore della sicurezza privata sconta gli effetti delle gare di appalto sottocosto e questo da tempo compromette proprio la salute degli addetti».

Nell’esortare i lavoratori «a rispettare le misure igienico sanitarie indicate dall’Iss e ad utilizzare i dispositivi di sicurezza» i sindacati sollecitano infine le Istituzioni «a condividere tutte le azioni da mettere in campo per il superamento delle criticità che investono il comparto della vigilanza privata e dei servizi fiduciari».