Elior vuole assaggiare il mercato italiano

23/03/2004




Lunedì 22 marzo 2003


NOUVELLE CUISINE
Il suo marchio è MyChef. I concorrenti sono Cremonini e Benetton

Elior vuole assaggiare il mercato italiano
La multinazionale è interessata alle 60 aree di ristoro messe a gara da Autostrade

      Monsieur Robert Zolade alza il calice di Chablis nel suo ristorante del Musée d’Orsay. «La nostra preoccupazione – dice – è prepararci per partire alla caccia in Italia». Alle aree di sosta sulle autostrade, alle mense nelle scuole, ai ristoranti negli aeroporti e nelle stazioni. Questa è la caccia per il parigino Zolade, 63 anni, co-presidente e co-fondatore del gruppo Elior, la multinazionale della ristorazione in concessione (35% del fatturato) e collettiva (65%) quotata a Parigi: 11 euro al debutto nel 2000, ora circa 7,5 «ma è la migliore performance di Borsa degli ultimi 8 mesi», dice il direttore generale, Gilles Cojan, un bretone. Elior vanta 2,4 miliardi di euro di giro d’affari (»4,8% sul 2002), 47.416 addetti, 11.538 fra ristoranti e punti vendita, 2,3 milioni di pasti serviti al giorno in 12 Paesi e insegne al Louvre, all’aeroporto Charles de Gaulle, leadership sulle autostrade spagnole e su quelle francesi, collaborazioni in franchising con Barilla («Abbiamo un accordo per i pasta-corner firmato due anni fa», dice Zolade) e Maxim’s. L’altro co-presidente e co-fondatore è Francis Markus, 62 anni, di Clermont-Ferrand.
      Sono la coppia M&M, Monsieur & Monsieur. Ex manager di Accor, proprietari paritetici di Elior al 29,13% con la Holding Bercy Management (il resto è sul mercato), sono partiti nel ’91 con un management buy-out (l’acquisizione da parte dei dirigenti) della Général de Restauration, filiale di quella Accor che entrava in Vivendi. Sbarcano in Italia con un esercito di forchette e un obiettivo: muovere guerra a Benetton e Cremonini. Vale a dire conquistare gli italici palati partendo dalla ristorazione in concessione. Sulle autostrade.
      È un mercato in apertura, con le riassegnazioni partite l’estate scorsa e le 120 aree di servizio messe a gara da Autostrade. L’advisor Roland Berger conferma l’intenzione di concludere entro luglio e risulta siano una sessantina circa le aree ancora da aggiudicare: 19 già conquistate dalla Moto guidata da Paolo Prota Giurleo, la neonata joint venture di Cremonini con la britannica Compass, primo concorrente di Elior in Francia. E 18 sono quelle perse in partenza da Autogrill, che per decisione dell’Antitrust non ha potuto partecipare alle gare per 13 vecchie aree in cui era già presente e per 5 nuove.
      Elior si infila fra i due concorrenti con un braccio italiano appena armato: MyChef, la società da 30 milioni di euro di fatturato e un centinaio di punti vendita del gruppo Chefitalia di Enzo Andreis che gestisce ristoranti a Malpensa, Linate e Fiumicino. Il gruppo di Zolade e Markus ne possedeva un 10%, il 9 marzo ha aumentato la partecipazione al 40%. MyChef si è aggiudicata finora 5 aree autostradali («Potremmo arrivare a 10», dice Andreis), ma la lotta con Autogrill era già iniziata in Francia: la società dei Benetton si è aggiudicata il 2 marzo l’aeroporto di Marsiglia per il quale Elior era in gara.
      «Con Autogrill e Compass ci sentiamo come Davide contro Golia ma troveremo il modo intelligente per combattere – dice Zolade -. Nelle concessioni in Italia c’è spazio per un competitor e la nostra strategia sarà diversa da Autogrill. Non lo stesso modello replicato in tutti i Paesi, ma un’impronta locale per ogni nazione. Dunque cerchiamo partner italiani. Abbiamo le risorse finanziarie per acquisizioni di piccole compagnie». «In 3 anni vogliamo raddoppiare il giro d’affari italiano, da 150 a 300 milioni di euro, per una quota di mercato del 15% – annuncia Cojan -. Intendiamo trovare un operatore locale per una partnership, al Nord. Non chiediamo la maggioranza». Sul piatto delle competenze c’è anche Dufry, la società dei duty-free presente a Malpensa, partecipata al 15% da Elior.
      Era il 1999 quando la coppia M&M acquistò, proprio da Cremonini, la prima fetta di mercato italiano, il 32% di Ristochef (il resto andò a Chefitalia). Oggi di Ristochef – primo fornitore di pasti del ministero della Difesa – Elior controlla il 100%. Ha rilevato l’ultimo spicchio in gennaio, il 24%. E ora Ristochef cambia nome: Avenance, come in Francia.
Alessandra Puato