“Elezioni” R.Weber: «Al Nord ha retto il blocco sociale di centrodestra»

12/06/2006
    luned� 12 giugno 2006

    Pagina 4 – Politica

    Roberto Weber
    L’analisi di Swg: �La spesa pubblica ha fatto da ammortizzatore alla crisi del berlusconismo�

      �Al Nord ha retto il blocco sociale di centrodestra�

        di Felicia Masocco / Roma

        �Due milioni di voti si sono spostati da destra a sinistra. Non � poco�. Il rapporto tra l’attuale maggioranza e il mondo del lavoro �� solidissimo�.
        �Ma il Nord � stato decisivo per le elezioni, non c’� dubbio�, afferma Roberto Weber, presidente Swg che con l’Ires-Cgil ha analizzato il voto alle politiche secondo la condizione lavorativa (vedi l’Unit� del 7 giugno 2006, �La questione del Nord. Cipputi vota Berlusconi�).

          Anche la Sicilia ha avuto il suo peso, ma � in Piemonte, Lombardia, Triveneto che si ravvisa una specificit�: i voti degli operai e dei disoccupati che si spostano molto meno delle aspettative e vanno a saldarsi, a destra, con il monolite del lavoro autonomo e dell’impresa. Al Nord la maggioranza di operai e pensionati ha scelto il centrodestra.

          Come spiega questa identit� di orientamento tra un operaio e il suo datore di lavoro?

            �Al Nord c’� una saldatura, � storica. Noi amiamo pensare a grandi capovolgimenti e cambiamenti, in realt� gli aspetti di continuit� sono molto pi� forti. Queste zone, operai compresi, votavano massicciamente Democrazia cristiana. Dagli anni Ottanta in avanti questo fenomeno di moderatizzazione e saldatura con l’imprenditoria privata si � rivelato pi� forte per cui si creano meccanismi che sono di “filiera”, e sono protettivi per queste fasce sociali�.

            Quindi la sensazione di impoverimento, di declino che era tra i temi del voto qui hanno pesato di meno?

              �L’erosione del potere d’acquisto, ad esempio, qui probabilmente si � sentita meno proprio per le maggiori protezioni. La saldatura tra i due universi che sembrano lontani in realt� al Nord esiste ed � forte e si spiega anche con un voto che tradizionalmente era anticomunista, antisinistra. Oggi lo ritroviamo pi� indebolito, non ha la valenza di una volta, ma la destra tiene meglio�.

              Si, ma dopo cinque anni di governo che per giudizio diffuso hanno peggiorato le condizioni di vita proprio delle classi sociali non benestanti, incidendo cmunque sulle condizioni di vita, sulle stesse aspettative di vita, ci si aspettava un riflesso sul voto…

                �Guardi, � tutto relativo: il riflesso sul voto c’� stato, c’� stato uno spostamento di 2 milioni di elettori che per la prima volta sono passati da destra a sinistra, non � poca cosa. Si � spostata anche una quota al contrario, ma molto molto inferiore. In questi cinque anni c’� stata sicuramente un’erosione dei livelli di vita di una parte della popolazione, una precarizzazione strisciante e soprattutto la paura di una forte precarizzazione. Al tempo stesso abbiamo avuto una spesa pubblica che � schizzata, soldi che da qualche parte sono finiti. E che si sono trasformati in consenso�.

                La spesa pubblica usata come ammortizzatore sociale?

                  �Non c’� dubbio, proprio in termini di stipendi, salari, su fasce mirate di popolazione. Altrimenti avremmo avuto uno spostamento a sinistra pi� rilevante. Seppur moltissimi, i voti che si sono spostati da uno schieramento all’altro non sono stati sufficienti a incrinare il blocco sociale della destra. Inoltre se avessimo avuto un’altra legge la vittoria del centrosinistra sarebbe stata di quelle grandi. Questa legge elettorale � fatta in modo tale da produrre vischiosit� e rendere molto difficile gli spostamenti�.

                  Ma al Nord non si � spostato nulla a vantaggio della sinistra?

                    �In queste zone i recuperi del centrosinistra rispetto al centrodestra appaiono molto, molto attenuati. C’� stata una crescita ma non sufficiente a incrinare il consenso del centrodestra�.

                    Insomma il blocco sociale della destra, quello del lavoro autonomo e dintorni, non � stato scalfito e il voto operaio non � stato conquistato. Che cosa � mancato a suo avviso perch� il mutamento avvenisse?

                      �Secondo me questo accade perch� nella sinistra sono ancora forti le opzioni ideali legate al mondo del lavoro dipendente. Non c’� stato il passaggio da queste opzioni che definirei del Novecento a opzioni successive, il rivolgersi cio� ai produttori di reddito a prescindere dalle loro collocazioni�.

                      Una bella sfida per il centrosinistra e per il sindacato. Come recuperare?

                        �La distanza � forte, credo che sia maturato un distacco che potrebbe essere durevole. Ripeto, l’impianto di lettura che ha la sinistra � di tipo novecentesco, mentre al Nord per consumi, stili di vita, per una sorta di “americanizzazione” al positivo, c’� una pienezza di presente pur nella difficolt� che qualche volta caratterizzano la vita di queste fasce di popolazione. La sinistra fa fatica a parlargli�.

                        Parliamo delle donne. Come hanno votato?

                          �Il voto delle donne lavoratrici si � spostato massicciamente a sinistra. Per pi� fattori: innanzitutto la pluralit� dei loro impieghi e carichi – nel lavoro e nella famiglia – le porta a misurarsi su diversi terreni. Un uomo, ad esempio, si rende meno conto del malfunzionamento della sanit�, della scuola, dei trasporti. La donna li avverte di pi�. Poi c’� un fattore di delusione economica, credo che Berlusconi non abbia pi� fatto breccia nell’elettorato femminile. Aveva promesso troppo. Le donne lo hanno castigato�.