“Elezioni” Cipputi vota Berlusconi

07/06/2006
    mercoled� 7 giugno 2006

      Pagina 10 – L’inchiesta

      INDAGINE Anticipiamo stralci di uno studio dell’Ires-Cgil con la Swg sul risultato delle elezioni politiche: dimostrano che al Nord la maggioranza di operai e pensionati ha scelto il centrodestra. Insegnanti, pubblico impiego, servizi preferiscono il centrosinistra

        La questione del Nord:
        Cipputi vota Berlusconi

          di Felicia Masocco/ Roma

            Il centrosinistra ha vinto le elezioni e pazienza se Berlusconi non ha ancora telefonato a Prodi. Per� se gli operai di Lombardia, Veneto Piemonte e dintorni non avessero votato Berlusconi pi� di tanto, Prodi avrebbe vinto con un margine migliore. La maggioranza di operai, pensionati e disoccupati del Nord hanno infatti scelto il centrodestra. � uno degli aspetti pi� forti della ricerca elaborata dalla Swg che con l’Ires- Cgil sta lavorando a un’indagine pi� ampia, a cui collabora l’Istituto Cattaneo, promossa per i 100 anni del sindacato di Corso d’Italia, forse la pi� grande ricerca sul lavoro degli ultimi 30 anni. Settemila interviste su un campione rappresentativo di tutto il lavoro e di tutti i lavori, per ampiezza e complessit� � rapportabile a quella di Aris Accornero negli anni Settanta. Sar� pronta a settembre. Ma intanto sono disponibili i dati dell’approfondimento su come hanno votato i �mestieri� alle politiche, alla Camera. � stato incrociato un campione di riequilibrio di 1200 intervistati con un’indagine Swg che di persone ne aveva intervistate 15mila.

            Alcuni dati erano attesi. In tutto il paese alla Camera hanno votato per il centrodestra gli imprenditori e commercianti, gli artigiani e lavoratori autonomi, i liberi professionisti. Le percentuali variano a seconda delle macro-aree in cui � ripartita la ricerca. C’� il Nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Triveneto), il Centro Nord (Emilia, Toscana, Liguria, Umbria e Marche), il Centro Sud (Lazio Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia) e Sud (Sicilia e Sardegna). Per imprenditori e commercianti si va dal 61,2% che al Nord ha scelto Silvio Berlusconi, al 41,70% che lo ha scelto al Sud. Gli artigiani hanno votato in massa la destra al Nord e al Centro Sud (il 61%) i liberi professionisti lo hanno fatto di pi� al Centro Nord (il 49,6%) mentre al Sud premiano il centrosinistra con il 44,7%. Insomma molto del lavoro non dipendente che una rozza sintesi rubrica sotto la voce �blocco sociale delle partite Iva� e dintorni ha confermato i propri orientamenti elettorali. Quanto agli operai il dato non � omogeneo su tutto il territorio. Al Nord la percentuale si sposta a favore della destra con il 45,7% mentre a sinistra resta il 37,5%. La tendenza non nasce ora, si potrebbe dire che � l’evoluzione del voto �bianco�, democristiano: per� la sua riconferma diventa un nodo da sciogliere non solo per il centrosinistra che non riesce a sfondare in una base, quella operaia, che teoricamente gli apparterrebbe, ma anche per il sindacato. Visto che al Nord ci sono i tassi di sindacalizzazione pi� alti e che il lavoro dipendente (operaio in primis) � nel �mondo� del sindacato. Senza contare le politiche del lavoro del passato governo a cominciare dal tentativo di rendere pi� facili i licenziamenti, o le urla e gli strepiti di ministri e sottosegretari quando si trattava di prendere di petto il problema delle retribuzioni e del potere d’acquisto. Per non parlare dell’elogio della flessibilit� portato alle estreme conseguenze (leggi precariato). Eppure l’operaio del Nord ha di nuovo scelto il centrodestra. Contro il 29,6% del Centro Nord, il 32,9% del Centro Sud e il 41,4% delle isole (ma qui il voto operaio � andato per il 40,9% al centrosinistra, quindi tra i due schieramenti c’� un distacco risibile). Del resto in una realt� come quella settentrionale in cui il tasso di disoccupazione � basso (anche il 3,5%) e in famiglia lavorano due persone su tre ed � forte la prossimit� con la piccola impresa, la delocalizzazione della produzione pu� preoccupare pi� della precariet�, tema nazionale molto sentito dai giovani che ovunque (vedi gli studenti) hanno votato per il centrosinistra. �Rispetto al 2001 il centrosinistra non ha spostato voti nel blocco sociale del lavoro autonomo e nelle imprese che anzi si � radicato – spiega Roberto Weber presidente Swg -. Questo blocco sociale al Nord ha fatto “filiera” comprendendo anche il lavoro operaio. Non viene scalfito, forse perch� non gli � stata fatta un’offerta politica adeguata�.

            � sempre il Nord a caratterizzarsi per un altro dato: quello dei pensionati. Nonostante la beffa delle pensioni a 1 milione al mese (516 euro) e la povert� che tutti i centri studi danno in aumento, il 48,9% dei pensionati settentrionali ha preferito la Casa delle libert� contro il 34,2% del Centro Nord, il 42,6% del Centro Sud e il 43, 9% delle isole. Ancora: i disoccupati. Chi non ha lavoro (o almeno cos� dichiara) ha scelto a maggioranza la destra in tutto il paese: al Nord il 42,7%, il 47,5% al Centro Nord, il 43,9% al Centro Sud e il 38,2% al Sud. Dalla ricerca emerge anche che ovunque l’Unione si � avvalsa del voto degli impiegati e degli insegnanti: �� tra queste categorie – continua Weber – che rispetto al 2001 si � avuto un recupero di voti molto sensibile per il centrosinistra. Tutto il lavoro dipendente ha recuperato, ma nel voto operaio molto meno marcatamente�. Al Nord i docenti hanno votato centrosinistra per il 54,8% (il 27% ha scelto Berlusconi), gli impiegati pubblici a sinistra per il 47,9%. Ma anche l’impiegato privato che pure a maggioranza (il 43,2% contro il 41,2%) ha scelto il centrodestra, ha espresso una voglia di cambiamento superiore a quella dell’operaio.

            La questione settentrionale – che c’� e va riconosciuta- non deve tuttavia distrarre da un fatto: complessivamente il mondo del lavoro ha dato la sua preferenza al centrosinistra.

              Quanto al voto degli iscritti alla Cgil, i dati saranno presentati in settembre: �Anche l� emerger� qualche elemento su cui riflettere�, anticipano all’Ires. Si delinea infatti che l’iscritto �attivo�, il militante ha un comportamento pi� �identitario� per il quale sindacato e area politica si fondono, quindi ci si riconosce nella Cgil e nel centrosinistra. L’iscritto non attivo, invece, chiede al sindacato cose diverse da quelle che chiede alla politica. C’� quindi da attendersi la conferma di quanto avvenne nel 2001 quando molti iscritti alla Cgil votarono a destra.