“Elezioni” A.Accornero: «Operai e pensionati non si sono sentiti difesi dalla sinistra»

08/06/2006
    gioved� 8 giugno 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    �Operai e pensionati
    non si sono sentiti
    difesi dalla sinistra�

      Accornero sull’indagine Ires-Swg: c’�
      stata delusione per salari e carovita

        di Felicia Masocco/ Roma

        INSODDISFAZIONE, percezione di non essere stati difesi abbastanza. Se operai e disoccupati al Nord hanno scelto la destra per Aris Accornero si deve anche al tipo di opposizione della sinistra. Un paradosso? Non per il docente di Sociologia industriale.

        Professore, al pari di imprenditori e lavoratori autonomi al Nord l’operaio sceglie il centrodestra e non il centrosinistra. Lo stesso fanno disoccupati e pensionati. � inedito?

          �Gi� nelle elezioni del 2001 c’erano stati segnali in proposito che avevano allarmato soprattutto i sindacati. Per esempio nel mondo della Cisl erano di pi� quelli che avevano votato a destra. Il quinquennio di Berlusconi pu� aver aggravato una situazione che non � nuova. I dati di Swg-Ires sono confermati da una recente indagine di Paolo Feltrini. Il fenomeno esiste�.

          Le cause dove vanno cercate?

            �Penso che si tratti di insoddisfazione di operai, pensionati e disoccupati per la sensazione di una scarsa capacit� del centrosinistra di difenderli. Sui salari e carovita, ad esempio. Il governo ha poi fatto una riforma delle pensioni contro i sindacati e che i sindacati hanno ingoiato, non hanno potuto fare niente. Se poi pensiamo ai disoccupati troviamo che il loro trattamento in questi cinque anni non si � modificato. La colpa potrebbe essere del centrodestra. Ma il senso – che io reputo rilevante – di impotenza dei propri difensori, cio� del centrosinistra, ha pesato di pi� al Nord cio� dove gi� le aspettative erano minori�.

            Non le sembra un paradosso? C’� stato un governo che ha fatto scelte contro alcune fasce di societ� e queste puniscono l’opposizione?

              �Io penso che sia un’eccellente motivazione. Nel senso che chi rimane deluso dei propri difensori sceglie l’altra parte. Evidentemente si � ritenuto che questa impotenza del centrosinistra rendeva inutile votarlo�.

              Dalla ricerca Swg al Nord esce fuori un sorta di voto di “filiera”. Dal piccolo imprenditore all’operaio interessi e paure convergenti : si percepiscono pi� i rischi della globalizzazione che quelli della precariet�, Siamo di fronte a un blocco sociale nuovo?

                �� difficile esportare il concetto di filiera dall’economia ai comportamenti politici. Certamente c’� una prossimit� sociale tra il lavoratore dell’impresa piccola o piccolissima e l’imprenditore per� non � fenomenologia legata al Nord: in Emilia e Toscana hanno questa stessa situazione ma comportamenti politici diversi. Sicuramente in una situazione quale quella del Nord, soprattutto Nordest, che ha tirato per quattro dei cinque anni, dove si sono creati posti le aspettative economiche erano maggiori e la delusione senz’altro maggiore. L’insoddisfazione per quel che il centrosinistra non � riuscito a fare si � coniugata – ma non nel modo pi� logico e razionale – con la soddisfazione evidente di quelli che credevano nel centrodestra�.

                Diceva di salari e pensioni, cos’altro ha inciso?

                  �Penso alla frustrazione per una sinistra che � risultata impotente, e in qualche momento imbelle: fuoco e fiamme contro la legge 30, ma la legge 30 � passata fino all’86esimo articolo. Poi dal mio punto di vista ha dato pochi risultati ma ha creato un senso di precariet� notevole molto maggiore di quella reale. Questo � stato avvertito negativamente. Cos� come i lavoratori anziani hanno visto i sindacati impotenti a fermare il governo sulla riforma previdenziale�.

                  Un’idea di compromesso sociale, di collaborazione tra lavoro e impresa al Nord, pu� essere percorribile per sindacato e sinistra?

                    �Ho l’impressione che ci sia qualcosa di vero quando si dice che la cultura del mercato e dell’impresa non � stata tutta interiorizzata dalla sinistra che a mio avviso soffre di un problema: ha una capacit� di concessione notevole nei fatti, ma poi si chiude in rigidit� ideologiche. Prendiamo il sindacato: a livello aziendale sono ha fatto moltissimi accordi con concessioni onerose per i lavoratori. Poi invece ci sono i rifiuti, gli anatemi, il “sindacalismo del no”. E non vale solo per la Cgil che � solo “pi�” rigida di Cisl e Uil. Io penso non a un compromesso sociale, ma a un compromesso culturale: bisogna dilacerare i messaggi che si mandano perch� gli accordi aziendali onerosi per i lavoratori e convenienti per le imprese possono scontentare i lavoratori. I tuoni e fulmini o anche scioperi contro cose che poi si devono ingoiare possono anch’essi scontentare i lavoratori. � un problema non piccolo�.