Electa SpA – Esito incontro 18-02-2009

Roma, 20 febbraio 2009

Oggetto: ELECTA SpA

Alle Filcams Regionali
e Comprensoriali

LORO SEDI

TESTO UNITARIO

Cari compagni,

il 18 febbraio u.s. si è svolto l’incontro con la società Electa SPA per esaminare la situazione di crisi dell’azienda.

Il nuovo Direttore Generale Dott. Fuso, entrato in azienda il 01 febbraio 2009, con l’incarico di elaborare e gestire un piano di risanamento/rilancio, ha ripercorso le motivazioni e esposto gli elementi di criticità in cui si trova l’azienda.

La ELECTA SPA è sul mercato da circa 20 anni; ad oggi conta circa 538 dipendenti di cui 70/80 con contratto a tempo determinato distribuiti nel Call Center di Sassari e nelle circa 100 filiali presenti in tutta Italia. Al 70% dei dipendenti è applicato il CCNL TLC ed al restante 30% il CCNL Terziario.

L’azienda ha vissuto in questi anni altre fasi di crisi ma quella attuale è caratterizzata anche dall’aver prodotto un irrigidimento degli Enti partners, Banche – Assicurazioni, che hanno reimpostato i parametri di merito creditizi con modalità più rigide restringendo, di fatto, l’accessibilità al credito.

Tra le ragioni della crisi c’è il modello su cui l’azienda si è strutturata in questi anni che non ha saputo rispondere ai cambiamenti insieme all’incapacità dell’azienda stessa di individuare subito i giusti correttivi.

La nuova Direzione Generale ha individuato anche come inadeguato il modello organizzativo che poggiava sui seguenti assi portanti: pubblicità – call-center – back office – la rete sul territorio.

L’investimento pubblicitario produce i contatti con il Call-Center. Il call center fissa gli appuntamenti della clientela indirizzandoli alle filiali che, a seguito del colloquio con il cliente, inviano i documenti necessari al back office che a sua volta inoltra la pratica ai vari enti partner.

Il risultato delle situazioni sopra descritte, ha fatto si che oggi i costi siano più del doppio dei ricavi e che:

    tra ottobre e Dicembre 2008 l’azienda ha avuto un crollo finanziario di ricavi superiore al 50% che non è stato prontamente accompagnato da un contenimento dei costi.
    si è passati da una media di contatti giornalieri di 1600/1700 nel 2008 agli attuali 600/700.

Le aree di crisi organizzativa sono, secondo la nuova Direzione Generale, da ricondurre sopratutto alla mancanza di alcune funzioni di cui la ELECTA SPA non è dotata come l’analisi del rischio che ad oggi è effettuato direttamente dalle banche a cui viene inoltrata la richiesta di finanziamento e soprattutto il centro di Sassari i cui costi sono troppo elevati rispetto al giro di affari.

L’Azienda intende procedere ad un taglio drastico dei costi del personale attraverso:

    riduzione di circa il 18% della forza lavoro (corrispondente a 130 unità) dentro i quali sono compresi i contratti a termine, da non rinnovare alla scadenza, salvo per quelle figure professionali che sono considerate funzionali.
    Passaggio al part-time 50% per tutti i lavoratori, che ovviamente significa la necessità di rimappare tutte le coperture nelle filiali, accompagnata da una riduzione del 15% del costo salariale, intendendo per questo, le quote di retribuzione ulteriori ai minimi contrattuali (cioè l’eventuale riconoscimento avuto dai lavoratori in termini di superminimi e ad personam).
    Queste due condizioni si renderebbero indispensabili per almeno 6 mesi lasciando quindi aperta la possibilità di richiamare il personale e/o estendere gli orari di lavoro in funzione delle necessità
    Il passaggio ad un unico CCNL di riferimento, eliminando la dualità tra TLC e Terziario, scegliendo come contratto unico quello TLC perché considerato dall’Azienda “di maggiore flessibilità”.

Il piano di contenimento viene accompagnato da un piano di sviluppo che prevede la scelta aziendale di adeguarsi alla nuova Legge 106 sulla mediazione creditizia.
Con questo adeguamento l’azienda continuerà a lavorare sul mercato di riferimento procedendo a:

    innovazione professionale dei dipendenti per immettere il nuovo servizio dell’analisi del rischio/credito
    apertura e compartecipazione da parte di altre società rispetto al Call Center di Sassari, che dovrà generare servizi anche verso terzi pur rimanendo all’interno della Società Electa.

    La ricerca di nuovi Enti erogatori ed attualmente l’Azienda è in trattativa con nove di essi.

    L’Azienda ha confermato inoltre la mancanza di liquidità per provvedere al pagamento degli stipendi ma procederà al pagamento di una quota fissa settimanale continuando a non pagare i fornitori a vantaggio dei dipendenti.

    La disponibilità aziendale ammonta a 80/100 mila euro settimanali pertanto la quota fissa per ogni lavoratore sarebbe di circa Euro 160,00 settimanali.

    Questo meccanismo è previsto per le 4 settimane poi la cifra settimanale verrebbe diversificata in virtù del credito maggiore o minore dei singoli dipendenti. La retribuzione del mese di Marzo sarà pagata regolarmente, continuando a mantenere, la quota settimanale fino ad esaurimento del pagamento delle retribuzioni arretrate.

    Al fine di recuperare le maggiori risorse possibili da direzionare tutte al risanamento delle situazioni di morosità di questa azienda, in primis nei confronti dei lavoratori, l’azienda intende introdurre, a breve, un nuovo prodotto/servizio che consiste nell’applicare delle spese di commissione al cliente a prescindere se la sua richiesta di prestito sarà finanziata o meno. Questo nuovo servizio, avrebbe per l’azienda solo lo scopo di incamerare quanta liquidità possibile nell’immediato e non sarebbe invece indicato come strumento del programma di sviluppo.

    La delegazione sindacale presente ha evidenziato che il piano di sviluppo è debole perché ricalca idee già sperimentate dall’Azienda in passato ma che non hanno mai prodotto risultati concreti.

    Da parte nostra quindi, abbiamo espresso perplessità sulla sua effettiva fattibilità.
    Inoltre come OO.SS. abbiamo fortemente ribadito la nostra indisponibilità ad accettare le proposte aziendali riferite al taglio del costo del lavoro.

    Abbiamo invece chiesto di avviare un percorso da condividere sul futuro dell’azienda partendo dalla salvaguardia dei livelli occupazioni esistenti e che il personale dovrà essere tutelato da un sistema di ammortizzatori sociali (CIGS in deroga – contratto di solidarietà) che consentano di gestire i costi mantenendo le risorse umane.
    Inoltre vanno considerate meglio approfondite la gestione delle problematiche relative ai 16 sfratti in corso.

    Abbiamo espresso notevoli dubbi sull’introduzione del nuovo prodotto a pagamento nonchè contestato e ritenuto impraticabile il cambio del CCNL.

    Crediamo che l’Azienda debba recuperare credibilità non solo verso il mercato e gli interlocutori ma anche verso i dipendenti e abbiamo contestato il piano di rientro delle retribuzioni perché non sufficiente. Le difficoltà in cui ormai sono stati lasciati i lavoratori, in arretrato delle retribuzioni da tre mesi, necessita di impegno credibile e serio per ricercare ulteriori risorse anche chiedendo di immettere nuovo capitale ai soci (che, risultano essere due fiduciarie “non nazionali” e non meglio identificate) o attraverso il ricorso al prestito bancario.

    La Direzione Generale ha condiviso la nostra impostazione e si è resa disponibile a ricercare una soluzione per mantenere l’attuale occupazione.

    Sul problema del mancato pagamento delle retribuzioni ha dichiarato che, per la natura della società, non è possibile l’indebitamento e che anche i soci, che saranno comunque interpellati hanno già reinvestito nell’azienda con cospicue risorse già nel 2008.

    Avendo condiviso la situazione di urgenza e quindi la necessità di ricercare delle soluzioni in tempi brevi abbiamo concordato un nuovo incontro per giovedì 26 febbraio 2009 alle ore 14.00 presso la sede della FISASCAT-CISL – Via Benedetto Marcello 18 – 4° piano a Milano.

    Cordiali saluti

    p.La Filcams Cgil
    M.Grazia Gabrielli