«Effetto Cofferati», l´Ulivo incontra Bertinotti

09/07/2002







(Del 9/7/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
FASSINO E RUTELLI VEDONO PER LA PRIMA VOLTA DOPO IL VOTO IL LEADER DI RIFONDAZIONE
«Effetto Cofferati», l´Ulivo incontra Bertinotti
ROMA
Volevano risparmiarsi un Cofferati a capotavola e si ritrovano un Cofferati che dirama un calendario di incontri alla maniera del Quirinale. I capi dell´Ulivo sono riusciti a scongiurare gli effetti poco "edificanti" di un leader sindacale che riusciva a farli sedere tutti assieme attorno allo stesso tavolo con l´aggiunta inedita di Bertinotti e Di Pietro. Ma la trasformazione del vertice in una serie di incontri bilaterali, ha consentito alla Cgil di diramare ieri un calendario così concepito: «Martedì 9 luglio. Ore 9,30 Rifondazione comunista, ore 15,30 Margherita, ore 17,30 Comunisti italiani…». L´elenco prosegue con gli altri partiti (Sdi, Udeur, Verdi, Ds, Italia dei Valori) con tanto di orario, esattamente come usa fare l´ufficio stampa del Quirinale in occasione delle consultazioni dei Presidenti della Repubblica. Certo, un parallelismo del tutto casuale e non voluto da Cofferati, ma è un fatto che le mosse del leader della Cgil continuino a condizionare i leader dell´Ulivo, Francesco Rutelli e Piero Fassino. Il primo guida un partito nel quale sono antichi i rapporti con la Cisl degli ex dc e in particolare dell´area che fa capo a Franco Marini. E proprio ieri, parlando al Tg5 Rutelli ha detto: «Come si fa a discutere le politiche sociali, togliendo il sindacato più rappresentativo? Noi difendiamo Cofferati che è stato oggetto di un attacco politico, ma vogliamo evitare la spaccatura perché il dialogo con Cisl e Uil è fondamentale». E quanto a Fassino, il segretario Ds non dimentica di avere nella propria maggioranza congressuale anche i voti di alcune migliaia di iscritti alla Uil, due dei quali sono stati persino inseriti nel direttivo Ds. E la controprova di quanto sia delicato mantenersi in equilibrio tra i tre sindacati confederali viene dalla notizia che domani Francesco Rutelli incontrerà anche il segretario della Cisl Savino Pezzotta. E´ stato lo stesso Rutelli a farsi vivo, cercando telefonicamente il leader della Cisl, mentre fra due giorni si vedrà anche con quello della Uil Luigi Angeletti. Oggi intanto Rutelli vedrà Cofferati alle 15,30, un faccia a faccia senza delegazioni che si terrà, significativamente, non nella sede della Cgil ma nell´ufficio da parlamentare del leader dell´Ulivo. Oltre a quello con Rutelli, sono ben sette gli incontri bilaterali che vedranno impegnato il leader della Cgil e l´altro incontro-clou (quello con il segretario dei Ds Piero Fassino) si terrà domani alle 14,30, ma stavolta in "casa" Cgil, nella sede di Corso Italia. Ma la giornata di oggi 9 luglio è destinata in qualche modo ad entrare nella piccola storia dell´Ulivo, visto che in mattinata Francesco Rutelli e Piero Fassino si vedranno per la prima volta dopo la sconfitta subita alle elezioni politiche con il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, che proprio ieri ha constatato: «La sinistra è molto divisa persino davanti ad un accordo separato così grave». Un incontro a tre di un qualche valore simbolico e politico, di cui si era parlato da qualche tempo ma che alla fine è stato fissato proprio nella giornata in cui Cofferati inizia il suo giro di consultazioni. Questo incontro anticipato appare un altro sintomo dell´effetto-Cofferati, di quanto Rutelli, Fassino e Bertinotti soffrano il protagonismo del leader della Cgil. E uno dei motivi di questa sofferenza la suggerisce indirettamente un personaggio di frontiera come Roberto Pinza, un "popolare" amico di Prodi, già sottosegretario con Ciampi: «Quel che anche in Confindustria non hanno capito è che a questo punto, nelle aziende ma anche nelle categorie, si aprirà una stagione di forte concorrenzialità tra i tre sindacati. Cisl e Uil non si vorranno far scavalcare dalla Cgil e questo potrebbe avere qualche conseguenza sgradita sul piano della conflittualità sociale. E la Cgil "rischia" di fare il pieno». E intanto Tiziano Treu della Margherita, già ministro del governo Prodi dice che «l´esclusione della Cgil è intollerabile», ma si dice «dubbioso sulla ipotesi avanzata da Cofferati di promuovere un referendum abrogativo sulle modifiche dell´articolo 18: «Le cose vere su cui muoversi – dice Treu – sono la riforma degli ammortizzatori sociali e la Carta dei diritti, non le guerre di religione sulla modifica dell´articolo 18».
Fabio Martini