EFFAT e FoodServiceEurope, Dialogo Sociale Settoriale

Bruxelles, 7 ottobre 2013

Si è svolta oggi, a Bruxelles, la riunione del dialogo sociale europeo del settore della ristorazione collettiva alla presenza della Commissione europea e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali del settore, a livello europeo (EFFAT e FoodServiceEurope, già FERCO) e nazionale (Italia, Spagna, Francia, Austria, Finlandia, Ungheria e Belgio).

Al centro del confronto, gli appalti pubblici e la negoziazione per l’adozione di una nuova direttiva europea sul tema a dicembre 2013. Da entrambe le parti del tavolo è emersa la denuncia del disinteresse da parte del Consiglio, l’organo che riunisce i capi di Stato o di governo degli Stati membri, e la Commissione europea, rispetto alle richieste, congiunte, di introdurre norme vincolanti che obblighino i committenti ad applicare il criterio di aggiudicazione MEAT (Most Economically Advantageous Tender), ossia l’offerta economicamente più vantaggiosa, alla luce della qualità e della sostenibilità sociale e ambientale dell’offerta; di introdurre il concetto di “offerta anormalmente bassa” e articolarne il significato; e di rivedere le deroghe per gli operatori del settore pubblico sugli appalti in house.

Le federazioni sindacali presenti hanno fatto eco a questa denuncia, riportando esempi di cosa produce il criterio del massimo ribasso sugli anelli più deboli della catena: i lavoratori/trici da una parte, che subiscono il taglio dei posti di lavoro, la diminuzione delle ore di lavoro, dei salari e dei diritti, e chi, nelle scuole, negli ospedali, nelle case di cura etc, fruisce dei servizi di ristorazione. In Italia, il combinato disposto della spending review e del massimo ribasso come regola per indire le gare d’appalto sta sortendo effetti drammatici sulla vita di migliaia di lavoratori, in età matura, che perdono il lavoro o vedono il loro salario, già alquanto basso, dimezzato, nonché sull’alimentazione e sulla salute di quanti utilizzano i servizi di ristorazione. Lo stesso in Belgio, Francia, Spagna e in tutta Europa. In Italia l’Osservatorio per il monitoraggio delle gare di appalto costituisce un termometro utilissimo per misurare l’involuzione dei criteri con cui vengano assegnati i contratti e identificare le aziende che non rispettano i parametri base. Uno strumento, a disposizione delle parti sociali, che sarebbe buono se fosse adottato anche a livello europeo.

A Dicembre del 2013, il Parlamento europeo adotterà la nuova direttiva; la partita, seppur difficile, rimane ancora aperta e va giocata provando a costruire consenso attorno a proposte alternative e concrete nella società, tra gli europarlamentari e i governi nazionali.

Durante la riunione, i compagni spagnoli di UGT, hanno presentato un progetto europeo che vede la FILCAMS co-promotrice: si tratta del progetto DOTEC, un’iniziativa nata per promuovere le esperienze positive e le buone pratiche di contrattazione e dialogo sociale nel settore della ristorazione collettiva e del turismo, nonché convergere su proposte concrete da sottoporre alla controparte datoriale e alle istituzioni nazionali ed europee affinché il lavoro torni ad essere al centro di ogni politica di sviluppo e la contrattazione, lungi dall’essere un privilegio del passato, sia lo strumento attraverso cui si stabiliscono le condizioni di lavoro, i diritti e le tutele di tutti i lavoratori e le lavoratrici, senza esclusioni né deroghe. Sia in Spagna che in Italia la contrattazione collettiva è oggetto di attacchi feroci. In Spagna secondo la riforma del lavoro targata Rajoy, se le negoziazioni per il rinnovo di un contratto collettivo in scadenza non si concludono entro un anno, quel contratto decade con la conseguente cancellazione delle sue previsioni economiche e normative e il ritorno agli standard minimi previsti dalla legge.

La riunione di oggi è stata anche l’occasione per confrontarsi sulle politiche di responsabilità sociale d’impresa e per condividere quanto è stato fatto in tema di eguaglianza di genere nei singoli paesi attraverso il dialogo tra le parti sociali, nonché quanto si può ancora fare attraverso questo strumento, ad es. in tema di salute e sicurezza.

Si è inoltre parlato del corso di formazione on-line che è stato sviluppato dalle parti sociali europee per fornire a chi intende lavorare nella ristorazione collettiva uno strumento , plurilinguistico e gratuito, utile ad acquisire le principali conoscenze e competenze in tema di igiene alimentare. Il corso è disponibile on-line ma per essere conosciuto e soprattutto riconosciuto, nelle more di un accreditamento ufficiale europeo, tra gli operatori del settore necessita uno sforzo di diffusione in particolare da parte delle associazioni datoriali.

Infine si è tracciato il percorso di lavoro per il prossimo anno e i temi che saranno oggetto di approfondimento e azione congiunta, in particolare salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche in vista del processo di revisione del quadro normativo avviato dalla Commissione europea; lavoro interinale nella ristorazione collettiva, formazione iniziale e continua.

a cura di Stefania Radici