Effat – Dichiarazione di principio dell’EFFAT sulla sostenibilità ed il turismo

Dichiarazione di principio dell’EFFAT sulla sostenibilità ed il turismo

Settore Turismo dell’EFFAT

ottobre 2002

Negli ultimi anni, il turismo è diventato uno dei più importanti settori economici del mondo. Anche in Europa il turismo è una delle attività socioeconomiche più sviluppate ed uno dei settori dell’economia a più rapida crescita. Spesso il turismo offre prospettive di sviluppo e nuove opportunità di guadagni nelle regioni strutturalmente deboli.

Il turismo è il settore che più dipende dalla natura incontaminata e dalla diversità culturale, da un alto livello della qualità dei servizi e dalla pace e la sicurezza. L’impegno del settore nella tutela dell’ambiente, la garanzia di buone condizioni di occupazione e la giustizia sociale deve essere altrettanto alto.

In realtà, benché l’ambiente sia in larga misura utilizzato gratuitamente, i costi per il suo "consumo" non sono inclusi nel prezzo dei servizi turistici ma vengono esternalizzati.

La dimensione sociale dello sviluppo sostenibile

Lo sviluppo sostenibile del turismo europeo può essere garantito solo dando la priorità assoluta, oltre che agli aspetti economici ed alla protezione dell’ambiente e del patrimonio culturale, alla creazione di un’occupazione sostenibile nel settore.

La qualità dei servizi turistici, che dipende in larga misura dai livelli di qualifica dei lavoratori e dalla motivazione dei lavoratori stessi, è in molte zone compromessa da condizioni di lavoro che rendono sempre meno allettanti i posti di lavoro nel settore turistico. Nel settore turistico, il reddito è per esempio inferiore del 20% a quello di altri settori, e nell’industria ricettiva sono impiegati un numero incredibile di "lavoratori poveri". L’alta proporzione di posti di lavoro precari, orari di lavoro spesso impossibili e scarse possibilità di sviluppo delle competenze o di promozione costituiscono ulteriori fattori alla base dell’alto livello di rotazione del personale e dei problemi che si hanno attualmente – in particolare nel settore ricettivo – a trovare personale qualificato e a conservarlo.

Gli obiettivi fondamentali per un turismo socialmente sostenibile in Europa sono i seguenti:
-posti di lavoro di qualità
-una giusta retribuzione
-buone condizioni di lavoro
-pari opportunità
-opportunità di qualifica
-possibilità di carriera
-riconoscimento dei diritti dei lavoratori e dei diritti sindacali

Concentrazione del mercato nel turismo europeo

Lo sviluppo sostenibile del turismo europeo è inoltre minacciato dalla rapida intensificazione degli ultimi anni del processo di concentrazione delle imprese del settore turistico. L’industria turistica è oggi dominata da un numero ristretto di imprese transnazionali. Queste imprese turistiche integrate orizzontalmente e verticalmente, che conglobano l’organizzazione di una vacanza, i trasporti, l’alloggio e la ristorazione, sfruttano la loro posizione dominante nelle negoziazioni dei prezzi con i fornitori locali delle destinazioni turistiche. Sotto la pressione di questa concorrenza, i prezzi dei viaggi sono drasticamente calati negli ultimi anni. Nel settore turistico, ad alta densità di manodopera, il calo dei prezzi dei viaggi ha anche inciso sulle condizioni di lavoro di molti lavoratori. La predominanza dei grossi tour operator per i fornitori locali delle destinazioni turistiche ha addirittura portato ad interferenze nell’autonomia della contrattazione collettiva nei paesi di destinazione.

I tour operator devono essere obbligati a spezzare il circolo vizioso del turismo caratterizzato dalle "offerte stracciate", che non solo limita i loro margini di profitto, ma elimina anche qualsiasi margine finanziario di manovra che consenta loro di offrire un turismo sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale. Considerati gli effetti negativi della guerra dei prezzi da concorrenza spietata tra i più grandi tour operator, in particolare sull’occupazione, occorre adottare nuovi approcci intesi a sensibilizzare i turisti riguardo al fatto che un turismo socialmente responsabile e sostenibile dal punto di vista ambientale ha il suo prezzo.

La competitività economica dell’offerta turistica non può più essere assicurata a scapito dell’equilibrio sociale ed ambientale, né sacrificata sull’altare dei profitti a breve termine. Vanno immesse sul mercato offerte turistiche che sostengano i costi di quanto è necessario per uno sviluppo sostenibile. Per l’intero ventaglio di offerte turistiche, è necessario illustrare con chiarezza le tasse ambientali ed i costi sociali, in modo che i viaggiatori possano effettuare i loro acquisti sulla base di una decisione responsabile. I grandi tour operator devono in particolare assicurare che i profitti siano condivisi in maniera equilibrata tra le imprese del paese di origine e quelle delle destinazioni turistiche.

La responsabilità sociale delle imprese

Le imprese possono dare un contributo allo sviluppo sostenibile soltanto rendendo le preoccupazioni sociali ed ambientali parte integrante della loro gestione. Ciò implica l’adesione agli standard fondamentali in materia di occupazione e di ambiente, nonché un regolare resoconto della maniera in cui detti standard vengono messi in pratica.

Le imprese possono assumere realmente la loro responsabilità sociale solo facendo partecipare i dipendenti ed i loro rappresentanti alla pianificazione, l’attuazione e la valutazione di queste misure.

L’Europa e la sua responsabilità per un turismo socialmente sostenibile

L’Europa ha una responsabilità globale nella considerazione degli aspetti sociali dello sviluppo sostenibile nell’ambito del turismo, poiché è uno dei principali mercati per il turismo, nonché la sede di molte imprese turistiche attive a livello globale.

La concessione di finanziamenti comunitari a progetti turistici o a imprese turistiche dovrebbe essere strettamente subordinata al rispetto della legislazione sociale e della legislazione del lavoro. Dovrebbero essere sostenuti solo i progetti che diano un esplicito contributo all’occupazione sostenibile; che creino cioè posti di lavoro, migliorino le qualifiche della manodopera e comportino la partecipazione dei dipendenti e dei loro rappresentanti.

Per evitare che le iniziative promosse dalla Commissione, come le analisi comparative tra le regioni turistiche, portino ad una distorsione della concorrenza, vanno considerati criteri di qualità gli indicatori sociali, come i livelli di occupazione, la qualifica dei dipendenti e la partecipazione dei lavoratori.

Prima di poter dare il via a qualsiasi liberalizzazione a largo raggio del settore turistico, come auspica la Commissione (per esempio nel contesto dei negoziati del GATT), è necessaria un’analisi degli effetti finora creati nel settore dalla liberalizzazione, in particolare in merito all’occupazione ed alle condizioni di occupazione.

Possibilità di azione per i rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati

È chiaro che lo sviluppo sostenibile non può essere raggiunto senza il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti. I rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati sosterranno lo sviluppo socialmente sostenibile nel settore turistico, in qualsiasi sede essi agiscano: nell’ambito della rappresentanza dei lavoratori all’interno delle imprese, durante la contrattazione collettiva, nel lavoro settoriale, nel dialogo sociale, nella partecipazione all’elaborazione di concetti turistici a livello territoriale, nella cooperazione in seno ad organismi internazionali, ecc.

Le parti sociali del dialogo sociale potrebbero concordare misure comuni che promuovano lo sviluppo sostenibile del settore turistico. Le proposte non mancano di certo Si veda, in proposito, l’elenco molto completo delle possibili misure contenute nel documento "Contribution of the Social Dialogue to the Promotion of Growth and Employment in the Tourism Sector" (Contributo del Dialogo sociale alla promozione della crescita e dell’occupazione nel settore turistico), presentato dal Gruppo di lavoro 8 del Gruppo ad alto livello sul Turismo e l’Occupazione a giugno 1999; si tratta di cogliere le iniziative e di metterle in atto in maniera pratica.

Esistono inoltre specifiche possibilità di azione per i rappresentanti dei lavoratori ed i sindacati nelle imprese turistiche transnazionali, agendo per esempio a livello delle tematiche transnazionali sulla sostenibilità sociale all’interno dei Comitati aziendali europei delle imprese, o tenendo conto, durante la contrattazione collettiva a livello nazionale o locale, della situazione dei dipendenti che lavorano in altri paesi/destinazioni.

I dipendenti delle imprese turistiche possono inoltre svolgere opera di sensibilizzazione in merito alle opzioni sostenibili per il turismo, sia in quanto lavoratori che in quanto viaggiatori, dando così, a lungo termine, un contributo al raggiungimento di un’occupazione sostenibile e di condizioni sociali sostenibili nel settore.