Ederle, i dipendenti italiani «Pagati poco e sorvegliati»

22/08/2014   (Corriere del Veneto)

VICENZA – Dipendenti italiani sorvegliati dai capi tramite i sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, e discriminati per mezzo degli «awards», i premi fuori busta paga, che arrivano anche a qualche centinaio di dollari, consegnati in contanti ed esentasse a discrezione dei manager sulla base delle vendite effettuate. Sono alcune delle lamentele raccontate da un gruppo di lavoratori italiani delle basi Usa Ederle e Del Din che chiedono di mantenere l`anonimato. Un clima non proprio sereno si respira fra i dipendenti dell`Aafes (acronimo di Army & Air Force Exchange Service, l`agenzia governativa che gestisce negozi e servizi). I dipendenti italiani nelle basi vicentine sono infatti circa 800, ma formalmente sono alle dipendenze di due distinti datori di lavoro: la maggior parte sono sotto il Dipartimento alla difesa Usa, mentre una minoranza (circa 100) afferiscono all`agenzia Aafes, che pratica salari ribassati. «Se scambiamo qualche parola mentre lavoriamo – raccontano i dipendenti – subito il capo settore viene a riprenderci, intimandoci di smettere. Secondo noi utilizzano la videosorveglianza, che dovrebbe servire contro i taccheggiatori, per spiarci. In alcuni casi si arriva al mobbing contro gli italiani, con trattamenti peggiori rispetto agli americani. E poi ci sono gli awards, i premi interni dati a discrezione del datore di lavoro, con tanto di foto ricordo per il premiato, che viene appesa all`interno del posto di lavoro. Ma alcuni vengono preferiti ad altri con questo sistema, che non lascia tracce essendo fuori busta paga». Sarah Peruffo, delegata della Fisascat Cisl – una delle due sigle sindacali ammesse nelle basi Usa assieme alla Uiltucs Uil, la Cgil è esclusa – spiega che «con i capi del personale della struttura militare c`è un dialogo continuo, con riunioni periodiche dove affrontiamo i disagi e le richieste dei lavoratori.
I problemi ci sono, ma non più che in qualsiasi altro posto di lavoro». La questione delle videocamere è stata affrontata di recente: «Ho segnalato la cosa ai capi del personale, che a loro volta hanno richiamato i manager delle diverse aree – afferma Peruffo -. Gli occhi elettronici sono rivolti solo ai clienti che non pagano». Per quanto riguarda gli «awards», spiega la sindacalista, «è una voce contenuta nel contratto nazionale ed è un punto su cui c`è piena discrezionalità, che vale sia per i capi settore italiani che statunitensi. Noi sindacati non abbiamo voce in capitolo su questo». Il contratto nazionale dei dipendenti delle basi Usa è stato rinnovato il 21 ottobre 2013, con la firma di Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. La segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso aveva chiesto ai colleghi di Cisl e Uil «di modificare l`articolo contrattuale che nega il riconoscimento della presenza Filcams Cgil quale soggetto di rappresentanza e soggetto negoziale nelle basi», ma nemmeno a questa tornata è stato superato il veto risalente agli anni Cinquanta verso il sindacato «rosso». Secondo le stime della Cisl sono circa 40 i nuovi dipendenti italiani assunti dopo l`inaugurazione della nuova base Del Din nel 2013. A cui si sommano i 65 «esuberi mancati» nella tornata di tagli che nel 2012 ha colpito le basi italiane: Vicenza è stata infatti risparmiata riallocando gli esuberi alla Del Din. Nello stesso anno l`ex colonnello David Buckingham aveva promesso circa 200 nuove assunzioni.