ECUADOR, FUOCO SUI LAVORATORI IN SCIOPERO


Una delle persone armate in attesa di fare fuoco sui lavoratori (photo courtesy of SiD)


Un lavoratore della piantagione ferito ricoverato in ospedale (photo courtesy of SiD)

ECUADOR FUOCO SUI LAVORATORI IN SCIOPERO

400 uomini mascherati hanno sparato sugli scioperanti di alcune piantagioni della Noboa, quarta multinazionale al mondo del settore bananiero. Lo sciopero era iniziato a febbraio per chiedere maggiori diritti e il riconoscimento del sindacato

Il 16 maggio 400 uomini mascherati e armati hanno assalito i lavoratori in sciopero nelle piantagioni di Los Alamos in Ecuador, dove si producono banane per la multinazionale Noboa. Gli assalitori – alcuni arrivati a bordo di veicoli della Naboa Company – hanno sparato su lavoratori, ferendone alcuni. A uno dei più gravi è già stata amputata una gamba.

Lo sciopero, in realtà, è iniziato a febbraio coinvolgendo 1.400 persone di sette aziende della zona di Los Alamos. Le richieste dei lavoratori: straordinari pagati, centri medici all’interno della piantagione, salari dignitosi, la possibilità di organizzarsi in sindacati. È proprio questo il fronte più caldo: un gruppo di lavoratori ha costituito un sindacato e ne ha richiesto la registrazione al ministero del Lavoro.

Come risposta alle agitazioni, 124 lavoratori tra i più attivi sono stati licenziati e centinaia di lavoratori con contratti a termine – come sottolinea lo IUF, organizzazione sindacale internazionale (www.iuf.org) – "non sono stati richiamati".

Lo sciopero di Los Alamos ha "contagiato" i lavoratori di un’altra piantagione Noboa, la Hacienda Julia, dove sono stati 1.500 e incrociare le braccia.

La tensione è salita con le settimane, fino agli episodi violenti dello scorso 16 maggio. Per questo, diverse organizzazioni internazionali, come la statunitense US-Leap, BananaLink (Gran Bretagna) e in Italia il Centro Nuovo Modello di Sviluppo stanno organizzando una campagna su Noboa con invio di lettere di pressione e solidarietà ai lavoratori e tentativi di sensibilizzare il Congresso americano e l’Unione europea. Anche l’organizzazione americana Human Rights Watch ha denunciato “i licenziamenti illegali, le violenze e le intimidazioni” dei giorni scorsi contro i lavoratori delle piantagioni ecuadoriane. E proprio Human Rights Watch il 25 aprile aveva pubblicato Tainted Harvest Child Labor and Obstacles to Organizing on Ecuadors Banana Plantations, un rapporto di 114 pagine sulle precarie condizioni di vita e di lavoro dei braccianti delle bananeras ecuadoriane.

Noboa è la più grande multinazionale bananiera ecuadoriana, e la quarta al mondo. Il proprietario, Alvaro Noboa, fu sconfitto per un soffio alle presidenziali del 1998 e non è da escludersi che si ripresenti per la tornata elettorale di ottobre. Con un patrimonio di oltre un miliardo di dollari è considerato l’uomo più ricco e più influente dell’Ecuador.

Le banane di Noboa sono vendute anche in Italia, con il marchio Bonita, tramite due aziende, la Pacific Fruit e la Ecuadorian Line, con sede a Roma.

Per Informazioni: Centro Nuovo Modello di Sviluppo , Tel. 050-826354 – e-mail coord@cnms.it