Economia, gli italiani vedono nero

10/11/2003

domenica 9 nov 2003

Pagina 14 – Interni
 
 
SONDAGGIO
Economia, gli italiani vedono nero
la famiglia unico rifugio dei delusi
          Ottimista un cittadino su 10. Donne e anziani tra i più preoccupati E cresce la diffidenza
          Ma a tenere sono soprattutto i legami più vicini alle persone È il trionfo del "nido"
          L´Osservatorio sul capitale sociale: il centrodestra perde fiducia tra i propri elettori

          LUIGI CECCARINI
          E´ una società delusa, disorientata, segnata da sentimenti di pessimismo quella che emerge dalla seconda rilevazione dell´Osservatorio sul capitale sociale (curato da Demos & Pi in collaborazione con Coop). E ciò che tratteggia maggiormente il profilo degli italiani in questi giorni è una crescente sfiducia nell´andamento dell´economia nazionale.
          Tuttavia le reti sociali primarie sembrano tenere. In particolare, tengono i legami più "corti" e vicini alle persone: gli amici o il vicinato. Ma soprattutto tiene la famiglia, il suo ruolo di supporto e di protezione sociale. In tempi "duri" e incerti, o almeno percepiti come tali, la famiglia si rafforza ulteriormente come luogo di rifugio; un "nido" che fornisce sicurezza, ma anche aiuto concreto.
          Rispetto alla prima rilevazione, dello scorso luglio, si riduce l´ottimismo nella ripresa dell´economia. L´indice relativo cala dell´11 per cento (dal 21 al 10 per cento). In pratica, se vi erano due ottimisti su dieci oggi ne è rimasto soltanto uno. Parallelamente è cresciuto l´orientamento più pessimista (dal 13 al 19 per cento).
          A far scendere l´indice contribuisce soprattutto la preoccupazione per la situazione dell´economia del Paese, più che quella personale o familiare. In questo si riflette il timore che la situazione nazionale finisca per coinvolgere ulteriormente, e in modo negativo, anche le persone e le famiglie. A luglio erano tre su dieci i cittadini che vedevano un peggioramento futuro del quadro economico. Oggi sono diventati cinque.
          E´ in crescita anche il senso di disorientamento di fronte alle vicende del mondo di oggi (dal 29 al 36 per cento). Lo si registra anzitutto tra le donne, e in particolare nelle categorie sociali più deboli, con minori risorse per fronteggiare e interpretare una esistenza che cambia (forse) troppo velocemente; gli anziani e i soggetti con un basso livello di istruzione.
          Parallelamente gli "altri", intesi in senso generale, vengono visti con una certa diffidenza. Infatti, sono in calo coloro che pensano alla maggior parte della gente come persone degne di fiducia: in tre mesi se ne sono persi uno ogni dieci (dal 33 al 30 per cento).
          Sotto il profilo geografico, la minore fiducia negli "altri", segna in particolare i cittadini delle regioni meridionali (22 per cento contro il 33-37 delle altre zone).
          La fiducia negli altri si incrina, si indebolisce quindi una importante risorsa di capitale sociale; quel legame invisibile, ma fondamentale, per la convivenza civile nella quotidianità in cui viviamo.
          Altri risultati della ricerca tratteggiano le relazioni tra i cittadini. Uno su quattro (26 per cento) trascorre prevalentemente il suo tempo libero da solo (in particolare gli anziani, 40 per cento) e uno su tre (34 per cento), rispetto al passato, resta da solo molto più tempo. Circa la metà (48 per cento) esce meno in piazza, al bar, con la gente del quartiere o del paese. In parte questo riflette l´arrivo dell´inverno e le minori occasioni di "stare insieme". Ma in parte è riconducibile ad un clima sociale che nel frattempo è diventato più grigio.
          L´Osservatorio non ha registrato solo pessimismo e sfiducia sociale. Infatti si mantengono salde le reti sociali più prossime ai cittadini. Anzitutto la famiglia, dove il 54 per cento degli intervistati afferma di averci trascorso molto più tempo rispetto al passato.
          Circa metà degli italiani trascorre, con una certa frequenza, il tempo libero assieme ad amici, familiari, parenti, vicini di casa. E con questi si scambiano i piccoli aiuti e favori della vita quotidiana. Così facendo ravvivano le reti di relazione nell´ambiente in cui vivono.
          Ma nel contesto locale non si esprime solo una mutualità di aiuti e opportunità. Vi sono anche problemi ed elementi di tensione sociale. La diffusione della droga, la corruzione politica, il traffico, la difficoltà a trovare un lavoro, la qualità dell´ambiente naturale preoccupano molto. I cittadini vedono questi problemi peggiorati nel tempo. Degradano l´ambiente sociale e relazionale in cui vivono. Allarmano meno, invece, la presenza degli immigrati, il problema della sicurezza e dell´ordine pubblico, la scarsa presenza di iniziative culturali e occasioni di divertimento. E ancor meno preoccupa la difficoltà ad avere relazioni con altre persone, a riprova di un intreccio di legami personali radicati e diffusi sul territorio. I fattori di tensione ci sono. Ma le reti di relazione (per fortuna) anche