Economia ferma, consumi in piena crisi

26/09/2005
    sabato 24 settembre 2005

      Economia ferma, consumi in piena crisi
      Il crollo – meno 2,1% – non risparmia neppure gli alimentari. I consumatori: siamo allo sfascio

        Milano

          TIRAR CINGHIA. I consumi degli italiani sono in picchiata. Dopo il calo delle vendite al dettaglio di giugno dello 0,7%, l’Istat registra una nuova gelata nelle spese delle famiglie con un taglio ulteriore del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2004: si risparmia su tutto, ma soprattutto sugli alimentari scesi del 2,1% su base annua e dello 0,4% rispetto a giugno scorso (scendono invece dello 0,2% gli altri prodotti).

            Dati preoccupanti perchè generalizzati. Riguardano infatti ogni tipologia d’impresa, dai piccoli (-2,3%) e medi (-2,8%) fino ai grandi (-1,7%) centri di distribuzione. Colpiscono tutto il territorio italiano, dal Meridione
            (-4,1%) fino all’una volta prospero Nord-Est (-3%).

              È quindi unanime il coro d’allarme lanciato da sindacati, associazioni di categoria e consumatori. «Berlusconi dovrebbe leggerli – commenta il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani – visto che continua a dire che il paese sta benissimo. Non si capisce perchè un paese che sta benissimo non consuma. È anche indicativa la ripartizione geografica del calo dei consumi: al sud e nelle isole in modo particolare, dove il reddito del paese è già più basso, i consumi calano di più, ma per la prima volta scendono anche nel nord-est. Si conferma il dato di un paese in cui la domanda interna è sostanzialmente sotto zero».

                Anche il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta, parla di «ulteriore grave conferma della crisi nella quale versa la nostra economia, che ricade prima di tutto sui ceti popolari e sulle famiglie. È ormai inutile chiedere al Governo di adottare misure per affrontare questa situazione, va chiesto di prendere atto che la crisi economica e la crisi politica sono ormai un tutt’uno e il Paese non si può permettere un altro anno di immobilismo».

                  Sugli stessi toni anche Confesercenti, secondo cui si tratta di «un vero e proprio dramma che colpisce indistintamente i comparti commerciali, i consumatori tirano i remi in barca perchè sfiduciati e costretti a destinare maggiori risorse soprattutto per le tariffe e la benzina» e Confcommercio «il quadro del sistema produttivo nazionale appare fortemente compromesso, la flessione registrata rispetto a luglio 2004 lascia temere che si sia ormai imboccata una pericolosa escalation».
                  Riassume per tutti l’Intesa dei consumatori, proponendo l’istituzione di una commissione bilaterale tra governo e associazioni per studiare misure immediate per abbattere i prezzi: «Il paese è allo sfascio, con le famiglie costrette a rinunciare a consumi primari come quelli alimentari».

                    l.v.