Ecco il Dpef di Tremonti

15/07/2003

 
martedì 15 luglio 2003
Pagina 3 – Economia
 
 
Il ministro lo illustra all´Eurogruppo.
Domani vertice con i sindacati e poi il varo. Pareggio in vista nel 2006
Ecco il Dpef di Tremonti
manovra verso i 17 miliardi
"Un terzo della Finanziaria con misure strutturali"
          Fini a colazione da Fazio. D´Amato: basta una tantum. Salgono le entrate fiscali: 6,3%
          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Si snodano tra Milano, Bruxelles e il radiotelefono di Rocco Buttiglione le ultime ore ad alta tensione per il Documento di programmazione economica per il 2004-2007. Nel primo pomeriggio di ieri il ministro del Welfare Maroni, dalla segreteria della Lega riunita nel capoluogo lombardo, mette l´ultimo paletto, quello definitivo: «Niente pensioni nel Dpef, c´è già la delega». Da Bruxelles, dove Tremonti ha illustrato le linee guida del Dpef ai colleghi dell´Eurogruppo, sono filtrate nuove preoccupazioni, confermate per altro da un documento riportato dalla Reuters: la crescita del 2004 in Italia scenderà dal 2,1 previsto fino all´1,8: significa un deficit più alto (attorno al 3,1 per cento che vuol dire, al netto del ciclo, l´1,6) e una manovra che viene indicata in 17 miliardi di euro, senza contare che qualcosa per il rilancio dell´economia dovrà pure esser stanziato. la crescita del Pil si rafforzerà solo dal 2005 con il 2,1 che passerà al 2,2 nel 2006 per ritornare al 2,1 nel 2007. L´inflazione è prevista nel 2,4% quest´anno e nell´1,9 tendenziale e 1,7 programmatico nel 2004. Le misure una tantum della Finanziaria scorsa saranno sostituite gradualmente. «Un terzo della manovra 2004 – si legge nel documento – dovrà essere assicurata da misure a carattere permanente. La proporzione aumenta a due terzi l´anno successivo fino alla completa sostituzione nel 2006».
          Via Venti Settembre ieri è tornata ad essere un crocevia di politici: il ministro per l´Agricoltura Alemanno, «custode» di Tremonti per conto di An si è fatto spiegare il Dpef da Baldassari; Buttiglione, infine, ha avuto finalmente il testo che aveva chiesto minacciando di non votarlo. «Ora il consiglio dei ministri si può fare», ha annunciato.. A colazione, intanto, il vicepresidente del Consiglio, Fini, ne aveva discusso con il governatore Fazio.
          Il calendario degli incontri è stato fissato con lettera ufficiale firmata da Gianni Letta: oggi alle 19 è la volta degli enti locali, domani nel giorno più lungo del Dpef alle 11 il governo incontrerà le parti sociale tutte insieme e alle 17 anche il Forum del Terzo settore e alle 21 si riunirà per il varo (è già stata ordinata la scorta di derrate alimentari). Poi giovedì, come annunciato dal presidente del Senato Pera, il provvedimento approderà in Parlamento.
          Il Dpef, al centro delle polemiche politiche, dei veti e dell´assalto dei ministri sarà «light» anche se le richieste continuano: la più importante è quella formalizzata da Moratti (Istruzione), Pisanu (Interni) e Mazzella (Funzione Pubblica) che chiedono la riapertura delle assunzioni nello Stato e negli enti locali bloccate da 2 anni e mezzo e fino al 31 dicembre del 2003. Come le richieste di Lunardi per le infrastrutture, di Sirchia per gli anziani e di Buttiglione per occupazione e famiglia, saranno oggetto della trattativa dell´ultima notte. Le vicende delle ultime ore hanno messo in fibrillazione la Confindustria: «È insostenibile – ha detto D´Amato – il fatto che nelle ultime settimane si sia aperta una nuova conflittualità nella maggioranza nella quale ogni partito ha una sua priorità». Il presidente della Confindustria ha esortato il governo a smetterla con i «provvedimenti tampone» e ha polemizzato ricordando come la riforma delle pensioni si doveva realizzare già due Finanziarie fa.