“Ecco il bilancio bluff. I romani pagano i tagli”

20/04/2011

Di Berardino, segretario Cgil, accusa il Comune: `Piùtasse emeno serw*zi"

MENO sostegno alle famiglie e più tasse: è questa, secondo il segretario generale della Cgil Claudio Di Berardino, l`equazione che racconta il bilancio del Comune di Roma. «Dove sono gli annunci di investimenti sbandierati fino apochi giorni fa- attacca Di Berardino- dov`è il piano di sviluppo della Capitale? Qui c`è solo unbilancio lacrime e sangue che preleva dalle fasce deboli e presenta ai romani il conto della crisi».
Eppure il sindaco è stato chiaro: solo pergliinvestimentisono stati stanziati 4,4 miliardi (1,7 pubblici e 3,1 privati)… «I fondi pubblici servono per continuare le opere già avviate. Da mesi ormai allomanon viene aperto un nuovo cantiere ma si procede solo lentamente nella realizzazione di quelli già esistenti. I fondi privati, invece, rappresentano risorse solo sullacarta perché sono legate a concessioni edilizie o a piani di zona che, secondo i calcoli del Campidoglio, dovrebbero portare denari nelle casse del Comune, ma non vi è alcuna certezza». Sul fronte delle imposte, però, il sindaco si è difeso dichiarando di aver mantenuto il livello dei servizi senza maggiori tasse. «In realtà è accaduto il contrario. L`aliquota dell`Irpef comunale è passata dallo 0,5%del2010 allo 0,9% del 2011. In termini di costi per lefamiglie, questo significa che chi ha un reddito di lOmila euro pagherà 40 euro in più all`anno, e così crescendo. Il risultato è un aumento dell`80% dell`aliquota che rende Roma uno dei comun ipiù tartassati d`Italia. Sommando a questo le imposte provinciali e regionali, il cittadino laziale paga in media 600 euro all`anno in più rispetto a quelli delle altre regioni italiane».
La spesa sociale però è rimasta invariata rispetto allo scorso anno. E sufficiente per reggere l`urto della crisi?
«Il punto è proprio questo: la spesa è rimasta uguale male esigenze della collettività sono aumentate.
A Roma ci sono oggi 180miladisoccupati, 70milapersone in cassa integrazione o in mobilità, 350mila precari, 2mila insegnanti che perderanno il lavoro peritagli allapubblica istruzione e il 60% deipensionati con un reddito che supera di poco i 500 euro al mese. Difronteaquesto quadro drammatico il sostegno indiretto alle famiglie è diminuito». Cosa intende? «Tra il2010 e il20l l il Comune ha stanziato 30 milioni di euro in meno divisi tra mancate agevolazioni sulla Tari (la tassa sull`igiene urbana) e una riduzione del sostegno indiretto al reddito, inteso come costo dei trasporti, mense, asili nido, libri di testo». Anche le mense sono state colpite? «Secondo i nostri calcoli nel 2011 l`aumento del costo delle mense scolastiche peserà sulle tasche dei cittadini per un valore che varia trai 25 e i 164 euro».
Qual è la ragione di tutto ciò? «E semplice: il prestito di oltre 200 milioni elargito dal governo per dare fiato alle casse del Comune lo pagano oggi i cittadini. Con gli interessi».