Ecco Guglielmo il Filosofo una vita tra poesie e vertenze

23/09/2002


SABATO, 21 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 5 – Interni
 
IL PERSONAGGIO
 
IL PERSONAGGIO
 
CURIOSITA´
 
Chi è Epifani, il nuovo leader. "In tanti anni di Cgil non ricordo stagioni senza sfide"
 
Ecco Guglielmo il Filosofo una vita tra poesie e vertenze
 
 
 
Il primo segretario che viene dalla tradizione socialista, oppositore della svolta del Midas
La passione per i cantautori e per l´Inter E quella somiglianza con Harrison Ford…
 
GOFFREDO DE MARCHIS

ROMA – Un arrivo e una partenza insieme creano un po´ di confusione. Bisogna salutare Cofferati che lascia o Epifani che sale di grado? Alla proclamazione, il nuovo segretario vestito di grigio si rannicchia su stesso, quasi sparisce dietro il banco della presidenza, non sa dove mettere le mani, poi si applaude insieme agli altri per cinque minuti buoni. L´abbraccio con il Cinese, i mille baci, il sorriso tirato. Nell´indecisione non è stata né una festa per chi entra né un addio per chi esce. A chi glielo fa notare, Epifani risponde: «Hai ragione, ma oggi era giusto fare così. Al palazzetto dello sport ci scateniamo». Scatenarsi non è proprio un verbo che si associa facilmente a Guglielmo Epifani, 52 anni, padre umbro, mamma salernitana, fede interista come segnala il libro che stringe tra le mani durante la lettura del voto: «Interismi» di Severgnini. Epifani è un uomo che, sorridendo, dice di sé: «Non sono mai stato giovane. Da ragazzo facevo il doposcuola nelle borgate di Roma, l´assistenza agli anziani. E dopo la maturità, come premio, andai a studiare a Parigi mentre i miei compagni partivano per l´isola di Wight».
Come sarà il suo scatenamento di oggi quindi è uno spettacolo da non perdere. Cofferati aveva Tex Willer e la lirica per il tempo libero, lui ha i cantautori e i saggi di filosofia politica, Cofferati si era conquistato un soprannome carico di significati, il Cinese, lui è «l´intellettuale», il «filosofo» per via dei suoi studi. Ma sono definizioni che non lo riassumono e non lo convincono. Alla Cgil lo chiamano Harrison Ford per la somiglianza con l´attore americano e forse perché incarna a modo suo il tipo dell´»uomo tranquillo», calmo, ma deciso. Il confronto con il predecessore è subito pesante, almeno il primo giorno.
La sera, di fronte all´ennesima domanda sulla successione, dice stanco: «Siamo amici, cresciuti insieme, abbiamo quasi una storia parallela. Ma ci sono stati periodi in cui sono stato più importante di lui e altri in cui lo sono stato meno…». Non per scavare un solco, ma adesso è lui il leader. E la sua parte l´ha fatta anche fin qui: «Certo, è un momento delicato. Ma in trent´anni di Cgil non ricordo stagioni senza sfide. Il mio pezzo di responsabilità l´ho preso anche in questa fase». Un altro moto d´orgoglio, un piccolo passo verso l´emancipazione. Però è anche vero che «la Cgil è un´oasi felice, di armonia e coesione, niente a che vedere con il marasma che c´è fuori», dice il neosegretario. Un patrimonio prezioso, da non disperdere.
Nella sua stanza lo «guarda» tutti i giorni il ritratto di Di Vittorio dipinto da Carlo Levi che al vecchio segretario non era piaciuto. Si vede il leader in maniche di camicia, con il collo aperto, davanti alle colline aride della sua Puglia. Di Vittorio lo mandò indietro, lo scrittore-pittore ne fece uno nuovo in giacca e cravatta con gli occhi sporgenti, uno sgarbo d´artista. Ieri pomeriggio Epifani, in quello studio, ha ricevuto la telefonata di Carlo Azeglio Ciampi. E tanti regali, compresa un´antologia di poeti italiani con dedica di Piero Fassino. Epifani conosce a memoria tutte le poesie di Saba, ha tradotto I fiori del male.
Il padre Giuseppe, 88 anni, di formazione cattolica, è laureato in francese, è stato sindaco di Cannara vicino ad Assisi. Lui è dottore in Storia moderna con una tesi su Anna Kuliscioff, la compagna di Filippo Turati. Ed è il primo segretario della Cgil che viene dalla tradizione socialista, oppositore di Craxi al Midas, seguace di Agostino Marianetti nelle sue prime esperienze al sindacato. Ha vissuto a Milano negli anni dell´infanzia e si è innamorato dell´Inter di Herrera, ha fatto il liceo Orazio a Roma e lì si è fidanzato con Giusy. Sono sposati da 35 anni. Bertinotti l´ha incontrata a Piazza San Giovanni una settimana fa. Baci: «Ciao Giusy, lo sai che adesso non lo vedrai più?». Attraverso i libri, Epifani è entrato in Cgil a 27 anni, si occupava della casa editrice del sindacato. A 29 diventa il responsabile dei poligrafici e ricorda ancora i confronti con Bruno Tassan Din. Nel ’90 entra nella segreteria nazionale, il suo lungo percorso finisce e ricomincia ora. Se avesse più tempo libero «riprenderebbe a giocare a calcio e a suonare la chitarra, Guccini, Tenco, De Andrè, Brel». Ma adesso gli toccano Berlusconi, Maroni, Tremonti, D´Amato.