Ecco come si fa la spesa con il Pc nel carrello

08/07/2003



      Lunedí 07 Luglio 2003
      Distribuzione
      Ecco come si fa la spesa con il Pc nel carrello

      Sullo schermo sconti, pubblicità e consigli


      Carrelli computerizzati, bilance intelligenti, alcuni prodotti di largo consumo dotati di etichette in radiofrequenza che permettono lo scambio d’informazioni tra lo scaffale e il magazzino. E così è possibile controllare e gestire in tempo reale il rifornimento delle merci in vendita. Poi monitor per pubblicità mirate, maxi schermi promozionali, chioschi multimediali dove attingere notizie sulle qualità nutritive dei cibi o da cui stampare ricette.
      A monte, invisibili al consumatore, tutte le potenzialità offerte dalla tecnologia Rfid, (Radio frequency identification), che permette, attraverso le smart tag (codici a barre evoluti con tanto di antenna e microchip), di monitorare il prodotto lungo ogni passaggio della catena della vendita: dal centro di distribuzione al carrello del consumatore. Non solo. La Rfid consente anche di calcolare il numero di carrelli presenti all’interno dei reparti, in modo da armonizzare l’apertura delle casse con le esigenze dei clienti.
      Benvenuti nel supermercato del futuro. Benvenuti a Rheinberg, 40 chilometri a nord di Düsseldorf, piccolo centro ai margini del bacino della Ruhr, una delle regioni a più alta vocazione industriale della Germania e d’Europa. È qui che il gruppo Metro, il quinto operatore mondiale della grande distribuzione organizzata, ha varato – il 28 aprile scorso – il progetto pilota del Future store, il negozio del futuro. L’insegna scelta come "cavia" fa parte dei 493 punti vendita Extra presenti in Germania e controllati dalla divisione Food retail di Metro, un ramo da cui il gruppo (51,1 miliardi di euro di vendite nel 2002) ha ricavato lo scorso anno 11 miliardi di euro.
      Le nuove frontiere dello shopping.
      Il supermercato di Rheinberg ha una superficie di 3.855 metri quadrati e da due mesi è diventato un laboratorio dove si possono sperimentare sul campo le nuove frontiere dello shopping. Testimonial dell’inaugurazione, la top model Claudia Schiffer nata guarda caso proprio a Rheinberg. Si tratta della prima esperienza del genere in Europa. Ma la rivoluzione, in realtà, è lenta e graduale. All’ingresso, infatti, il cliente può scegliere se fare la spesa in maniera tradizionale o se provare le nuove modalità di acquisto. Dei 2.500 clienti che ogni giorno in media affollano i reparti dell’Extra future store, soltanto 200-250 optano per la soluzione più tecnologica. Poco meno del 10%, dunque. «Ma è ancora presto per trarre un bilancio – spiega Gerd Wolfram, executive project manager del gruppo Metro, l’ideatore del future store. – Le reazioni dei clienti sono diverse, così come è diverso il loro profilo». Contrariamente alle previsioni, infatti, la spesa high-tech non piace soltanto ai giovani, ma ha conquistato anche gli anziani. Ma come cambia l’esperienza dell’acquisto? Intanto, un grande aiuto è offerto dal Personal shopping assistant (Psa), un computer portatile e super-leggero montato sopra il carrello. Si tocca lo schermo, si scrive la parola "pane" ed ecco che il Psa mostra tutte le varietà di pane presenti nel supermercato, localizzando la loro posizione e segnalando le eventuali offerte speciali. Una volta scelta la merce, la si "scansiona" nell’apposito lettore di codici a barre incorporato nel Psa. Se si è convinti dell’acquisto, basta schiacciare il tasto "add" (aggiungi) e il prodotto finisce nella lista degli oggetti acquistati. In questo modo, in ogni momento, si riesce a capire quanto si sta spendendo. Arrivati alla cassa, non resta che comunicare all’impiegato il proprio numero cliente (un codice contenuto in una Future card personale che viene consegnata all’ingresso). Il cassiere verifica il totale, il cliente paga e se ne va. Senza aver fatto nessuna coda.
      Un business in crescita.
      «L’unico modo per fidelizzare il cliente è trasformare l’esperienza dell’acquisto», dice Alain Benichou, vicepresidente per l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente del settore distribuzione di Ibm.
      Il colosso dell’Information technology è uno dei 40 partner tecnologici e commerciali (da Intel a Sap, passando per Procter & Gamble) con cui Metro ha condiviso il lancio del progetto. Ma quanto è costato e quanto frutterà l’investimento nelle nuove tecnologie applicate al retail? Gerd Wolfram non si sbilancia, ma lascia prevedere un incremento del fatturato del punto vendita che dovrebbe oscillare tra il 10 e il 20% a fine 2003. Secondo l’analisi di David Thomas, consulente Ibm per la grande distribuzione, la produttività del centro di distribuzione potrà aumentare altrettanto grazie all’impatto della radiofrequenza, sistema in grado di "leggere" 45 oggetti al secondo. Una stima in linea con le previsioni della società di ricerche Frost & Sullivan che calcola, ancora più ottimisticamente, come il mercato mondiale della Rfid sia destinato a crescere nel prossimo triennio a un ritmo del 35% annuo, fino a raggiungere nel 2006 un giro d’affari di 7,43 miliardi di dollari.

      CLAUDIA CASSINO