Ecco chi gonfia la nostra spesa: nel viaggio dai campi ai negozi

19/09/2003

 

 venerdì 19 settembre 2003
Pagina 4 – Economia
 
 
    PREZZI ALIMENTARI
    Ecco chi gonfia la nostra spesa
    nel viaggio dai campi ai negozi
      Ora per ora, tutti i passaggi che in una giornata compiono i prezzi dei prodotti ortofrutticoli fino al dettaglio
      Il caso della zucchina: dal coltivatore al grossista sale da 1 a 1,30 euro al kg. Ma noi la compriamo anche a 6,2 euro
      All´uscita dal mercato generale di Milano è l´anarchia e i listini quintuplicano
      Una fortissima differenza tra i supermercati e i piccoli fruttivendoli


      DAL NOSTRO INVIATO
      JENNER MELETTI

      CAVALLINO TREPORTI (Venezia) – Il signor Giampietro Zanella, coltivatore diretto assieme al fratello Luca, mercoledì pomeriggio ha avuto un piccola gradevole sorpresa: il suo pomodoro verde tondo – in questi giorni il migliore e il più caro d´Italia – dal commerciante più importante della zona gli è stato pagato 1,30 euro al chilo, con un aumento di 0,20 euro rispetto al prezzo ottenuto negli altri giorni della settimana. I suoi colleghi coltivatori, nella penisola del Cavallino, sempre mercoledì pomeriggio hanno incassato 1 euro per le melanzane, 1,50 per i peperoni, 1 per i cetrioli, 1,30 per la lattuga, e 1 euro (qualcuno con la merce perfetta anche 1, 10 o 1,20) per le zucchine. La signora Alda Zini, abitante in zona Monforte a Milano, ieri mattina, giovedì, ha avuto un piccola sgradevole sorpresa: in un grande e bellissimo negozio di piazza Tricolore ha trovato le zucchine (fresche e invitanti, ma non belle come quelle del signor Giampietro Zanella) messe in vendita alla bella cifra di euro 6,20. Nei negozi vicini le stesse viaggiavano fra i 3,90 ed i 4 euro. «Solo» 2,25 in un supermercato, ma erano quelle grosse, buone solo per il forno, con il ripieno.
      In questo viaggio dal produttore al consumatore, per trovare indizi sui colpevoli dei prezzi alle stelle, colpisce un dato: dal coltivatore al mercato all´ingrosso gli euro sono euro e i centesimi pure. All´uscita dal mercato generale (in questo caso la Sogemi di Milano) non c´è più nessun controllo: ognuno decide i prezzi che vuole, aumenta due, tre o anche cinque volte, alla faccia di chi ha seminato, curato e raccolto sperando in un aumento di pochi centesimi. «Lasciamo stare – dice Angelo Zanella, coltivatore di Cavallino Treporti – il costo della produzione. Guardiamo soltanto i costi della raccolta e del conferimento. Un operaio – io ne ho uno – costa 9 euro all´ora. E in un´ora raccoglie un quintale di pomodori, oppure mezzo di zucchine, 60 chili di cetrioli, 80 di peperoni. Cinque ore di raccolta e cinque per la selezione (15% di scarto) e il confezionamento. Io sono in una cooperativa, la Saccagnana, e riesco con gli altri soci a ottenere un prezzo migliore di chi vende subito al commerciante: questa settimana 2 – 2,80 euro per il pomodoro «insalataro», il migliore; 2 per il peperone, 1,30 per le zucchine, 1 – 1,20 per il cetriolo. Ma da questo prezzo – che è poi quello che si ottiene nei mercati all´ingrosso – devo detrarre un 30% per le spese della cooperativa, che porta il prodotto soprattutto a Milano e Bologna. Ci sono 500 aziende, qui al Cavallino, e solo il 10% sono associate alla coop: questo perché da noi il lavoro non finisce mai, devi anche andare ai mercati a riscuotere i crediti, mentre se vai dal commerciante al sabato hai la busta con i soldi».
      Il commerciante più importante, al Cavallino, è Graziano Costantini, titolare assieme al fratello della Cof, Costantini ortofrutta. «A dire il vero – precisa – non è che io compro e poi vendo. Raccolgo il prodotto, lo porto sui mercati, e sulla base dei prezzi che riesco a portare a casa pago i miei cento coltivatori. Ci sono le bollette dei mercati, e soprattutto c´è la fiducia dei produttori in un´azienda che lavora qui da 50 anni. Tutti sanno che ci sono delle spese. Al coltivatore fornisco io le «padelle», le cassette per la verdura. Costano 50 centesimi, e sono a perdere. Un viaggio da qui a Milano mi costa dai 30 ai 50 euro a bancale, dipende dalla merce. L´insalata pesa due quintali a bancale (un centinaio di cassette), contro gli 8 o 9 dei pomodori. Lo spazio occupato sul camion frigorifero è lo stesso, ma l´incasso non è certo uguale. E allora, se qui pago 1 euro e a Milano o Bologna ne incasso 2 – almeno lo spero – nessuno dei miei coltivatori si scandalizza: ci sono le spese, e ci deve essere anche il guadagno».
      Un viaggio di trecentoquarantotto chilometri, e nella notte fra mercoledì e giovedì al mercato Sogemi di Milano (dove ogni anno passano 10 milioni di quintali di frutta e verdura all´anno) arrivano i camion della Cof. Scaricano dai grossisti Datheo e Dipilato. Dopo poche ore la sentenza del prezzo. «Ho venduto a 1,40 le zucchine della Cof, 0,90-1,00 le melanzane», dice Donato Dipilato. «Zucchine 1,30, melanzane 1,20», dice Ferdinando Galimberti della Datheo. Due o tre chilometri ancora ed ecco i negozi del centro. Da Preziosa, viale Premuda, le zucchine sono a 4 euro. «Sapesse quanta roba dobbiamo mangiare noi a casa. In tutta la mattinata, guardi pure, 100 euro di incasso in tutto». All´Ortofresco di viale Montenero zucchine a 3,90. «Con tutte le bastonate che ci danno sui giornali e in tv, chi viene più a comprare?». Al Nonsolofrutta, sempre in viale Montenero 50, zucchine a 3,95. Alla Esselunga, supermercato di via Bergamo, zucchine a 2,25 e a 2,45, ma se fossero cani sarebbero San Bernardo. Al negozio in mezzo a piazza Tricolore il record: zucchine a 6,20 (in compagnia di peperoni olandesi a 6,20 e fagioli freschi a 9,00). «Ma che fa, si segna i prezzi? Fuori di qui e subito. Vada al mercato all´ingrosso, vada a vedere che prezzi fanno».