Ecco a chi spetta la tredicesima più ricca

02/12/2003


2 Dicembre 2003

E’ SCATTATA LA COMPENSAZIONE PER ALCUNI VITALIZI

Ecco a chi spetta la tredicesima più ricca
Assegno Inps maggiorato solo per i redditi tra 7 e 15 mila euro

Federico Monga

IL ministro del Tesoro Giulio Tremonti, il 21 novembre scorso, dal palcoscenico del Tg1 aveva annunciato agli italiani: «Per Natale nella busta delle tredicesime dei pensionati, per effetto della riforma fiscale, che è stata per ragioni tecniche applicata con un certo ritardo, dovrebbe esserci anche una buona sorpresa». La lieta novella era stata subito interpretata come una strenna natalizia, un qualcosina in più. Nei giorni successivi, con indiscrezioni mai smentite, la «bella sorpresa» era stata anche tradotta in soldoni: in media 70 euro. Tra i pensionati si è creata una certa attesa, anche se i sindacati hanno sempre invitato ad andare con i piedi di piombo. L’arrivo dei primi cedolini ha però ridimensionato le aspettative e sono cominciate le telefonate ai centralini dei sindacati e delle redazioni di giornali e telegiornali per avere chiarimenti. In estrema sintesi, la tredicesima sarà più corposa semplicemente perché negli altri 12 mesi i pensionati hanno ricevuto un po’ meno (circa cinque euro) rispetto a quanto dovuto.
La busta più pesante non arriverà però a tutti. Toccherà solo chi ha un reddito tra i settemila e i quindicimila euro. La maggioranzione riguarda infatti il calcolo del conguaglio fiscale sulle pensioni, già regolamentato il 15 gennaio scorso con una circolare dell’Agenzia delle Entrate. Trattandosi di imposizione fiscale chi riceve l’assegno minimo da 402 euro il mese – o percepisce un reddito inferiore ai quattordici milioni di vecchie lire l’anno – non si può aspettare nulla, non dovendo pagare un centesimo di tasse. Chi ha invece un reddito superiore ai 15 mila euro l’anno non vedrà cambiare il conguaglio perché il calcolo della tassazione annua e mensile avviene su un doppio binario. Tutto come al solito anche per chi riceve la pensione dall’Inpdap che ha già applicato le regole correttamente. Il rimborso si rivolge allora ai pensionati Inps con reddito tra i 7 e i 15 mila euro l’anno. E’ però ingeneroso parlare di errore. L’Istituto di previdenza, dovendo pagare 14 milioni di pensioni, è costretto ad anticipare i calcoli di un paio di mesi. Non ha potuto dunque attendere i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’applicazione delle nuove norme. Per essere pronta a pagare gli assegni del gennaio 2003 ha dovuto far di testa sua, prendendo una decisione già nel novembre del 2002.
Le nuove leggi hanno portato un profondo cambiamento negli sgravi fiscali sui pensionati. Si è passato da un sistema di detrazione di imposta totale ad un sistema misto. Restano le detrazioni per chi ha la famiglia a carico ed stata introdotta una deduzione dell’imponibile. Ovvero prima si riduceva l’importo delle imposte da pagare. Ora, in parte, si riduce la somma totale su cui calcolare le tasse. Non è una novità ma bisogna ricordare che con le nuove norme i pensionati Inps hanno guadagnato, in media, 180 euro l’anno.
La difficoltà riguardava il sistema di calcolo delle deduzioni. Il 15 gennaio di quest’anno il ministero ha chiarito che le deduzioni devono essere spalmate su dodici mesi e non su tredici come invece aveva presunto l’Inps. Di qui le somme maggiori pagate nel corso dell’anno. Di qui le tredicesime Inps più pesanti. I pensionati, come chiunque percepisca un reddito dipendente, infatti sanno bene che sulle tredicesime la tassazione è maggiore perché non si possono calcolare le deduzioni, in quanto, per fare un esempio, i coniugi sono a carico solo per 12 mesi. Nessuna sorpresa, né buona né cattiva, ma per alcuni solo una semplice compensazione.