Eataly, si alle stabilizzazioni è braccio di ferro sui numeri

18/09/2013


Bari – Stabilizzazione entro le prossime settimane di almeno 100 dipendenti e rapida ricognizione delle posizioni lavorative di tutti i lavoratori di Eataly. Due mosse da fare al più presto, entro il 29 settembre, data in cui scadono i primi contratti di lavoro dei dipendenti. Sono le prime richieste avanzate dai sindacati nel corso dell’incontro con l’amministratore delegato di Eataly, Francesco Farinetti. Sul tavolo un unico tema: la natura dei contratti di lavoro dei 250 dipendenti dello store barese dell’enogastronomia inaugurato a luglio all’interno della Fiera del Levante.
Un incontro dai toni pacati secondo i rappresentanti sindacali. I venti di guerra con la dirigenza appartengono al passato. Risale ad agosto la prima richiesta di incontro urgente avanzata da Cgil, Cisl e Uil nei confronti del patron Oscar Farinetti per chiarire le condizioni lavorative all’interno dello store barese. Nei giorni successivi l’azienda confermò che la quasi totalità dei dipendenti era stata assunta tramite agenzie interinali. Ne seguì uno scambio di accuse tra dirigenza e sindacati terminato solo con un incontro di riappacificazione del 3 settembre scorso promosso dall’assessore al Lavoro Leo Caroli. In quell’occasione Oscar Farinetti disse: «Con i sindacati lavoriamo su un obiettivo comune: la stabilizzazione dei giovani che abbiamo impiegato a Bari».
L’incontro di ieri ha posto dunque le basi per entrare finalmente nel vivo della trattativa: «La dirigenza di Eataly si è
presentata con la proposta di stabilizzare con contratto a tempo indeterminato circa 30 lavoratori nei prossimi mesi – ha affermato Giuseppe Boccuzzi, segretario della Fisascat Cisl di Bari – una proposta che abbiamo respinto al mittente e alla quale abbiamo replicato con una controproposta, ovvero la stabilizzazione entro le prossime settimane di 100 lavoratori. Ma bisogna fare in fretta perché dal 29 settembre al 6 ottobre scadranno circa 120 contratti interinali». In quel caso il rischio è che «molti di questi ragazzi non vengano riconfermati».
La dirigenza si è mostrata disponibile ad analizzare la proposta dei sindacati e in queste ore è già al lavoro per avviare la catalogazione delle posizioni lavorative di tutti i suoi 250 dipendenti (200 lavoratori di Eataly più una cinquantina di dipendenti di aziende terze all’interno dello store). Una catalogazione fondamentale per capire in che modo e in quali quantità si possa assumere a tempo indeterminato usufruendo degli sgravi statali: «Dalla 407 del 1990 alla legge Fornero per facilitare l’assunzione delle donne, fino al decreto Lavoro del governo Letta che favorisce la stabilizzazione dei giovani tra i 18 e i 29 anni – ha dichiarato Barbara Neglia della Filcams Cgil di Bari – queste sono le armi a disposizione per favorire un futuro migliore ai lavoratori di Eataly».