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Eataly Distribuzione, esito incontro 22/11/2019

Roma, 26 novembre 2019

Testo Unitario

Il 22 novembre 2019, a Milano, è ripreso il confronto con Eataly Distribuzione in ordine al rinnovo del CIA. L’azienda aveva anticipato alle Segreterie Nazionali un testo che è stato oggetto di valutazione durante la riunione e che presenta aspetti di sicuro interesse e altri su cui si misurano ancora distanze importanti.

Apprezzabile è apparsa la volontà di Eataly di accantonare la richiesta di modificare in peggio l’attuale modalità di pagamento della carenza ( 100% della retribuzione): la soluzione alternativa individuata di monitorare l’assenteismo nei w.end ed eventualmente intervenire sul premio di risultato introducendo ulteriori elementi di penalizzazione, risulta sicuramente più praticabile di un intervento generalizzato su tutti gli addetti.

Positive sono state valutate le disponibilità manifestate:
di investire, anche per questa tornata contrattuale, nel welfare, stanziando 600.000 euro per interventi di integrazione a Fondo Est;
di migliorare il trattamento economico della quattordicesima e della tredicesima durante il congedo di maternità;
di estendere i permessi per inserimento dei bambini alla scuola materna oltre all’asilo nido;
di condividere un codice per la prevenzione e il contrasto sulle molestie sessuali.
Anche al capitolo “appalti”, oltre a riconfermare la necessità che le imprese terze applichino il CCNL sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, Eataly ha accettato la nostra proposta di garantire diritti alle lavoratrici e ai lavoratori di queste imprese e di farsi riferimento attivo qualora insorgessero criticità di natura occupazionale.
Sull’annosa questione dei livelli di inquadramento si è registrata la maggior difficoltà a trovare una sintesi.

La proposta aziendale di subordinare l’acquisizione del 4 livello per gli addetti dei reparti freschi (pescheria, macelleria, gastronomia, panetteria) ad un percorso di “crescita professionale” di 18 mesi in cui la valutazione del caporeparto sarebbe rimasta determinante, è stata infatti respinta da Filcams, Fisascat e Uiltucs come anche quella di condividere un mansionario generale che altro non avrebbe determinato che una fotografia puntuale dell’attuale situazione dell’organigramma aziendale, senza intervenire sulle criticità che da anni rileviamo.
Le OOSS hanno pertanto chiesto all’azienda di effettuare un supplemento di riflessione alla luce delle osservazioni avanzate di modo da poter tentare una chiusura del negoziato entro la fine dell’anno.

p. la Filcams Nazionale
C.Sesena