E sulle anzianità ora spuntano i disincentivi

14/01/2004



      Martedí 13 Gennaio 2004

      ITALIA-POLITICA
      E sulle anzianità ora spuntano i disincentivi

      Allo studio alternative a «quota 40» – Non esclusi un taglio alle finestre di uscita e interventi sugli autonomi


      ROMA – "Silenzio-assenso" per l’uso del Tfr. Rafforzamento dei poteri di vigilanza sui fondi pensione della Covip. Introduzione del principio di separazione previdenza-assistenza. E slittamento al 2008 della decontribuzione o, in alternativa, una sua sostituzione con la fiscalizzazione degli assegni familiari. Sono queste le quattro modifiche alla delega che, anche in recepimento di alcune indicazioni dei sindacati, il Governo sembra aver già deciso. Ma non è escluso che dopo il round di ieri possano esserci altre novità. A cominciare dalla sostituzione dei vincolo di 40 di contributi dal 2008 con un doppio intervento: innalzamento dall’attuale quota 92 a quota 95-96 del mix età-contributi che a tutt’oggi garantisce l’accesso alle "anzianità" associandolo a un ricorso strutturale ai disincentivi. Il tutto potrebbe essere accompagnato da una riduzione da 4 a 2 delle finestre di uscita delle "anzianità" e, forse, anche da un piccolo ritocco verso l’alto dei contributi degli "autonomi" su cui il Governo sta riflettendo. A confermare che anche quota 40 di contributi potrebbe essere corretta è il ministro Maroni: «Siamo disposti a modificare la ricetta, sulla base di una proposta alternativa. C’è spazio per garantire l’approvazione di una delega rigorosa dal punto di vista dei conti e, se non totalmente, largamente condivisa». «Quota 95-96» e disincentivi. Una delle ipotesi che saranno valutate dai tecnici del Governo per individuare una misura alternativa al vincolo di «quota 40» di contributi dal 2008 prevede un innalzamento della soglia di accesso all’anzianità previsto dalla "Dini" accompagnato dal ricorso strutturale a disincentivi: l’attuale quota 92 derivante dal mix tra età (57 anni) e contributi (35 anni) verrebbe alzato a quota 95-95. Una soluzione simile a quella già proposte dal viceministro Baldassarri e da Pierpaolo Baretta (Cisl). Quanto ai disincentivi, il Governo potrebbe addottarli in tutti casi in cui il pensionamento avvenga prima del raggiungimento di quota 95-96 o, se rimarrà immutata, di quota quota 40 di contributi. Riduzione finestre anzianità. Insieme a quota 95-96 potrebbe scattare la riduzione da 4 a 2 delle finestre delle "anzianità". Tfr con "silenzio-assenso". L’uso del Tfr per la previdenza integrativa (che potrebbe essere esteso agli "statali") sarà volontario facendo leva sul "silenzio-assenso". Stop alla decontribuzione. Per la decontribuzione sono allo studio due percorsi: slittamento al 2008 in una versione soft (riduzione di 1-1,5 punti); definitivo accantonamento con ricorso alla fiscalizzazione degli assegni familiari. Ritocco contributi "autonomi". Il Governo non esclude del tutto un ritocco verso l’alto delle aliquote degli "autonomi" (al 18%) ma non nella misura chiesta dal sindacato. Covip rafforzata. Il Governo ha già deciso: i poteri della Covip saranno rafforzati. Separazione previdenza-assistenza. Nella delega sarà esplicitato il principio di separazione di previdenza da assistenza. Incentivi monetari per chi rinvia. Sarà valutata una proposta formulata da Cgil e Cisl per favorire il rinvio del pensionamento di anzianità: affiancare agli incentivi monetari della delega, un incremento incentivato di almeno 1 punto della percentuale di rivalutazione della pensione (ora il 2% annuo). Parti sociali coinvolte nel testo unico. Per la stesura delle testo unico in materia previdenziale sarà previsto il diretto coinvolgimento delle parti sociali. Risparmi dello 0,7% del Pil. Maroni ha ribadito che, qualunque sarà l’intervento adottato, a regime i risparmi dovranno essere pari allo 0,7% del Pil. Una quota dei risparmi potrebbe anche essere utilizzata per il riassetto del Welfare. Tabella di marcia. Il Governo è orientato a presentare i correttivi in aula al Senato entro il 31 gennaio. Il 10 febbraio è la scadenza fissata per l’approvazione finale della delega.
      MARCO ROGARI