E sulla formula soft dell´articolo 18 i colonnelli di An ritrovano l´unità

08/04/2002


 
Pagina 11 – Interni
 
L´iniziativa di Destra sociale compatta il partito. Due emendamenti affidati al relatore del ddl
 
E sulla formula soft dell´articolo 18 i colonnelli di An ritrovano l´unità
 
 
 
"Destra protagonista" accetta il testo proposto: rispecchia la linea del presidente
 

BOLOGNA – «Ore 15, finalmente il dibattito». Il Secolo, organo di Alleanza nazionale, pagina 4. Il titolone a tutta pagina, effettivamente vale la notizia. Bisogna arrivare al terzo giorno di congresso, qui a Bologna, perché dopo premier, ministri, leader alleati e massime cariche istituzionali, la parola venga data ai delegati. E dopo settimane, anzi mesi, di colpi sopra e sotto il tavolo, fra le correnti a sorpresa scoppia la pace. «Siamo tutti fratelli!», esordisce Gianni Alemanno, quando sale sulla tribuna per il più applaudito e apprezzato degli interventi. La claque di Destra sociale fa il suo dovere con zelo, senz´altro. Ma, soprattutto, il fatto è che il ministro dell´Agricoltura sa come toccare le corde più profonde e autentiche del popolo post-missino.
Le radici sociali della destra italiana, tanto per cominciare, «che affondano nell´Umanesimo del lavoro di Giovanni Gentile». Dopo lo sciopero del 16 aprile, avverte Alemanno, il governo deve recuperare il dialogo sociale con i sindacati «offrendo garanzie e affidabilità». La proposta di Destra sociale sull´articolo 18 – un documento in cui si chiede al governo di indicare nel Dpef le risorse per garantire adeguati ammortizzatori sociali, così da tornare al tavolo della trattativa con qualcosa di concreto in mano; e si chiede che la trattativa stessa venga avocata da Palazzo Chigi, meglio se dal vicepremier Fini – dopo una non facile mediazione del leader, è stata fatta propria dal partito. «E´ diventata patrimonio di tutti», esulta Storace, «oggi è una bellissima giornata».
Il documento è stato tradotto in due emendamenti al disegno di legge delega sul lavoro. Il compito è stato affidato al relatore del provvedimento, il senatore Tofani, e fra i firmatari c´è anche il sottosegretario al Lavoro Viespoli: come a dire, il più formale dei suggelli. Il primo emendamento prevede che la modifica dell´articolo 18 sui contratti a tempo determinato trasformati in contratti a tempo indeterminato, si applichi solo per i contratti già in essere al momento di entrata in vigore della legge. Il secondo, subordina l´efficacia della modifica dell´articolo 18 all´entrata in vigore del decreto legislativo che modifica gli ammortizzatori sociali. Adesso si tratterà di sentire cosa diranno gli alleati. Intanto, però, An esce da queste assise bolognesi ricompattata e con un´iniziativa forte.
Via via che dal palco prendono la parola, i capicorrente confermano la ritrovata unità. Ci si stringe insieme ricordando commossi Marzio Tremaglia e Tatarella; si gioisce con La Russa che confida di aspettare un terzo figlio. Almeno qui, almeno oggi, è tutto un embrassons-nous. Alemanno loda la formula ideata da Destra protagonista dell´economia del "far fare", e dà atto ai liberal di Urso, Nania e Matteoli di aver avuto un´intuizione giusta con il "country party". La Russa, capofila dei tatarelliani, ricambia la cortesia. «Ho firmato senza incertezze il documento sull´articolo 18», spiega, «è assolutamente aderente alla relazione di Fini». «La destra italiana deve farsi avanguardia di una riforma solidale», condivide Urso, «non possiamo rinunciare alle riforme avviate piegando la testa ai vari Cofferati e Agnoletto, ma bisogna andare avanti sulla strada delle riforme». Poi tocca a Bocchino: «Il secondo congresso di An è la consacrazione di una destra capace di cogliere il valore della tradizione con una forte spinta modernizzatrice», scandisce. Applausi. Perfino Storace, pur tornando a chiedere la nomina di un numero due in via della Scrofa e tirando qualche "pizzicotto" al Cavaliere, pronuncia un discorso che per il resto è una vera e propria dichiarazione d´amore per Fini. «Da lunedì dobbiamo rimetterci al lavoro come una sola squadra», si sgola dalla tribuna. «Ma sul serio qualcuno può pensare che in un qualsiasi anfratto del partito ci sia qualcuno che può mettere in discussione l´uomo che ci ha portato al governo del paese?». Ovazione.
(b.j.)