«E’ senegalese il friulano dell’anno»

21/12/2004

    martedì 21 dicembre 2004

    HA UN’AZIENDA DI PULIZIE ED E’ ASSESSORE A MONFALCONE
    «E’ senegalese il friulano dell’anno»
    Premiato l’imprenditore che dà lavoro a italiani e immigrati

      Marco Neirotti

        UDINE
        «Non penso che sia un premio alla mia persona, ma a un processo di integrazione, di convivenza civile». E’ commosso Bou Konate, senegalese che ha da poco compiuto 42 anni, vive in Friuli, a Legionari (Gorizia), ha un’azienda che impiega africani e italiani ed è assessore nel Comune di Monfalcone. A Udine gli hanno assegnato il premio «Città Fiera», organizzato da Antonio Maria Bardelli, il fondatore del centro commerciale che dà il «doppio» nome all’iniziativa. L’anno scorso furono premiati grandi personaggi che hanno portato gloria per il Friuli all’estero (tra loro lo scienziato Mauro Ferrari). Quest’anno erano due i friulani: Domenico Lenarduzzi (già direttore onorario della Direzione Generale Educazione e Cultura della Comunità Europea) e, per la solidarietà, Piero Fantoni (imprenditore che si è dedicato al sostegno di chi vive handicap psichici). Il terzo riconoscimento lo si è voluto attribuire «al contrario», cioè a chi, venendo da lontano, ha contribuito alla crescita della Regione.

          E, allora, eccolo a raccontarsi, questo senegalese-friulano, imprenditore di colore in un Nord-Est diverso da quello che spesso viene dipinto. E che anzi lui vede come primo attore del suo cammino fortunato. Bou nasce a Dakar il 23 novembre 1962. La sua è una famiglia numerosa, che arriverà a 12 tra fratelli e sorelle. Studia all’Istituo Tecnico Industriale Delafosse: «Alla fine delle superiori vinsi una borsa di studio, desatinazione Canada. Partii». Konate vive un’esperienza un po’ anomala: «A parte il clima, fino a 30 sotto zero, anche il rapporto con la gente era abbastanza freddo». Forse è per questa doppia freddezza che, due anni dopo, vinta un’altra borsa di studio, opta per l’Italia, Università di Trieste, dove si laurea in ingegneria meccanica con una tesi su «Energia di biomassa».

            La sua dedizione è tutta all’ambiente e la radice della passione è senegalese: «Mi ci fissai quando avevo 13 anni. Andai con alcuni pescatori in alto mare e lì vidi una tremenda, impressionante moria di tonni, vicino a una raffineria. C’era un disastro ecologico e ce n’era anche un altro: quei tonni li portavano a casa, li vendevano. Da allora penso che non tutto quello che entra nelle nostre case, nelle nostre vite, è sano».

              In Friuli trova il primo lavoro in un’azienda tessile: responsabile della sicurezza, diventa direttore. Continua a studiare e perfezionare teorie. Nel 2001 fonda una cooperativa di servizi di pulizia (industriale e civile), di gestione magazzini, rifiuti, piazzole ecologiche. Senza difficoltà? «Una cosa che ho capito fin dall’inizio è che questa terra premia il lavoro. Se fai bene diventi uno di loro. Anzi, è più giusto dire che diventi uno di noi». Bou Konate si ritrova imprenditore senegalese che nel Nord-Est dà lavoro a immigrati e gente del posto: «C’è un turnover molto alto, c’è posto per tutti».

                C’è posto per tutti e ci sono ancora posti dove lavorare per l’ambiente: «Fui contattato dal Comune di Monfalcone. Mi spiegarono, con mia sorpresa, che avevano bisogno di un assessore competente in materia. Rimasi perplesso. Come sarei stato accettato, io straniero, a dire loro come organizzare una fetta dei lavori comunali? Credo avessero fatto un sondaggio, insistevano. Dissì di sì e mi ritrovai assessore ai Lavori Pubblici, ai Servizi pubblici, al Patrimonio». Com’è oggi il rapporto? «Splendido, collaborazione piena. E ho ritrovato un amico: il vicesindaco Marco Ghinelli era mio compagno alla Casa dello Studente. L’integrazione è possibile sempre quando tutti la vogliono».