È rissa nel Polo sulle festività

30/03/2004


MARTEDÌ 30 MARZO 2004

 
 
Pagina 2 – Interni
 
 
È rissa nel Polo sulle festività
Fini contro il piano Berlusconi
An e Udc: "La priorità sono i salari". Replica di Bonaiuti
        Alleanza nazionale: "Con noi al governo mai meno tasse ai ricchi, e più lavoro ai poveri"
        Maroni: "Spero sia stata una battuta infelice, perché non siamo stati coinvolti né consultati"

        GIANLUCA LUZI


      ROMA – La Lega: «Una battuta infelice». An: «Con noi al governo mai meno tasse ai ricchi e più lavoro ai poveri». L´Udc: «Violata la collegialità della maggioranza». Per un leader come Berlusconi abituato a calcolare ogni virgola per strappare applausi, il discorso di Cernobbio in cui ha annunciato di voler diminuire l´aliquota massima dell´Irpef in cambio di qualche festività in meno è da inchiodare alla porta della camera da letto, accanto al leggendario «contratto con gli italiani», come esempio di «effetto boomerang». Tanto che ieri pomeriggio, di fronte alla valanga di reazioni durissime che venivano non dall´opposizione, ma da tutti gli alleati di governo, il fedele sottosegretario Bonaiuti è dovuto intervenire per precisare che: Berlusconi non ha proposto nessun taglio di festività ma solo la «razionalizzazione» dei «ponti». Che non era stato violato nessun principio di collegialità e che la ipotizzata diminuzione delle tasse riguarda tutti e non solo i ricchi.
      La rabbia di Fini per le parole di Berlusconi a Cernobbio era nota già domenica. Ma ieri mattina è esplosa ufficialmente. L´idea di abolire alcune festività per aumentare la produttività «mi sembra francamente un aspetto minimale rispetto al resto», ha liquidato l´argomento il vicepresidente del consiglio. E quanto alla riduzione dell´Irpef, ha premesso che «ne dobbiamo discutere perchè non è stato ancora fatto», mettendo così in rilievo la mancanza di quella collegialità che era stata enfatizzata per chiudere la verifica. Nel merito, poi, «personalmente mi chiedo se sia la priorità quella di ridurre l´aliquota Irpef a chi paga molte tasse perché ha un imponibile molto alto. In questo particolare momento dell´economia credo che la priorità sia la tutela del potere d´acquisto dei salari e delle pensioni». E comunque «se si può ridurre il carico fiscale credo si debba partire dall´Irap, che è una delle tasse considerate tradizionalmente, e realmente, ingiuste».
      «Gli annunci» di Berlusconi «andrebbero bene se fossero indicazioni generali di politica economica. Se fossero invece indicazioni di misure precise che si vogliono adottare – avverte Buttiglione – non ci vanno bene perché non sono state valutate collegialmente».
      Quella sulle festività da tagliare è «una battuta infelice», taglia corto il ministro del Lavoro Maroni. «Spero sia stata soltanto una battuta infelice anche perché su questo non siamo stati coinvolti né consultati», dice ancora il «colonnello» leghista. «Non bisogna tagliare le festività e far lavorare di più la gente. – ammonisce Maroni – Occorre tagliare le spese folli e cancellare le false pensioni di invalidità».
      «Il valore della collegialità è condiviso da tutti noi all´interno della Cdl e non è stato affatto violato», assicura il portavoce Bonaiuti rivolgendosi agli alleati. Berlusconi «ha precisato in maniera assolutamente chiara che la riduzione delle aliquote è allo studio e sarà presentata prima al tavolo delle forze politiche della coalizione, poi al consiglio di gabinetto, infine al Consiglio dei ministri».