E Pezzotta sbottò: “Non isoliamo Epifani”

28/04/2004


MERCOLEDÌ 28 APRILE 2004

 
 
Pagina 12 – Economia
 
 
IL RETROSCENA
Cisl e Uil: la Fiom vuole rompere l´unità
E Pezzotta sbottò: "Non isoliamo Epifani"
Tre ore di dibattito a via Po per evitare una nuova crisi,
poi parte la chiamata alla Fiat
ROBERTO MANIA
      ROMA – Pezzotta e Angeletti si stavano alzando dal tavolo quando Epifani li ha fermati per dire: «Ho apprezzato il fatto che non mi abbiate chiesto nulla per impedire lo sciopero generale della Fiom». E lo sciopero ci sarà oggi ma non avrà conseguenze sui rapporti tra Cgil, Cisl e Uil. Lo sforzo è quello di superare la stagione del grande freddo sindacale. Ora sembra prevalere la «saggezza e il buon senso», come direbbe Epifani. Eppure la via d´uscita unitaria sul pasticcio-Melfi non era affatto scontata. Ma questa volta nessuno ha voluto rischiare la rottura, almeno tra le confederazioni.
      I tre leader sindacali, ieri, hanno saltato anche la tradizionale conferenza stampa alla Rai per la presentazione del concerto del primo maggio. Del ricatto dei terroristi iracheni meno di un fugace accenno. Per oltre tre ore, nell´ufficio di Pezzotta al terzo piano di Via Po, hanno discusso nei dettagli la soluzione che avevano abbozzato la sera prima. Insieme, poco dopo mezzogiorno, hanno chiamato l´amministratore delegato della Fiat, Giuseppe Morchio, per fissare per il pomeriggio a Roma in Via Bissolati l´appuntamento della «svolta». Pezzotta e Angeletti hanno insistito perché non si perdesse tempo. «Più il tempo passa e peggio è», ha detto il leader della Uil. «Non ci sono alternative. Se non decidiamo oggi – ha aggiunto Pezzotta – non lo facciamo più». Facile – teoricamente – superare l´ostacolo sciopero-Fiom: basta fissare il primo incontro subito dopo. Quanto ai blocchi, basta ripetere l´esperienza alla ThyssenKrupp di Terni: si rimuovono contestualmente all´avvio del negoziato. La trattativa con l´azienda, poi, la faranno i metalmeccanici, «accompagnati» dalle confederazioni. D´altra parte i precedenti si sprecano, sempre tra i metalmeccanici.
      Per due giorni, prima del vertice di ieri mattina, Pezzotta e Angeletti hanno vissuto – separatamente – quasi la stessa condizione. Perché la tentazione di mandare tutto all´aria è stata molto forte. Mentre era strettissimo lo spazio di manovra di Epifani, perché la Fiom – si sa – sta a casa sua. Già, la Fiom. Il caso-Fiom. «Rendiamoci conto – si è sfogato Pezzotta con i suoi – che il problema è la Fiom, non la Cgil. Basta leggere la Rivista del Manifesto per capire qual è il loro obiettivo. Vogliono impedire la ripresa del rapporto unitario tra noi e la Cgil. Questo è il punto. E se noi molliamo Epifani, gliela diamo vinta». Duplice l´obiettivo di Epifani: "superare" l´accordo sottoscritto la settimana scorsa tra Fiat, Cisl e Uil; e permettere, tra l´altro, alla Fiom di andare al tavolo con la garanzia che ogni eventuale intesa sarebbe stata sottoposta al voto dei lavoratori. Un lavoro difficile anche per non compromettere l´azione di ricucitura con Cisl e Uil alla quale si sta dedicando con ostinazione e senza strappi. Tanto più che la svolta in Confindustria è ormai arrivata. Ma oggi tutti aspettano la Fiom.