E per la festa dei lavoratori pronti a replicare lo sciopero

01/04/2011

E per la festa dei lavoratori pronti a replicare lo sciopero

Negozi aperti in centro per il primo lungo ponte di primavera

PASQUA e Primo Maggio con i negozi aperti. Sulla carta la battaglia è persa, ma il sindacato ha pronto la contromossa: proclamare uno sciopero – come l`anno scorso – proprio nel giorno della festa dei lavoratori. In questo modo chi decide di non assecondare il datore di lavoro è almeno tutelato sindacalmente.
Escamotage a parte, lo scontro è duro. E ieri, giorno di protesta in piazza contro il rinnovo del contratto nazionale del commercio, il caso Firenze è riemerso in tutta la sua singolarità. «Non è pensabile che la crisi dei consumi si possa recuperare attraverso l`apertura dei negozi obbligando i lavoratori del settore a stare al lavoro ha detto Mauro Fuso, segretario generale della Cgil Firenze -. In particolare, nel centro storico fiorentino, anche a causa delle deroghe comunali, sono previsti solo 3 giorni di chiusure in tutto l`anno».
Capodanno, Natale e Santo Stefano. Sono gli unici giorni con le saracinesce tirate giù. Per il resto del calendario, almeno i commercianti del centro storico, possono fare come meglio credono, grazie alla facoltà concessa da Palazzo Vecchio.
Facoltà che fino a quest`anno non era mai stata sfruttata nel giorno di Pasqua. Ma per il prossimo 24 aprile, domenica della Resurrezione, sono invece già numerosi i commercianti, specialmente della grande distribuzione, che hanno programmato di accogliere turisti e fiorentini al ritmo del registratore di cassa.
«Come Firenze non c`è nessun`altra città d`Italia – protesta Mariangela Delogu, rappresentante sindacale della Cgil all`interno della Rinascente -. Anche a Milano, con una giunta di centrodestra, nel giorno di Pasqua i nostri magazzini stanno chiusi. Lo stesso a Roma, dove anche grazie al Vaticano, almeno quella domenica lì ce ne possiamo stare tutti a casa. In piazza della Repubblica invece siamo
aperti, come lo siamo già tutte le altre domeniche dell`anno». Fino a oggi c`era stato una sorta di patto fra gentiluomini, e anche se l`apertura era consentita dal regolamento comunale, quasi nessuno tirava su la saracinesca. Rinascente compresa.
Quest`anno andrà in un altro modo. Per questo qualche giorno fa in consiglio comunale una delegazione di commesse del centro storico ha salutato il sindaco e la giunga con alcuni cartelloni con su scritto: «Mentre a Pasqua Renzi e famiglia sono a messa, io sono a fare la commessa». E ancora: «Grazie al sindaco rottamatore non esiste più la festa del lavoratore».
In questo clima di scontro, la Cgil Toscana dà il via a un mese di iniziative per affermare il significato
del Primo maggio e il valore del lavoro in tutti i suoi aspetti e problematiche.
Il programma si intitola `Ben venga maggio`, e prevede eventi in varie parti della regione.
Le iniziative, coordinate dal vignettista Sergio Staino che ha curato anche il logo della rassegna, si concluderanno il 2 maggio. Tra gli appuntamenti principali, il 29 aprile al Palaffari interverrà il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a chiusura della campagna nazionale della Filcams Cgil `La festa non si vende, ` in cui sarà organizzato una sorta di processo al Primo Maggio,
con rappresentanti di Federdistribuzione, Federconsumatori e il presidente della Regione Enrico Rossi.
Camusso sarà presente anche l`8 aprile al cinema Odeon per un`iniziativa intitolata `L`Italia delle donne che lavorano`, con la partecipazione del vicepresidente della Regione Stella Targetti e il presidente di Confindustria Toscana Antonella Mansi. «La Cgil ha raccolto 50 mila firme tra i lavoratori della Toscana – hanno detto Daniela Cappelli e Dalida Angelini della segreteria
regionale Cgil – per chiedere alla Regione una revisione della legge sul commercio e non prevedere
la possibilità di deroghe per alcune festività».