E per evitare lo sciopero generale Cisl e Uil guardano a Palazzo Chigi

17/01/2002








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RETROSCENA

E per evitare lo sciopero generale Cisl e Uil guardano a Palazzo Chigi

      ROMA – A sera Savino Pezzotta e Luigi Angeletti escono dal Quirinale con uno stato d’animo contrastato. I leader della Cisl e della Uil sono sicuramente soddisfatti per l’insistenza del Presidente Ciampi su parole chiave come «concertazione», «dialogo sociale», «confronto». Ma, nello stesso tempo, i due sindacalisti temono che il messaggio del Capo dello Stato difficilmente possa convincere Silvio Berlusconi a frenare i suoi ministri, prima che lo scontro, cioè lo sciopero generale, diventi inevitabile. Il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, è molto più tranquillo: per lui il dialogo con il governo è una questione chiusa da un bel pezzo. Ora tocca a Pezzotta e ad Angeletti scegliere. I due aspettano un segnale da Berlusconi: metta da parte le modifiche sull’articolo 18 sui licenziamenti, apra un «tavolo» a Palazzo Chigi su pensioni, lavoro, Mezzogiorno e pubblico impiego. Riparta, insomma, da zero, come chiedono alcuni esponenti della stessa maggioranza. Nei discorsi informali Pezzotta elenca le possibili «sponde»: il capogruppo alla Camera del Ccd-Cdu Lucio Volontè, il ministro di An, Gianni Alemanno, addirittura Antonio Marzano, che ieri si è proposto nell’inedito ruolo di «pontiere» tra sindacati e Presidenza del Consiglio. Ma, oggettivamente, la lista è scarna. Angeletti, parlando con i suoi, sospetta apertamente che qualcuno nel governo stia cercando la prova di forza con i sindacati, pensando che oggi Cgil, Cisl e Uil siano più deboli rispetto al 1994, l’anno della grande manifestazione sulle pensioni. Più deboli e quindi «battibili». Il leader della Cisl, invece, si è lamentato nei giorni scorsi con un sottosegretario di An, più o meno con queste parole: a metà dicembre ho avvisato sia Maroni che Letta. La Cisl non può accettare la revisione sull’articolo 18. Il governo non può ignorare la nostra esistenza, almeno una volta ci deve dare ragione. Altrimenti io come faccio a restare al tavolo delle trattative?
      L’ala «moderata» del sindacato, insomma, è in difficoltà. Per tutto l’autunno Pezzotta e Angeletti hanno «contenuto» la spinta di Cofferati. Ora si ritrovano con il carniere vuoto. Nella sera del Quirinale, nonostante i riconoscimenti di Carlo Azeglio Ciampi, matura il cambio di strategia. Anche i leader «dialoganti» si preparano allo scontro. Angeletti confida ai collaboratori di ritenerlo un «rischio reale e altamente probabile». Pezzotta mantiene, tenacemente, aperto ancora uno spiraglio: vuol vedere anche quello che succede per i contratti sul pubblico impiego. Tuttavia anche lui comincia ad accarezzare l’idea di una risposta in piazza, riassumendo così la situazione nei discorsi privati: dopo i nostri due giorni di sciopero qualsiasi governo ci avrebbe convocato e tenuti inchiodati per una settimana a Palazzo Chigi, perché trattando, trattando una soluzione si trova sempre. Ma se la mettono sulla politica, se ci dicono «prendere o lasciare», devono capire che anche la Cisl è pronta allo sciopero generale.
Giuseppe Sarcina


Economia


Le tappe della vicenda
      LA LETTERA DEI SINDACATI

      L’intervento del Quirinale era stato chiesto lo scorso 4 gennaio dai tre rappresentanti della Cigl, Cisl e Uil. In una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Cofferati, Pezzotta e Angeletti avevano chiesto un incontro a Ciampi per lamentarsi della mancanza di un dialogo da parte del governo

      GLI INCONTRI AL QUIRINALE

      Ieri, Ciampi ha incontrato i tre leader delle confederazioni del lavoro, dopo aver ricevuto, il giorno prima, il ministro del Welfare Roberto Maroni. I sindacati chiedono lo stralcio di qualunque riferimento all’articolo 18 e alla decontribuzione dai disegni di legge delega su pensioni e lavoro