E nel sindacato c’è chi dice: «Sergio non deve avere scadenza

08/07/2002


Lunedì 8 Luglio 2002

OGGI IL DIRETTIVO CGIL

E nel sindacato c’è chi dice:
«Sergio non deve avere scadenza»

ROMA – «Sergio è l’unico leader popolare della sinistra. L’attacco a cui è sottoposto non è diretto contro la Cgil nel suo insieme, vuole colpire lui personalmente. Per ciò che rappresenta, per la sua capacità di mobilitare e per i timori che questo provoca nel governo». E’ questo il pensiero che corre fra i membri del direttivo della Cgil, secondo molti dei quali Cofferati non dovrebbe lasciare la segreteria neppure a settembre. O almeno, la scadenza non dovrebbe essere così categorica. Diversi segretari regionali e di categoria, ad esempio, ritengono che Guglielmo Epifani, il delfino designato alla successione del Cinese, avrebbe fatto meglio, dopo la bufera delle lettere di Marco Biagi, a dire: «Cofferati resta fino a quando lo riterremo necessario». Per dare più forza a lui ma anche al suo legame con il maggiore sindacato italiano.
Anche perché, alla Cgil sono molti ad essere convinti che la «delegittimazione di Cofferati» sia un progetto che il centrodestra ha in testa sin da prima di vincere le elezioni. Perché Berlusconi, che più dell’opposizione parlamentare teme la mobilitazione delle piazze, non ha mai dimenticato quel milione di persone per le strade di Roma che contribuirono a fermare la riforma delle pensioni nel ’94 e a dare una spallata al suo primo governo. «E visto che Sergio ora di milioni in piazza ne ha portati tre, il timore è cresciuto ancora».
E chissà se il tema della data delle dimissioni del Cinese non tornerà caldo nel direttivo di oggi, proprio quello che avrebbe dovuto ratificarne l’addio e il ritorno alla Pirelli.