È legge la finanziaria del «fallimento»

23/12/2005
    venerdì 23 dicembre 2005

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    È legge la finanziaria del «fallimento»

      Assunti 3mila nuovi «prof» di religione, con stipendi più pesanti. Manovra da 27,6 miliardi

      di Laura Matteucci/ Milano

        CAPOLINEA – La Finanziaria 2006 è legge. Con il via libera del Senato la manovra, arrivata a 27,6 miliardi di euro con cinque correzioni in corso d’opera, ha completato il suo iter parlamentare ed è pronta per la firma del presidente della Repubblica.Per l’opposizione «un fallimento», per la maggioranza «una manovra di sviluppo». In realtà, 20 miliardi sul totale sono destinati a risanare (parzialmente) i conti pubblici, riportando il rapporto deficit-pil sotto il 3,8%, visto che il governo ha sforato in modo allarmante il Patto di stabilità e l’Italia ha gli occhi dell’Europa puntati addosso.

          Per fare cassa, Tremonti ha raschiato il fondo del barile, ha strangolato regioni ed enti locali (solo per i Comuni sono previsti tagli di 1,5 miliardi), ha tagliato i trasferimenti alle Fs nonostante l’emergenza sicurezza, ha ideato il concordato fiscale preventivo triennale per gli autonomi con annessa sanatoria sul pregresso (in buona sostanza, i lavoratori autonomi si mettono al riparo dal fisco pagando un forfait), oltre al taglio del cuneo contributivo e alla pornotax.

            Condono anche per chi ha commesso illeciti nell’amministrazione pubblica: basterà pagare una cifra tra il 10% e il 20% del danno riconosciuto. C’è anche la contestatissima norma che consente la vendita delle spiagge. Dall’altro lato, come regalo elettorale a basso costo e (secondo il governo) alto rendimento, ha deciso i bonus bebè da mille euro per i nati nel 2005 e i secondogeniti del 2006.

              Doppio il regalo per la chiesa: se con il collegato fiscale viene esentata dal pagamento dell’Ici, il Consiglio dei ministri ha dato pure il via libera all’assunzione (a tempo indeterminato!) di 3.077 insegnanti di religione cattolica, a seguito di un’intesa con la Cei. In compenso, restano tali 100mila insegnanti precari. E, non bastasse, verranno pure pagati più dei colleghi, fino a 200 euro mensili in più in busta paga. Una situazione che i ds definiscono «singolare».

                «I giochi si sono chiariti – dice Rossano Caddeo, capogruppo Ds in commissione Bilancio al Senato – quando l’Istat ha dichiarato che il debito sul Pil aveva raggiunto il 5% e che il governo aveva portato a zero l’avanzo primario». La riforma fiscale da 6 miliardi, continua il senatore diessino, e l’istigazione a non pagare le tasse hanno ridotto le entrate dell’1,4%, mentre le spese dell’amministrazione centrale sono aumentate del 10%. Per questo la Finanziaria è diventata mastodontica. Sommando i valori delle manovre dal 2001, il governo è arrivato a quota 109 miliardi.

                  In Finanziaria anche la norma che regala 90 euro a famiglia per acquistare il decoder grazie al quale accedere ai servizi a pagamento di Mediaset (l’Antitrust ha aperto un procedimento nei confronti di Berlusconi per conflitto d’interessi).

                    E ancora, è prevista la proroga degli sgravi Irpef per le ristrutturazioni e il blocco delle addizionali Irpef regionali.

                      La scure
                      Giro di vite per gli Enti locali
                      Dimezzato il Fondo sociale

                        La stretta esclude solo i Comuni sotto i 5mila abitanti. Per le regioni la spesa corrente 2006 dovrà essere pari a quella del 2004 meno il 3,8%. Per le spese in conto capitale non
                        si dovrà eccedere la spesa 2004 aumentata del 4,8%. Per province e comuni la spesa corrente non dovrà essere maggiore di quella 2004 meno il 6,5% (per le spese in conto capitale l’aumento è dell’8,1%). Gli organi di revisione degli enti dovranno trasmettere ogni tre mesi alla Corte dei Conti una relazione sul bilancio di previsione. È inoltre dimezzato il Fondo sociale, utilizzato per aiutare i cittadini con maggiori difficoltà.

                        L’assalto
                        Sulle spiagge licenza di costruire insediamenti turistici «di qualità»

                          Confermata la possibilità di costruire infrastrutture sul demanio pubblico, ovvero sulle spiagge, con la norma sugli «insediamanenti
                          turistici di qualità». Altrimenti detto «piano Las Vegas». Le proposte si possono presentare alla regione interessata, motivo per cui Legambiente si appella proprio alle regioni perchè facciano obiezione di coscienza ignorando la norma. Si stabilisce, poi, che «la misura del canone è determinata dall’atto di concessione»: il 20% alla regione interessata e il 20% ai comuni coinvolti.

                            Il bonus
                            Per i bebè arriva un «premio» da 1.000 euro

                              Arriva il Bonus bebè: Un assegno di 1.000 euro per tutti i bimbi nati nel 2005 e per tutti i secondi nati nel 2006, anche adottati. È previsto un tetto di 50mila euro al reddito per poter usufruire del bonus.
                              Per gli asili, è stabilita una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute dalle famiglie per gli asili nido privati fino ad un massimo di 632 euro annui per ogni figlio. Così, mentre si blocca la possibilità di realizzare nuovi asili nido pubblici («grazie» ai tagli ai trasferimenti agli enti locali), e mentre la domanda è di gran lunga superiore all’offerta, si procede con una sorta di convenzione con i privati.

                                La tassa
                                Debutta la porno-tax, 275 milioni dall’industria a luci rosse

                                  Istituita la porno-tax del 25% sui redditi derivanti dai ricavi della produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione dei materiali a luci rosse, oltre che dai film «violenti» (i criteri sono ancora da chiarire). Per il 2005 è previsto un acconto pari al 120%. È invece al 10% l’Iva sugli abbonamenti tv relativi a trasmissioni porno. Il governo stima un gettito di 150 milioni di euro all’anno, ma i dati Eurispes relativi al 2004 stimano, invece, pari a 1,1 miliardi di euro i profitti dell’industria a luci rosse italiana. La pornotax frutterebbe all’erario ben 275 milioni di euro l’anno. Senza contare i ricavi dai film ritenuti «violenti».