È legge la finanziaria da 11 miliardi

23/12/2009

La Finanziaria diventa legge dello Stato, il sì del Senato è giunto senza il ricorso alla fiducia, ma lasciando inalterate le misure approvate nei giorni scorsi dalla Camera. Palazzo Madama ha approvato con 158 voti a favore, 117 contrari e 4 astenuti. Via libera anche alla legge di bilancio. E´ l´ultima Finanziaria: dal prossimo anno lascerà il posto alla nuova «Legge di stabilità», frutto della riforma approvata nei giorni scorsi.
L´intervento è salito a 11,1 miliardi, distribuito su molteplici misure: l´esame parlamentare ha visto lievitare la manovra, nata «leggera» con soli tre articoli, fino a 243 commi. Responsabile l´aspro confronto a Montecitorio, dove il governo per coprire una serie di provvedimenti urgenti, tra i quali il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, il rimborso dell´Ici ai Comuni, le missioni di pace e l´Università, ha raschiato il fondo del barile e ha messo sul tavolo i 3,7 miliardi dello scudo fiscale e i 3,1 del Tfr. Nel provvedimento sono confluiti anche la Banca del Sud, frutto del pressing del ministro dell´Economia e il codice delle autonomie, con il taglio del 20 per cento dei consiglieri comunali e del 25 per cento degli assessori, sponsorizzato dalla Lega Nord. Nasce la società «Difesa servizi spa»: servirà per acquistare i beni delle Forze armate e per gestire (ma non per vendere) gli immobili dell´esercito.
Nel calderone della Finanziaria sono entrati alcune centinaia di milioni destinati alle micromisure a vantaggio dei vari parlamentari "lobbisti": salvaguardia del prosciutto, terremoto del Belice, defibrillatori e quant´altro. Restano fuori invece i provvedimenti, chiesti a viva voce all´interno della maggioranza, per lo sviluppo: dal taglio dell´Irap, all´aumento degli assegni per i familiari a carico, alla cedolare secca per gli affitti (introdotta in via sperimentale solo all´Aquila). «E´ un provvedimento inadeguato che non risolve i problemi della gente», ha osservato Anna Finocchiaro (Pd).
I tecnici, tuttavia, sono già al lavoro per un ulteriore intervento destinato a dare ossigeno all´economia che quest´anno chiude con una contrazione del Pil vicina al 5 per cento. Non è escluso, infatti, che nel passaggio alle Camera del decreto «milleproroghe», il governo prenda in considerazione l´ipotesi di inserire qualche provvedimento espansivo. «C´è la disponibilità a valutare», ha detto il vice ministro all´economia, Giuseppe Vegas. Allo studio misure sullo sviluppo: incentivi per l´acquisto di auto, elettrodomestici e computer. Per la metà del prossimo anno potrebbe poi vedere la luce un nuovo provvedimento, che utilizzerebbe il gettito derivante alla proroga dello scudo fiscale per indirizzare risorse verso le famiglie: complessivamente potrebbero essere utilizzate risorse per 2-3 miliardi.
Ieri, intanto, il ministro dell´Economia Giulio Tremonti con una circolare ha bloccato gli aumenti dei gettoni di presenza ai componenti dei consigli di amministrazione delle pubbliche amministrazioni. La Finanziaria del 2006 aveva stabilito la riduzione dei compensi del 10 per cento: il Tesoro ha sentito la necessità di ribadire l´efficacia della norma per scoraggiare alcuni amministrazioni che, trascorsi tre anni, avevano avanzato l´ipotesi di riportare i compensi al livello del passato.