E le «correnti» della Cgil sono in manovra per la svolta

21/10/2002




          20 ottobre 2002

          ITALIA-POLITICA
          E le «correnti» della Cgil sono in manovra per la svolta
          Massimo Mascini


          ROMA – Fine settimana di analisi per tutta la Cgil. Dopo lo sciopero generale, dopo il discorso di Guglielmo Epifani a Torino, che certamente ha schiuso una porta prima ermeticamente serrata, in tutta la Cgil è evidente lo sforzo di capire dove la confederazione può adesso dirigersi, quali compagni di strada può trovare, verso quali obiettivi può credibilmente puntare. Di svolta nessuno vuole parlare, ovviamente, è troppo vicino il momento in cui si correva diritti in una direzione per pensare che quel movimento possa adesso essere invertito. Ma nessuno mette nemmeno in dubbio che qualcosa bolla in pentola e che il profumo che esce da quella pentola sia anche molto appetitoso. Di qui il dire e non dire, l’accennare, ma anche lo smentire che caratterizza i commenti a caldo di tanti dirigenti della confederazione. C’è comunque già una novità. La segreteria Cgil dovrebbe già domani avanzare a Cisl e Uil una proposta per un’iniziativa comune sulla politica industriale, a partire dal Mezzogiorno. Dalle parole la Cgil di Guglielmo Epifani cercherà di passare ai fatti. Dalla risposta delle altre due confederazioni dipenderà anche la possibilità concreta che la Cgil cambi sostanzialmente la sua strategia, cercando maggiore unità con Cisl e Uil. In attesa di conoscere la reale portata della proposta della Cgil e le risposte che le altre due organizzazioni vorranno dare, c’è semmai da chiedersi quali potranno essere le reazioni interne alla confederazione, chi appoggerà questa eventuale correzione di rotta, chi invece l’osteggerà. La mappa della Cgil appare soprattutto in rapida evoluzione, non perché il cambio di segreteria generale comporti uno spoil system, ma perché è naturale che gli equilibri cambino dentro l’organizzazione, tanto più considerando che la situazione economica e sociale, oltre che politica, sta mutando e anche rapidamente. Con un Epifani in avvicinamento a Cisl e Uil ci sarebbe certamente la destra della confederazione. Antonio Panzeri e Agostino Megale, il segretario di Milano e il presidente dell’Ires, dalemiani convinti, non nascondono l’esigenza di un cambiamento in senso unitario della politica della confederazione e sosterrebbero con favore un cambiamento in tal senso. «Senza chiedere abiure – dice Megale – però con Cisl e Uil va trovato un rapporto che rispetti le differenze, ma consenta di lavorare assieme, anche perché divisi a malapena si difendono le posizioni, uniti si possono avere risultati». Un fronte che ha profonde radici nella confederazione, anche se non molti uomini con responsabilità organizzative. Certamente contrari a qualsiasi modifica della situazione sarebbero, invece, da un lato la sinistra della confederazione, tra i quali certamente i metalmeccanici Gianni Rinaldini e ancora più Giorgio Cremaschi e il segretario confederale Giampaolo Patta; da un altro lato il pattuglione dei fedelissimi dell’ex segretario generale, i «cofferatiani doc». Tra questi ultimi in segreteria confederale Carlo Ghezzi e Carla Cantone, ma in tutta la confederazione veramente tantissimi e sarebbe strano il contrario. In mezzo a queste formazioni, peraltro in continuo cambiamento, il gran corpo della confederazione, le tante categorie e i territori, tutti molto attenti a cosa sta succedendo. È evidente che le posizioni si chiariranno solo quando sarà chiara la svolta di Epifani. Per il momento i più negano che ci sia stata. «Non ho colto cambiamenti di sostanza – dice Michele Gravano, segretario di Napoli – e non ne vedo nemmeno la ragione». «Non vedo le novità – dice Susanna Camusso, segretaria della Lombardia – rilevo semmai una gran voglia di interpretare la realtà». Sulla stessa linea Sergio Chiloiro, il segretario di Venezia, che nega veri cambiamenti, anche se sostiene la necessità oltre che l’opportunità di rimuovere gli ostacoli all’unità sindacale. Apertamente per una svolta invece Vincenzo Scudiere, segretario di Torino, che chiede unità e ha già proposto di tenere assemblee unitarie in tutto il Piemonte. Fulvio Fammoni, il segretario dei poligrafici, già subito dopo il comizio che aveva tenuto venerdì a Mantova rilevava del resto che di svolta non si può parlare, perché solo il consiglio direttivo della confederazione potrà dettare cambiamenti. In realtà il direttivo già si è pronunciato. «La decisione di avanzare una proposta su politica industriale e Mezzogiorno – rileva Valeria Fedeli, la segretaria dei tessili – è stata decisa ai primi di ottobre dal direttivo. Adesso infatti dobbiamo solo aspettare le risposte di Cisl e Uil».

          L’IDENTIKIT DELLA CONFEDERAZIONE
          La Cgil (Confederazione gene-rale
          del lavoro) è nata nel
          1906. Ha una doppia struttu-ra:
          «verticale», con 15 federa-zioni
          nazionali di categoria, e
          «orizzontale», con 134 Came-re
          del lavoro. Gli iscritti sono
          5,5 milioni.

          Eletto il 20 settembre scorso,
          Guglielmo Epifani è il setti-mo
          segretario generale della
          Cgil. Gli incarichi di segrete-ria
          per grandi aree di interven-to
          sono affidati a Paola Agnel-lo
          Modica, Carla Cantone, Giu-seppe
          Casadio, Titti Di Salvo,
          Carlo Ghezzi, Marigia Mauluc-ci,
          Paolo Nerozzi, Achille Pas-soni,
          Gian Paolo Patta, More-na
          Piccinini e Nicoletta Roc-chi.

          La struttura della Cgil com-prende:
          una Direzione genera-le
          per il coordinamento delle
          attività del centro confederale;
          9 dipartimenti (dalle politiche
          del Mezzogiorno ai settori pro-duttivi);
          federazioni regionali
          e di categoria e camere del
          lavoro; enti confederali.

          GLI ISCRITTI
          Totale iscritti per regione (dic.2001)

          Piemonte 374.201
          Valle d’Aosta 11.896
          Liguria 175.983
          Lombardia 866.981
          Veneto 360.641
          Trentino 37.364
          Alto Adige 29.755
          Friuli-Venezia Giulia 117.732
          Emilia-Romagna 807.711
          Toscana 490.547
          Marche 178.761
          Umbria 112.237
          Lazio 317.107
          Abruzzo 114.596
          Molise 23.960
          Campania 316.826
          Puglia 283.166
          Basilicata 58.957
          Calabria 170.582
          Sicilia 360.296
          Sardegna 140.070
          Totale iscritti per categoria
          Attivi 2.370.715
          Pensionati 2.945.852
          Disoccupati 32.802

          TOTALE ITALIA 5.349.369

          LE CATEGORIE
          Dati 2001
          Categoria Categoria Iscritti Iscritti
          Filcea (Chimici) 127.465
          Fillea (Legno, edilizia, industrie
          affini ed estrattive) 305.316
          Fiom (Metallurgici) 367.938
          Filtea (Tessili e abbigliamento) 129.269
          Filcams (Commercio, albergo,
          mensa e servizi) 264.562
          Filt (Trasporti) 131.778
          Fnle (Energia) 44.042
          Fp (Funzione pubblica) 361.881
          Fisac (Assicurazione e credito) 79.258
          Flai (Agro-industria) 299.501
          Sns (Scuola) 126.256
          Sic (Comunicazione) 88.997
          Snur (Università e ricerca) 14.779
          Nidil (Lavori atipici) 11.455
          Miste-Lsu 18.218
          Affiliate 44.919
          Silp (Polizia di Stato) 8.120

          Fonte: Cgil

          Fonte: Cgil

          Fonte: Cgil
          Totale iscritti per Regioni (dic. 2001)

          Totale iscritti per categoria