E l’anno prossimo a guadagnare saranno i “ricchi”

29/11/2007
    giovedì 29 novembre 2007

    Pagina 3 – Primo Piano

    Analisi
    Grazie agli sgravi Ici favoriti i ceti medio-alti

      E l’anno prossimo
      a guadagnare
      saranno i “ricchi”

        STEFANO LEPRI

        Per Natale un regalo ai poveri, nel 2008 mano tesa ai ceti medio-alti. Calcoli più attendibili su chi ci guadagna e chi ci perde con la duplice manovra del governo vengono dall’Isae, l’istituto pubblico di analisi economiche. Eccoli: il decreto fiscale convertito in legge ieri recapiterà entro un mese a un quasi un quarto delle famiglie, in genere le più povere, un assegno in media di 283 euro; la legge finanziaria 2008 e la legge sul welfare daranno circa 177 euro a famiglia, tra sgravio dell’Ici, aumenti delle pensioni basse e altro.

        Che in media gli italiani ci guadagnino non è, per gli esperti, una sorpresa. Sia il decreto fiscale sia la manovra 2008 peggiorano i conti pubblici rispetto a quanto sarebbe avvenuto non facendo nulla. Si utilizzano le entrate fiscali impreviste, ovvero «tesoretti», nel 2007 soprattutto in spese, nel 2008 per iniziare a ridurre (poco) le tasse. La principale mossa, lo sgravio Ici, era stata pensata fin dall’inizio (da Francesco Rutelli) come mossa per riconquistare i ceti medi. I redditi bassi, che se possiedono la casa ce l’hanno piccola, di Ici già ne pagano poco o nulla.

        In origine, sia il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa sia il viceministro Vincenzo Visco avrebbero preferito sgravi fiscali diversi dall’Ici. Anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi si è domandato perché intervenire proprio su quell’imposta. E’ stata una scelta politica. L’Isae, nel suo studio di ieri, nota che si sono così usate risorse che avrebbero potuto andare «al fondo per gli asili nido» o a misure più efficaci contro la povertà come «il reddito minimo di inserimento o una forma di sostegno unica a favore delle famiglie».

        Per farla breve, i benefici della manovra 2008 toccheranno a oltre il 90% delle famiglie che hanno redditi alti o medio-alti, e solo al 65% di quelle con i redditi più bassi. Nel complesso sono modesti: +0,9% del reddito. Un terzo delle famiglie a reddito più basso non avrà nulla. L’Isae considera tre aspetti: le misure sulla casa (sgravio Ici e sgravio Irpef agli affittuari a basso reddito) le altre misure fiscali e il disegno di legge sul welfare che istituisce una specie di «quattordicesima» per le pensioni basse.

        L’aumento delle pensioni sarà significativo (423 euro in media, +2,65% del reddito) per i tre milioni di famiglie che lo riceveranno, una su quattro tra quelle il cui capofamiglia è un pensionato. Sgravio Ici e sgravio affitti daranno in media 106 euro a quasi 18 milioni di famiglie; ne sono esclusi coloro che vivono in affitto ma hanno un reddito medio-alto.

        Il rapporto dell’Isae tenta anche di calcolare chi guadagnerà e chi perderà tra le imprese con i cambiamenti a Ires e Irap (aliquote più basse, base imponibile più larga) pure previsti dalla legge finanziaria 2008.

        Nell’immediato, il carico fiscale scenderà di pochissimo in media, l’1%, ma negli anni successivi potrebbe calare di più sensibile, fino a un massimo del 16,7%: ecco perché la Confindustria ci tiene.