«E´ l´anno più duro per il turismo italiano»

29/07/2002







(Del 28/7/2002 Sezione: Cronache italiane Pag. 9)
IL LAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE
«E´ l´anno più duro per il turismo italiano»
Secondo i sondaggi il calo delle presenze si accentuerà ad agosto In declino anche le vendite dei viaggi all´estero. Scattano riduzioni di prezzi e offerte differenziate da parte delle catene alberghiere

ROMA
Scatta il grande esodo estivo, milioni di automobilisti vanno a intasare strade e autostrade, mari e monti sono già gremiti di turisti, ma ecco salire il grande lamento delle associazioni di settore: «Un´estate da dimenticare», «la peggior stagione», «una crisi senza precedenti». A provocare questo ennesimo grido di allarme da parte dell´industria del turismo è un monitoraggio realizzato dal Centro studi turistici di Firenze secondo il quale le previsioni sugli arrivi di turisti italiani e stranieri in Italia segnano un calo generalizzato. Purtroppo il trend negativo di luglio, rivela il rapporto, è destinato a rafforzarsi anche ad agosto. Non ci poteva essere uno scenario più fosco. «Questa è la peggiore stagione turistica degli ultimi dieci anni», assicura Gaetano Orrico, il presidente dell´Assoturismo-Confesercenti – l´ente che ha commissionato lo studio. Gli imprenditori alberghieri del resto stanno già correndo ai ripari con «strategie di marketing» (riduzione prezzi, offerte differenziate) per convincere i turisti renitenti a non rimanere in città. Ma intanto segnali scoraggianti arrivano anche dalle agenzie di viaggio: la vendita di viaggi all´estero è anch´essa in declino. Insomma, rapporti alla mano: una vera catastrofe per il turismo italiano. O così pare. Perché poi, a ben vedere, i dati non sono davvero tali da giustificare tanto allarme. Dice il presidente Orrico che in realtà si prevede «una flessione negativa generale dello 0,74 per cento per il mese di agosto» e una flessione dello 0,88 per cento nel comparto alberghiero. Insomma, non proprio una fuga generalizzata dalle mete turistiche. Anzi, statisticamente il calo è insignificante. Un break down più dettagliato su questa «stagione da dimenticare»? Eccolo. Gli arrivi nelle strutture ricettive a giugno del 2002 sono stati inferiori dello 0,16 per cento a confronto con giugno del 2001. A luglio il gap è salito a 0,81 per cento rispetto all´anno prima e ad agosto dovrebbe essere, appunto, dello 0,74 per cento. Al mare? Calo dello 0,21 per cento a luglio. In montagna? Flessione dello 0,16 per cento. Tutto sommato una «crisi» contenuta viste le difficoltà che pesano oggettivamente sull´industria del turismo in tutto il mondo. C´è una crisi economica generalizzata in tutto l´Occidente. La ripresa che era stata annunciata per il secondo semestre del 2002 non si vede. In più la crisi mondiale delle borse sta falcidiando i risparmi della gente. Alla luce di una congiuntura così negativa una flessione complessiva dello 0,74 per cento per il mese d´agosto non sembra poi così catastrofica. Così come non sembra dover destare particolare allarme un´altra notizia che viene invece presentata dall´Assoturismo-Confesercenti con grande risalto: la vendita di viaggi all´estero è in diminuzione «dell´un per cento rispetto a un anno fa». E tuttavia, per l´Assoturismo-Confesercenti, la crisi rimane drammatica. E´ una situazione «eccezionale», insiste Orrico – che non si verificava «da dieci anni a questa parte» e che avrà «pesanti ripercussioni sulle imprese e gli imprenditori, come testimoniano la sfiducia e la forte preoccupazione emerse durante il monitoraggio». Nel frattempo, e nonostante l´allarme di Orrico, l´arrembaggio dei turisti stranieri continua, con il dominio assoluto dei tedeschi, che rappresentano il 42 per cento del totale. Seguono a distanza, ma segnalati in aumento, i francesi (15, 10 per cento), i britannici (13,86 per cento) e i belgi (7,55 per cento), che doppiano gli statunitensi (solo il 3,96 per cento). Russi numerosi, ma quasi tutti sulla costa romagnola.

Andrea di Robilant