E l’Ania rilancia la polizza antilicenziamento

30/04/2002






L’associazione delle compagnie studia il modello adottato nello Stato di New York

E l’Ania rilancia la polizza antilicenziamento


Negli Usa la copertura viene garantita grazie ai versamenti dei lavoratori a un fondo

      ROMA – La polizza assicurativa contro la disoccupazione sul modello di New York è già allo studio dell’Ania, l’associazione che raggruppa le compagnie del settore delle polizze. La proposta, lanciata per la prima volta a Bari dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, è stata commentata positivamente ieri dal presidente dell’Ania, Alfonso Desiata. Di più. Lo schema adottato nello Stato di New York sarebbe già all’attenzione dell’associazione delle compagnie assicurative. «Abbiamo una commissione che sta studiando questi aspetti» ha detto Desiata, ponendo l’accento in particolare sul fatto che le imprese assicurative non potranno però mai assumere come proprio «un rischio frontale». Per questo motivo, secondo l’Ania, andrebbe individuato «un meccanismo», come «un’agenzia, dove ci sia un assicuratore di ultima istanza, così come accade nel rischio catastrofale».
      Secondo il presidente dell’Ania, la formula dovrebbe prevedere in questo senso la nascita di un
      pool dove lo Stato «funge da assicuratore di ultima istanza e dove le compagnie assicuratrici si fermano a una certa capacità». L’Ania ha perciò assicurato subito la massima disponibilità a «incontrare il governo per verificare i contenuti e la percorribilità tecnica» della proposta.
      E i contatti con il governo ci sarebbero già. E’ quanto ha fatto capire ieri l’amministratore delegato di Ras, Mario Greco, secondo cui la polizza antidisoccupazione «è un’idea interessante». Ma come funziona a New York? La «unemployment insurance» è una rendita temporanea per i lavoratori che perdano l’impiego per colpa loro. Nello Stato di New York il denaro usato per garantire i benefici della copertura assicurativa viene dagli occupati che le versano in un fondo. Quest’anno i versamenti sono aumentati da 35 a 42 dollari all’anno (dal 12% al 16%) per occupato. L’ammontare che le compagnie pagano per ciascun lavoratore dipende molto da quanto spesso questo perde il lavoro. Le aspettative per il futuro non sono buone dopo gli attentati dell’11 settembre. E’ comunque il ministero del Lavoro a determinare se un disoccupato abbia i requisiti per ottenere la copertura. Intento di questo sistema, applicato anche in altri Stati, è mantenere la stabilità economica all’interno della comunità salvaguardandone il reddito e il potere d’acquisto. Il disoccupato, per ottenere i benefici della rendita, deve avere lavorato per almeno due trimestri ottenendo un’entrata di almeno 1.600 dollari in uno di essi. Il beneficio settimanale ottenibile è calcolato sulle paga più alta ottenuta nel trimestre nella misura di un ventiseiesimo. Il massimo introito settimanale è di 405 dollari per non più di sei mesi. Il vantaggio è cumulabile con quelli ottenibili con i sussidi della «social security».
Antonella Baccaro