E la legge Biagi è ad alto rischio

06/02/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
031, pag. 7 del 6/2/2004
di Ginevra Sotirovic



E la legge Biagi è ad alto rischio

La legge Biagi avrà un effetto destabilizzante sul mercato del lavoro. La maggiore flessibilità introdotta dalle nuove regole, infatti, sarà sì uno stimolo per la crescita dell’occupazione, ma l’assenza di strumenti di tutela economica e di reinserimento si rivelerà, nel medio-lungo termine, uno svantaggio per tutto il paese. Brutte notizie anche per la devolution che favorirà un accrescimento del divario economico e occupazionale tra Nord e Sud, inasprendo i conflitti sulle politiche del lavoro. Buone performance, invece, per l’occupazione del terziario. Nel 2008 la quota degli occupati dovrebbe toccare i 15 milioni di persone. Quando si tratta di previsioni il condizionale è d’obbligo. Anche se in questo caso si tratta di un’indagine, presentata ieri a Roma, che è stata condotta in modo scientifico dallo S3.Studium, per conto del ministero del lavoro, della Performa-Confcommercio, Farmaconf ed Ebinter, consultando un panel di esperti della materia. Il periodo di riferimento va dall’anno scorso al 2008, cinque anni decisivi per conoscere le tendenze del mercato del lavoro e della società italiana. I risultati faranno certamente discutere, anche perché tra i principali oggetti di studio della ricerca Flexo 2008 ci sono gli effetti della legge Biagi.

Questi appaiono tutt’altro che positivi, soprattutto nel medio e lungo termine.

Secondo il parere degli esperti, infatti, le nuove regole del mercato del lavoro introdotte dal governo Berlusconi potranno senza dubbio favorire una crescita dell’occupazione e offrire maggiori occasioni di qualificazione professionale per una fascia elevata di lavoratori. Ma su larga scala i suoi effetti saranno tutt’altro che positivi, dal momento che l’incremento della flessibilità non è controbilanciato da un aumento delle tutele economico-sociali.

Pochi miglioramenti sono poi attesi dalla sfera pubblica che dovrebbe accompagnare al meglio le nuove regole di lavoro. Anzi, è meglio specificare che in alcune zone ci sarà un notevole incremento dell’efficacia dei servizi, in altre invece la situazione rimarrà stabile o andrà addirittura peggiorando. Un divario che la devolution non farà che accrescere attraverso un pullulare di normative locali e decentrate. Un’altra vittima della flessibilità sarà anche il sindacato. Con il diffondersi della contrattazione individuale le organizzazioni sindacali saranno destinate a perdere potere e iscritti. Né c’è da aspettarsi una riduzione del sommerso. Dall’indagine emerge, infatti, che la flessibilità peggiora la condizione di quelle persone che sono più esposte e che vedranno aumentare, a causa della minore forza contrattuale, i rischi legati al lavoro nero. (riproduzione riserv ata)