«È LA CONTRATTAZIONE L’ESSENZA DEL NOSTRO ESSERE SINDACALISTI, L’IDENTITA’ CULTURALE DELLA FILCAMS»

14/02/2006

XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

14 febbraio 2006

«È LA CONTRATTAZIONE L’ESSENZA DEL NOSTRO ESSERE SINDACALISTI, L’IDENTITA’ CULTURALE DELLA FILCAMS»
La relazione introduttiva dI Ivano Corraini, segretario generale Filcams

Il XII congresso della Filcams è entrato nel vivo con la relazione del segretario generale Ivano Corraini. Una relazione "orgogliosa" che può esibire i risultati di un lavoro di lunga lena e che ora produce frutti visibili, nel mondo sindacale.

All’assise di Palermo la Filcams arriva – si rileva dalla relazione di Corraini – con 6.001 assemblee che hanno coinvolto 113.357 iscritti, il 36,83%. Il documento generale confederale ha raccolto il 99,34% dei consensi. Per quanto riguarda le tesi, la numero 8 ha visto il 93,87% dei consensi ad Epifani e il 4,91% a Rinaldini; la numero 8 ha dato l’83,08% ad Epifani, l’11,73% a Patta, il 4,49% a Rinaldini.

Numeri che sintetizzano una Filcams «cresciuta come forza organizzata … siamo ormai la quarta categoria della Cgil e in diverse realtà territoriali diventiamo la prima o la seconda categoria».

E ciò anche in territori, come quelli del Meridione, «dove – dice Corraini – fare sindacato è molto più difficile di quanto lo possa essere in altri territori».

Un successo costruito su un modo peculiare di essere sindacato, quello di «far diventare la contrattazione intesa in senso lato lo strumento principe del nostro agire … e l’essenza dell’essere sindacalisti … e questo vale per le grandi vertenze che spostano coscienze, impegnano risorse ingenti, mobilitano migliaia di lavoratori e fanno audience, ma vale altrettanto per le piccole spesso sconosciute … Il filo conduttore nei nostri congressi territoriali, spesso inconscio qualche volta dichiarato, è questo e questo definisce l’identità culturale a cui la Filcams tende … Questo ci rende riconoscibili come portatori di contenuti e non di sola effimera dialettica nel dibattito interno all’organizzazione, è per questa via che il peso politico della nostra organizzazione si afferma nel dibattito interno».

Una contrattazione che ormai travalica la dimensione nazionale e guarda all’Europa, poiché nel mondo del terziario sempre più assistiamo a grandi imprese multinazionali il cui terreno d’azione è il continente. Questo è vero per la grande distribuzione organizzata, nei servizi alle imprese, nel turismo, nel cui campo «affermiamo che lo sviluppo si può dire sostenibile non solo quando rispetta l’ambiente, ma anche se lo fa con i diritti dei lavoratori e la dignità dei più deboli», per questo un punto negoziale con le imprese è relativo alla sottoscrizione di «codici etici di assoluto contrasto al turismo sessuale».

Quella dei diritti è una visione che, per Corraini, tiene legati fornitori, prestatori e fruitori di servizi, e che lega i vecchi lavoratori ai nuovi assunti, respingendo «con determinazione l’idea, che aveva fatto proseliti nell’ambito della sinistra, per la quale l’estensione dei diritti doveva passare necessariamente per la riduzione di quelli esistenti». E qui cita i casi di Coop Estense e di Carrefour-GS, casi ormai da manuale per la politica Filcams, dove si è dimostrato non essere vera la separazione di interesse, in tema di doppio regime salariale aziendale, tra i vecchi assunti, che beneficiati dagli aumenti si disinteressano degli aumenti negati ai nuovi assunti.

È una visione pragmatica, quella della Filcams, una visione che ricerca il punto concreto di interesse comune e tenta di individuarne il percorso realizzabile.

È così sulle «leggi inique che hanno investito tutti i campi … e che l’attuale governo ha prodotto in questa legislatura».

Che fare?, si chiede Corraini. Nel dibattito che tanto appassiona la Sinistra, che cosa riserviamo a quel complesso di leggi? e alla legge 30?

«Io credo che si semplifichi troppo – dice Corraini – a immaginare che una volta che il centro sinistra ha vinto sia sufficiente proporsi di cancellare le leggi sbagliate per cambiare in radice le cose … perché le politiche e le leggi a sostegno di quelle politiche hanno cambiato nel profondo il Paese e non sarà sufficiente cancellare questa o quella legge per rimontare nella direzione che auspichiamo … I guasti compiuti dalla legge 30 sono profondi, ma … il guasto vero è l’aver costruito una opinione diffusa nell’imprenditoria che la precarietà nel lavoro è la panacea per il costo del lavoro e della competizione e questo elemento ha prodotto un vero e proprio cambiamento culturale».

«Nella distribuzione – dice ancora Corraini – si sono prodotti 800mila nuovi posti di lavoro» ma quante sono le ore lavorate? « Questa frantumazione del lavoro non è tutto imputabile alla legge 30 e non lo si rimonta semplicemente cancellando una legge, ma mettendo in pista azioni positive di natura legislativa e scelte di ordine contrattuale, con percorsi credibili di inclusione nella stabilizzazione del rapporto di lavoro».

In questo quadro «si costruiscono le proposte settoriali della Filcams come complemento del progetto della Cgil». Avendo, tra l’altro, nuova coscienza che i settori in cui opera la Filcams «anche determinato dall’evoluzione tecnologica, con l’affermarsi della new economy, del terziario e del comparto dei servizi, non fanno più parte di un dio minore rispetto ai settori produttivi tradizionali». Anch’essi, dice Corraini, sono settori produttivi.

È questa acquisizione, di natura teorica, che ha permesso di guardare con occhi nuovi a comparti in espansione quali le imprese di pulizie, che rapidamente si stanno evolvendo in multiservizi e global services, della ristorazione collettiva e della vigilanza.

C’è un punto che accomuna queste imprese, sia quando prestano la loro opera nel settore pubblico sia quando lavorano nel settore privato: da una parte il punto che le accomuna è l’appalto, dall’altra è l’interesse generale. È da qui che – dice Corraini – «si sviluppa l’idea di costruire un contenitore contrattuale nazionale unico per i tre settori del lavoro in appalto, che oggi stanno in tre contratti differenti … Ormai le multiservizi inglobano servizi di ristorazione e vigilanza, oltre che il pulimento … in questi tre settori, le parti sociali hanno costruito pezzi di strategia comune come le regole sugli appalti».

Infine, una puntata sul terreno dei modelli contrattuali.

«Il modello contrattuale a cui noi guardiamo non può che essere impostato su due livelli contrattuali dove la preminenza è del contratto nazionale che deve continuare ad avere autorità salariale e normativa. La questione salariale non può che essere affrontata superando il concetto di inflazione programmata per l’inflazione reale o attesa … e quote derivanti dall’andamento del settore non possono che essere destinate alle priorità individuate settore per settore».

Tra queste priorità c’è, naturalmente, la priorità economica. Gestione salariale «che abbiamo già cominciato a praticare».