E in fabbrica a Melfi la Rsu lascia fuori Fiom

01/09/2010

Salta l’assemblea nell’impianto lucano
MILANO — Il leader delle tute blu Maurizio Landini era arrivato a Melfi, ieri, per partecipare di persona all’assemblea retribuita chiesta dalla Fiom alla Fiat. Obiettivo: discutere con i lavoratori del caso dei tre operai licenziati e reintegrati dal giudice e del futuro del contratto nazionale. L’assemblea, però, non si è tenuta. E lo stop non è arrivato dal Lingotto bensì dalla Rappresentanza sindacale unitaria della fabbrica: la richiesta, infatti, è stata firmata solo da 22 dei 64 componenti.
Insomma, i sindacati sono ancora una volta divisi. Da una parte la Fiom-Cgil e dall’altra Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl.
«La Fiom vuole imporre data e ordine del giorno delle assemblee» ha attaccato Antonio Zenga, segretario generale della Fim Basilicata. La Cisl ha ribadito che bisogna stabilire a monte cosa discutere e come, e ha invitato le tute blu a partecipare alla riunione di domani.
Il leader della Fiom ha tenuto il suo discorso davanti ai cancelli dello stabilimento di Melfi e ha accusato il Lingotto «di cancellare il contratto collettivo nazionale»: «È del 2008 ed è stato firmato anche da noi, quindi è in vigore fino al 2011».
Per Landini la richiesta di una disdetta dell’accordo «parte dal fatto che la Fiat sta mettendo pressione a Federmeccanica» per recepire le deroghe di Pomigliano.
La Fiom ha anche proclamato uno sciopero «per protestare contro l’azienda che non ha concesso l’assemblea e contro gli altri componenti della Rsu che non hanno firmato la richiesta».
Iniziato alle 12 e terminato alla fine del primo turno, losciopero ha registrato un’adesione del 5% (secondo l’azienda), una percentuale vicina a quella del 23 agosto, quando i lavoratori incrociarono le braccia per i tre operai reintegrati dal giudice ma allontanati dalla cate nadi montaggio dalla Fiat.