E il Cinese si carica con Tex Willer “Batterò io il Mefisto del governo”

12/07/2002


VENERDÌ, 12 LUGLIO 2002
 
Pagina 6 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
La strategia d´autunno di Cofferati sul referendum per l´articolo 18: "Ricordatevi quello dei radicali…"
 
E il Cinese si carica con Tex Willer "Batterò io il Mefisto del governo"
 
 
 
"Allora, a quel quesito, votarono no 10 milioni di italiani: è da lì che dobbiamo ripartire"
"La scala mobile fu diversa: l´Ulivo non capisce, sui soldi si tratta, sui diritti no"
 
CONCITA DE GREGORIO

ROMA – Il Patriarca è lì che aspetta l´autunno, ma bisogna uscire subito dall´inganno letterario perché quello che Sergio Cofferati sta cullando non è un tramonto solitario nella sede "modesta ma linda della fondazione Di Vittorio". L´autunno porterà una fiammata, immagina piuttosto: lo sciopero generale, riporterà in piazza milioni di persone, la Cgil diventerà la miccia, l´innesco di una grande mobilitazione sui diritti. Sarà una battaglia sindacale, e poi politica. Sarà la riscossa della sinistra offesa dai Berlusconi che ti cancellano – come soggetto collettivo – dal loro orizzonte padronale, poi ti offrono – a te personalmente – un piatto di spaghetti: la logica del parùn che ti stordisce coi Piaget e con l´esibizione del parco della villa. "Non si pasce di cibo mortale/ chi si pasce di cibo celeste", canta il convitato di pietra del Don Giovanni, "mio malgrado in questa trattativa sono stato il convitato di pietra", dice Cofferati, e allora ecco cosa può farsene Berlusconi dei suoi inviti a pranzo e del resto del suo "cibo mortale". "Altra cura più grave di questa/ altra brama quaggiù mi guidò": "la mia brama è far vincere la linea della Cgil". Sorriso, sipario.
Ora che il Tg dell´ora di pranzo si apre sul suo Don Giovanni Sergio Cofferati può togliersi la giacca, salutare la moglie che lo aspetta nella stanza al quarto piano, canticchiare "son tornato" e pensare ad altro. "Bisogna che veda subito il numero 501 di Tex Willer, è uscito oggi. Ragazzi: il ritorno di Mefisto". Tanto per restare al gioco facile delle identificazioni: Mefisto è "il mago dagli spaventosi poteri, alleato delle creature della notte che volano e strisciano nei regni oscuri". Vuole morto Tex, ovviamente. Ma Tex non ci pensa nemmeno a morire. Le creature che strisciano nei regni oscuri, e fanno patti segreti in tavoli separati, e vendono l´anima al diavolo potentissimo e crudele – non c´è nemmeno da aspettare il numero 502, per saperlo – sono destinate a soccombere per mano di Tex. Se c´è una cosa che gli fa perdere l´aplomb cinese, ultimamente, è l´accusa (dalemiana) di cercare la bella morte, o – sia detto con più garbo – "la bella sconfitta": un´uscita di scena nobile ed eroica, da martire degli ideali umiliati. "Non ho uno spirito decoubertininano – aveva detto giù in conferenza stampa – vorrei tranquillizzare chi pensa che io voglia perdere: anche noi giochiamo per vincere". Adesso, in camicia e bretelle, spiega come. "Avete presente il referendum radicale sull´articolo 18? Ecco, andarono a votarlo dieci milioni e mezzo di persone nonostante ci fosse stata una campagna per far mancare il quorum". "Nonostante a tutti gli altri nove quesiti si dovesse votare sì e a quello no", finisce la frase Passoni, il direttore generale: si vede che è un tema di cui parlano spesso, devono averlo fatto anche di recente. "Ecco. Erano anche altri anni, il conflitto molto meno aspro. Eppure sui diritti la gente ha una reattività che non tutti, fra i politici, hanno chiara. No, non si può paragonare al referendum sulla Scala mobile: là in gioco erano soldi, qui sono i diritti, lo ripeto. E´ molto diverso". E poi al referendum sulla Scala mobile era contrario, il riformista Cofferati: guarda davvero quanto son cambiati i tempi.
L´idea dunque è questa: non sarà la Cgil da sola a condurre la battaglia d´autunno. Farà da miccia, semmai, a una rivolta delle coscienze che nell´idea di Cofferati può andare ben al di là degli schieramenti e delle indicazioni di partito, un po´ come fu per il divorzio e per l´aborto. "Guardate gli scioperi di questi giorni: sono proclamati dalla Cgil sola, ma l´adesione è pari a quella di uno sciopero unitario, se non di più. C´è stata un´impennata delle iscrizioni, gente che prende la tessera come adesione simbolica a una linea. Ma poi non è questione che riguardi una sola confederazione, questa: sono in gioco i fondamenti del nostro sistema democratico, e la gente lo sa". Certo che da parte dei partiti – "di tutti i partiti, anche di quelli di centrosinistra" – c´è stata una sottovalutazione della trasformazione in corso. "La rappresentanza sociale, il sindacato, nel sistema bipolare per quanto imperfetto come il nostro non ha più il ruolo che aveva col proporzionale. Quando c´era la Dc, e la Cisl era dc, tu avevi tutti i margini per negoziare come sindacato, per trattare col governo. Erano diversi anche i partiti: Pci e Dc facevano accordi, c´erano valori condivisi. Ora non più. Ora il governo ti presenta una piattaforma dentro cui ci sono la riforma fiscale, la sanità, la scuola, i diritti del lavoro: è un programma di governo, e tu sindacato sei sballottato di qua e di là se non hai un´idea molto precisa, una linea coerente e una visione di lungo periodo. Non ti chiedono di trattare: ti chiedono di allinearti. E poi ti riducono a sindacato di stato: noi ti diamo i soldi, tu fornisci i servizi, e non alzi la voce". Eccole le creature della notte che fanno il patto col demonio: si finisce all´idea di sindacato fascista, così, "molto è già successo, per questo dico che la rottura con Cisl e Uil non si sana in un momento, è una rottura grave e strutturale". E´ questo il punto di diversa "visione strategica", coi Ds: certo, l´incontro è stato utile e la preoccupazione di D´Alema e Fassino di non perdere l´elettorato che fa riferimento a Cisl e Uil è legittima, "io non so come si possa risolvere politicamente la questione". Che non sia risolta, è un fatto: da una parte Cofferati che accusa Cisl e Uil di essersi allineate al progetto padronale di Berlusconi, dall´altra i Ds che provano a mediare, temono un´emorragia di consensi. "Però qui non c´è più molto da discutere, c´è da combattere". La grande battaglia dei diritti, la campagna d´autunno. "La partita non è chiusa. Ogni giorno vengono alla luce le contraddizioni del Patto, sono gli stessi ministri e sottosegretari di governo a illuminarle. Che cosa diremo, fra tre anni, ai lavoratori assunti senza diritti: gli diremo abbiamo scherzato?". Cosa diranno i Ds, se non avranno combattuto, cosa dirà D´Alema allora? D´Alema e Cofferati, i due leader in freddo, i due antagonisti a sinistra. ‘Siete così simili: glaciali, cerebrali e ambiziosi´, azzarda un cronista. "No, io ambizioso no", sorride Cofferati. "Adesso mi trasferisco nella sede della fondazione, in via Donizetti", altra musica, ancora, "la inauguriamo a fine mese: una sede modesta ma linda, mi piace molto. Verrà agosto, e ci rivediamo in autunno". Poi sparisce dietro una porta, e si mette a leggere Tex.