E i consumi gelano l’inflazione

24/10/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Le città campione: il tasso tendenziale in ottobre rallenta dal 2,6% al 2,5%

    E i consumi gelano l’inflazione
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – L’inflazione mette a segno un nuovo colpo di freno in ottobre attestandosi, secondo le prime indicazioni delle città campione, a quota 2,5% (il minimo degli ultimi 17 mesi) a fronte di una crescita dei prezzi dello 0,2 per cento. Un calo meno accentuato di quello previsto dagli analisti alla vigilia: 2,4% e +0,1% congiunturale. L’Istat darà la prestima il 31 ottobre (per i dati definitivi occorrerà attendere il 16 novembre). Il gioco degli arrotondamenti potrebbe avere in questo caso un ruolo significativo, favorendo anche una discesa al 2,4 per cento. L’esame della dinamica dei prezzi per settore lascia intravvedere che in Italia si palesano da un lato un clima di vistoso raffreddamento della domanda interna e, dall’altro, la persistenza di rigidità sui listini. Emerge dunque il costante calo dei prezzi della benzina, grazie anche all’uscita di scena della super. In poche settimane la benzina è diminuita di 85 lire al litro. Ha influito anche la manovra fiscale. Ma, come rileva Donato Berardi di Ref, la discesa del greggio si trasferisce poco sui prezzi a valle. Lento poi il rientro, rispetto ad altri paesi Ue, dei prezzi degli alimentari dopo il forte rialzo dei mesi scorsi per l’effetto Bse; in evidenza il livello sostenuto del settore dei pubblici esercizi (alberghi e ristorazione) a fronte di rincari, maggiori delle attese, di comparti stagionali come abbigliamento e istruzione (a causa dell’aumento delle tasse universitarie, +4,2%). Riflettori accesi sugli alimentari: a Firenze +0,9% su base mensile, a Napoli +0,5%, a Bologna +0,4%, a Genova +0,3 per cento. A Bologna l’abbigliamento è rincarato dell’1,3 per cento. Più di un analista lascia poi intravvedere che si stia già verificando l’effetto arrotondamento dell’euro. A livello congiunturale i rincari più elevati a Trieste (+0,5%); il tasso annuo più alto a Bari (3,3%). «In evidenza abbigliamento e istruzione, normalmente in rialzo in ottobre, ma questa volta in modo più sostenuto rispetto alla media stagionale – sottolinea Giada Giani di IntesaBci, che rileva come probabile un effetto arrotondamento da euro per i listini di abbigliamento. L’orientamento resta fermo su un rientro dell’inflazione nei prossimi mesi. L’alimentare è destinato a riequilibrarsi, il settore alberghiero viaggia a un tendenziale del 4%, difficile da mantenere in un momento di domanda in calo. «Le prospettive sono comunque di un’ulteriore discesa dell’inflazione verso il 2 per cento – sottolinea Paolo Guida, econimista di Ubm -. L’inflazione da domanda è ormai inesistente e c’è anzi una situazione di disinflazione perché la crescita del Pil è andata al di sotto del potenziale». L’Isae, dal canto suo, mette in rilievo il fatto che i dati italiani sono in linea con l’Europa e che nei prossimi mesi continueranno ad agire spinte disinflattive che permetteranno nella prima parte del 2002 una discesa intorno a un tasso dell’1,5% cui seguirà una leggera risalita. Non lontana, infine, la previsione dell’Unioncamere. L’inflazione al consumo – sottolinea una nota – scenderà all’1,7% nel 2002, dopo il 2,8% del 2001. Il calo nel 2002 deriverà dal calo dei prezzi dei beni, alimentari e non, legato all’attuale fase di debolezza dell’economia globale. In questo scenario alcuni segnali di riscaldamento dei prezzi sono individuabili nel comportamento dei prezzi dei servizi e in particolare delle tariffe assicurative e dei servizi finanziari, che potrebbero dunque influenzare l’entità della discesa dell’inflazione. www.ilsole24ore.com/economia
    Mercoledí 24 Ottobre 2001
 
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