E i big del turismo preparano i cantieri

05/12/2001

PALERMO

MERCOLEDÌ, 05 DICEMBRE 2001
 
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Con i fondi europei saranno realizzati 4 mila posti letto
 
E i big del turismo preparano i cantieri
 
 
 
 
ANTONELLA ROMANO

VISTA sulle isole Eolie, autostrada a due passi. La scogliera a picco sul mare dove scorre la PalermoMessina, l’eterna incompiuta in via di definizione, è una delle areee cerchiate in rosso sulla mappa della Sicilia nelle quale è prevista la nascita di nuovi insediamenti alberghieri. Presto in zone finora «vergini» come Santo Stefano di Camastra e Sant’Agata i turisti troveranno villaggi e alberghi a quattro stelle, per un totale di 4 mila nuovi posti letto. E progetti in cantiere per la realizzazione di alberghi sul mare per decine di migliaia di posti, fermi per la mancanza di strumenti urbanistici e in attesa dell’ultimo sì dalle amministrazioni comunali, potranno adesso rimettersi in moto grazie al varo del nuovo disegno di legge.
A farsi avanti ci sono non solo colossi internazionali, che da tempo aspettano il momento, ma decine e decine di cordate di imprenditori di casa nostra, società grandi e piccoli gruppi, ammessi ai finanziamenti nei progetti presentati con i Patti territoriali, i Prusst, Agenda 2000. E quasi tutti concentrati sulla fascia costiera e in attesa di un via libero dalla classe politica. A Santo Stefano di Camastra, zona in via di rivalutazione con l’apertura dello svincolo autostradale, mancano i pareri ma ci sono già i progetti esecutivi per un villaggio turistico e un grosso albergo a pochi metri dalla scogliera, presentati da una società di imprenditori siculofrancesi. Al nuovo affare siciliano guarda da tempo l’americana Marriot: a tessere i rapporti, ora più di prima, con il colosso americano, c’è l’imprenditore edile catanese Sebastiano Russottti, già responsabile dell’apertura a Milano di un albergo col marchio Marriot in franchising. Possibile luogo d’approdo della Marriot, che a lungo ha puntato all’acquisizione di un bel palazzo da ristrutturare nel cuore Palermo, è Fiumefreddo, a dei terreni confinanti con una spiaggia incontaminata. La destinazione urbanistica prevede gli alberghi, che s’affacceranno su 50 ettari di verde che un investimento di 250 miliardi trasformerà in parco ludico.
A Capo Granitola ha messo bandiera il consorzio "Deca" di Castelvetrano, guidato da Carmelo Patti, patron della Valtur, con un progetto per un albergo a 5 stelle già considerato tra i più grandi d’Europa. Patti, che sta ultimando un mega villaggio sul mare di Punta Fanfalo, preme per l’apertura di un albergo nell’area dove si trova la tonnara di San Vito, da lui recentemente acquistata. Altri paesi sul mare, dove la corsa alla costruzione di un albergo è già scattata, sono Cornino, Custonaci, dove sta per essere completato un piccolo albergo, l’hotel Cala Buguto, e Valderice. E un’altra decina di alberghi, inseriti sempre nel patto territoriale Trapani nord (investimento ammesso di 10 miliardi e 548) porterà in zona diverse centinaia di posti letto, tra alberghi sul mare e in città. Nella plaja di Catania costruisce alberghi Enzo Virlinzi, l’imprenditore che produce tubi Innocenti. Sfoderano progetti di recupero di alberghi tra Giardini Naxos e Letojanni il gruppo venetolombardo Chinchierini, e la tedesca Tui, che sta per realizzare in quella zona un villaggio turistico. Dicono Daniele Settineri e Sebastiano De Luca, responsabili dell’Uras: «L’associazione degli albergatori nel Por ha chiesto di portare i posti letto in Sicilia da 100 mila a 160 mila ma ha espresso parere contrario all’edificabilità sulla costa. In Sicilia ci sono fin troppe strutture da recuperare per fare nuovi alberghi, sia in piccoli che in grandi centri».