È guerra tra Federcasalinghe e Inps

10/02/2004


10 Febbraio 2004

DISPUTA SUL FONDO PENSIONE ISTITUITO DALL’ENTE, IN FORSE I CONTRIBUTI DI 3,2 MILIONI DI DONNE
È guerra tra Federcasalinghe e Inps
L’accusa: siete peggio di Parmalat. La replica: legge rispettata
ROMA
E’ guerra tra Federcasalinghe e Inps, con scambio di accuse pesanti e repliche piccate. «L’Inps come Calisto Tanzi» denuncia Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe, dice «basta con i ricorsi ai ministeri per la tutela delle pensioni alle casalinghe» e preannuncia di «appellarsi direttamente alla Corte europea dei diritti dell’uomo, reclamando immediata giustizia». La Rossi Gasparrini contesta all’Inps tre azioni «molto gravi»: «Comportamento scorretto, pubblicità e informazione ingannevole, abuso di posizione dominante in riferimento al Fondo Pensione Inps». L’Inps ribatte al volo: «Si tratta di gravi e gratuite accuse. L’Istituto ha agito in pieno e trasparente rispetto della legge».
Sono 3 milioni 200 mila le casalinghe – precisa la presidente di Federcasalinghe – transitate nel mondo del lavoro, che poi hanno totalmente perso il recupero di quegli anni lavorativi e a tutt’oggi non esiste alcuna legge che permetta tale recupero. Aggiunge che per questa categoria, nonostante la legge del ‘95 e la volontà parlamentare prevedesse un indispensabile miglioramento legislativo prima della realizzazione concreta del Fondo casalighe Inps, l’istituto ha avviato il sollecito di adesione «in modo arbitrario e senza alcun ritocco favorevole». Inoltre, i contributi volontari versati vengono moltiplicati per un coefficiente «irrisorio»: i dati di riferimento per il conteggio sono fissati con una tabella del 2001 che prevede inflazione e pil «irreali per un paese come l’Italia».
Ed ancora, secondo l’associazione delle casalinghe, ci sono stati abusi anche sul fronte dell’informazione. «L’Inps – spiega Rossi Gasparrini – utilizza i propri schedari per inviare alle donne una scheda riassuntiva di precedenti versamenti obbligatori, legati ai periodi lavorativi, ma contemporaneamente arriva a casa una lettera dell’Inps con bollettini postali che invitano a pagare anche per i possibili recuperi di anni».
L’Inps, però, non ci sta e respinge con fermezza l’accusa di comportamento scorretto nella gestione del Fondo di previdenza delle casalinghe. E in un dettagliato comunicato precisa le sue ragioni, appellandosi sempre al rispetto scrupoloso delle regole. Appunto, secondo quanto stabilito dalle norme, l’Inps sostiene di avere automaticamente inserito d’ufficio le iscritte alla Gestione mutualità pensioni (circa 500), utilizzando quale premio unico d’ingresso i contributi versati in precedenza, correttamente rivalutati. Al «Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari» hanno liberamente scelto di aderire 15 mila casalinghe: l’Inps, sempre «attenendosi a criteri di legge», ha inviato a chi ne aveva fatto domanda una lettera di accettazione o rifiuto; nel primo caso ha semplicemente allegato dei bollettini che le interessate potranno in piena libertà scegliere o meno di pagare. L’istituto sottolinea, poi, di non aver mai usato «forme di comunicazione o pubblicità che potessero ingannare gli utenti». Infine, in merito alla presunta automatica iscrizione all’Istituto con il semplice accesso al sito Internet, nega l’esistenza di un tale escamotage: «Coloro che si collegano al sito Internet per avere informazioni riguardo al Fondo non sono iscritti in via automatica, ma devono farne precisa ed esplicita domanda».