E gli sconti trainano la grande distribuzione

25/06/2012

Certo, i tempi della crescita a due cifre sono nel libro d`oro dei ricordi. Ma quel «segno più», conquistato anche nel 2011 con le unghie e coi denti, è un fattore d`orgoglio per tutti: per la Coop come per Nordiconad, per Carrefour Liguria come per il gruppo Sogegross (Basko e i suoi fratelli). In certi casi è un «più» proprio risicato: Franco Berardini, capo assoluto di Coop Liguria, la scorsa settimana alla presentazione del bilancio ha quasi sorriso pronunciando «più 1,84% sulle vendite, più 2,2% sul volume delle spese effettuate, più 1,87% come incremento delle vendite a rete omogenea». I tempi in cui la Coop poteva macinare utili stratosferici sono davvero lontani. E Antonio Mantero, direttore generale di Basko, sbandiera dati analoghi: più 1 per cento il fatturato, più 2 per cento gli scontrini, più 0,2 per cento l`aumento dello scontrino medio. Migliori i dati annunciati da Giorgio Rocca, direttore generale di NordiConad: «Fatturato in- crementato del 4,1%, vendite più 3,7%, utile netto di 11 milioni». Solo un dato è a due cifre, per tutti: la percentuale dei pro dottivenduti con lo sconto. Per dire: i consumatori della Coop hanno ottenuto complessivamente oltre 52 milioni di euro di sconti (un dato cresciuto del 16% rispetto all`anno precedente), per Basko l`incidenza promozionale è stata del 25 per cento, per Nordiconad «la politica di fidelizzazione ha generato un risparmio di circa 107 milioni di euro, che sono rimasti nelle tasche dei consumatori, aumentando il valore complessivo degli sconti del 7 per cento rispetto al 2010». Comunque si voglia girare la frittata, la crisi picchia sul comparto alimentare in Liguria ed è sempre più difficile restare a galla. Per capire la situazione del mercato ligure, basta dare un`occhiata alla tabella riepilogativa delle variazioni annuali delle superfici alimentari. Nell`ultimo anno ci sono state tredici nuove aperture: nessuna della Coop, una di Conad, cinque di Sogegross, Carrefour è addirittura a meno uno mentre sette aperture riguardano sigle minori. Ma se prendiamo gli ultimi sei anni la situazione è ancora più sconfortante: le nuove aperture sono state 215, ma Coop ha un saldo passivo (meno due), Conad è a più 10, unpo` meglio è andata a Sogegross (con più 46) e Carrefour (con più 61) anche se la parte maggiore la fanno le sigle minori, con cento nuove aperture. La rete di vendita in Liguria vede quattro gruppi principali: Coop ha una fetta leggermente maggiore (16,44%), Sogegross ha il 15,72%, Carrefour ha i114,27% e Conad il 13,73%. Va segnalata la notevole e costante diffusione di piccole e medie superfici, spesso di tipo discount. «Pur non avendo incrementato la rete di vendita – spiegano al Quartier Generale di Coop, ad Arenzano -nel 2011 gli investimenti operativi totali per lo sviluppo del nostro gruppo sono ammontati a 27 milioni, di cui 15 per lo sviluppo dei prossimi anni. Nel 2011 sono proseguite le azioni per realizzare in futuro il centro commerciale di via Merano a Sestri Ponente, il supermercato nell`area Esaote e l`ampliamento del centro commerciale della Valbisagno». Come va il mercato? «Nel corso del 2011 i dati hanno reso evidente una situazione diffusa di grande attenzione al risparmio da parte dei clienti in maniera trasversale, sia per tipologia di location dei punti vendita che per tipologia di clientela spiega il direttore generale di Basko, Antonio Mantero – In generale abbiamo assistito ad uno spostamento di acquisto su articoli strettamente necessari, con un calo di beni secondari o comunque rinunciabili. Uno dei dati sicuramente più significativi è l`aumento dell`8% del venduto in promozione che ovviamente determina una diminuzione dei margini del distributore, resa ulteriormente pericolosa dall`aumento di costi importanti come il trasporto (+1% rispetto al 2010) o l`energia elettrica (+9% sul 2010)». Qualcosa, naturalmente, si muove. Nella primavera di quest`anno Nordiconad ha acquistato sette punti vendita della catena Billa (nessuno dei quali, però, nella città di Genova) ed è una specie di vendetta a lunghissimo raggio. L`avversario diretto della Conad (nata esattamente cinquant`anni fa) era infatti la Standa, di cui Billa è l`ultimo discendente in ordine di tempo. Tutte le catene puntano sempre di più sul proprio prodotto a marchio e Nordiconad, ad esempio, è arrivata al 26,6% della spesa complessiva con prodotti propri. «Anche nel corso del 2011- spiega Giorgio Rocca – i prodotti a marchio Conad si sono confermati comne la scelta privilegiata dei consumatori che coniugano al meglio opportunità di risparmio e qualità: più venti milioni di euro e, appunto, una quota pari al 26,6 per cento». E il 2012? Nessuna risposta e musi lunghi. Solo Rocca di Nordiconad azzarda «siamo ancora col segno più, un punto e mezzo, direi». Un punte mes, come l`aperitivo.