E gli Agnelli preparano l’addio alla Rinascente

10/09/2004


            venerdì 10 settembre 2004

            MARCHI & CESSIONI

            E gli Agnelli preparano l’addio alla Rinascente
            Ifil studia la cessione «totale o parziale» del 50% detenuto da Eurofind

            MILANO – Gli Agnelli preparano l’addio alla Rinascente. Dopo le voci dello scorso marzo, ieri il consiglio di amministrazione di Ifil, la finanziaria di famiglia che ne controlla il 50% attraverso Eurofind (l’altra metà appartiene ai francesi di Auchan) ha ufficializzato l’ipotesi di vendita «totale o parziale», per ridurre il debito e fare nuovi investimenti. Un altro pezzo della grande distribuzione italiana rischia di passare di mano, dopo che nel marzo del 2000 Leonardo Del Vecchio e la famiglia Benetton hanno ceduto i supermercati Gs, presi in occasione della privatizzazione della Sme, al gruppo transalpino Carrefour.
            In questo caso si tratta di un pezzo storico, a cominciare dal nome.
            Era stato Gabriele D’Annunzio nell’agosto del 1917, a proporre di ribattezzare l’azienda «La Rinascente», perché era «semplice, chiaro e opportuno». In cambio il Vate ricevette 5.000 lire dal nuovo proprietario, il senatore Borletti, che aveva comprato il grande magazzino dai fratelli Bocconi, quelli dell’Università.

            L’annuncio di studiare la vendita è arrivato con l’approvazione dei conti semestrali di Ifil, che ha registrato 111 milioni di perdite consolidate dai 45 milioni dei primi 6 mesi del 2003, soprattutto a causa della quota di competenza Fiat e Nht (New holding for tourism), mentre la capogruppo ha chiuso con un utile sceso da 60,8 a 26,9 milioni.


            La collaborazione tra la famiglia Agnelli e Auchan è nata nel ’97. Nel 2003 i due partner hanno lanciato l’opa per ritirare la società da Piazza Affari. Poi nel gennaio scorso Ifil ha acquistato da Mediobanca il 9,53% del capitale di Eurofind per 116,1 milioni. E nei mesi scorsi ha avviato trattative con Auchan sul futuro dell’alleanza. A giugno lo stesso Gianluigi Gabetti, presidente di Ifil, aveva confermato che sul tavolo c’erano «tanti dossier aperti» e spiegato che la finanziaria doveva «liberarsi della zavorra di debiti per diventare un’entità dinamica, che fa nuovi investimenti e può finanziarli con proprie risorse». L’unica partecipazione definita «istituzionale» era quella di Fiat. Tutto il resto era cedibile, Rinascente compresa.


            Il gruppo Rinascente, che comprende alimentare (Sma, Auchan e Cityper), abbigliamento (Upim e i grandi magazzini Rinascente) e i Bricocenter, l’anno scorso ha chiuso con un utile consolidato di 200,4 milioni, a fronte di 6,6 miliardi di vendite totali (»8,2%). Nel primo semestre di quest’anno la crescita del fatturato è stata del 4,7% con un utile di 3,7 milioni.


            Ma l’intero settore della distribuzione è in fermento. Coin studia l’ingresso di nuovi soci, da mesi si dice che Esselunga potrebbe essere ceduta a Wal-Mart, a sua volta interessata a entrare nel mercato francese, dove le banche d’affari si attendono novità in casa Carrefour e della stessa Auchan.

            Giuliana Ferraino

            Economia