E Fini rinvia l’incontro con i sindacati

05/03/2004



        Venerdí 05 Marzo 2004


        E Fini rinvia l’incontro con i sindacati

        Una lettera di Letta prende atto del no di Cgil, Cisl e Uil e annuncia che il vertice si terrà dopo il 10


        ROMA – Si terrà dopo l’assemblea dei quadri Cgil, Cisl e Uil il vertice tra Governo e forze sociali sui temi del welfare e dello sviluppo. Con una lettera il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta ha reso nota la decisione del Governo di spostare di qualche giorno l’appuntamento inizialmente annunciato per oggi. Posizione confermata dallo stesso vicepremier Gianfranco Fini in un nota in cui fa riferimento sia alla «concomitanza con la conferenza organizzativa della Uil», sia al «calendario di impegni di alcune organizzazioni sindacali».
        I sindacati hanno dunque raggiunto l’obiettivo di attendere le conclusioni dell’assemblea dei quadri delle tre organizzazioni (10 marzo) incaricata di stendere una bozza rivendicativa in vista del confronto con il Governo. Le tre confederazioni stanno infatti preparando un documento sui temi dello sviluppo e del welfare che consenta di mantenere l’unità d’intenti tra le diverse sigle. Non a caso Guglielmo Epifani aveva adombrato l’ipotesi che l’obiettivo del Governo fosse quello di condizionare in qualche modo le scelte del sindacato, che molto probabilmente proclamerà anche uno sciopero generale (anche se di sole 4 ore e decise a livello provinciale). Roberto Maroni ha però smentito che questa fosse l’intenzione del Governo. «Ci mancherebbe altro – ha detto – non esiste questa ipotesi». Al contrario il ministro del Lavoro ha sottolineato l’importanza della convocazione. «Un segnale – ha detto – che il Governo è pronto a incontrare i sindacati». A suo avviso «incontrarsi prima o dopo il 10 marzo è assolutamente la stessa cosa, ma certo prima si fa, meglio è». A suo avviso infatti «tutti sanno bene cosa vogliono, lo sa il Governo e lo sa il sindacato, per cui, considerando che sono stati i sindacati a sollecitare l’incontro, si poteva tenere l’incontro anche prima dell’assemblea dei quadri».
        I sindacati hanno comunque gradito il rinvio, che nei fatti va incontro alle loro richieste. Luigi Angeletti (Uil) ha parlato di «decisione apprezzabile», interpretando il sentimento anche dei suoi colleghi di Cisl e Cgil. Ma già Savino Pezzotta aveva chiarito che la loro richiesta non doveva essere letta «come una diserzione», perché la vera motivazione è proprio quella di «impegnare il Governo in una discussione puntuale sui temi dello sviluppo dell’economia e dell’occupazione». Non un prendere le distanze dal Governo, ma al contratrio dotarsi degli strumenti perché il confronto sia serrato e denso di risultati. Pietro Larizza, presidente del Cnel ed ex segretario generale della Uil, non crede però che dal confronto possa venire qualcosa di positivo. A suo avviso infatti «si è ormai ben oltre il superamento della concertazione: viene negata – ha detto – alla radice la possibilità per i lsindacato di negoziare o anche solo di intervenire prima delle scelte del Governo». Nel suo intervento alla Conferenza della Uil Larizza ha parlato di un «percorso micidiale, per il sindacato, ma anche per il Governo, per cui l’Esecutivo decide, poi compie le successive mediazioni all’interno della maggioranza e infine offre un incontro a fatto compiuto». Una procedura a suo avviso fatta «su misura dei contestatori e dei massimalisti che infatti la utilizzano come prova dell’inaffidabilità dell’interlocutore Governo». Date per l’incontro ancora non ne sono state fatte, ma ormai non un giorno vale l’altro, considerando che sarà comunque dopo il 10 marzo. Sul tenore della proposta del sindacato c’è solo da rilevare le parole dette da Guglielmo Epifani a «Radio anch’io», dove il segretario generale della Cgil ha criticato sia la riforma delle pensioni, per lui diretta solo a fare cassa, che i recenti aumenti di occupazione, fatti di lavoro povero e dequalificato.

        MASSIMO MASCINI