E Cremaschi rovina la festa a Epifani

13/04/2005

    Lunedì 11 aprile 2005

    pagina 2

    Diario sindacale
    E Cremaschi rovina la festa a Epifani

      di Enrico Marro

        Se il leader della Cgil, Guglielmo Epifani , sogna un congresso della Cgil con un documento unitario, Giorgio Cremaschi è pronto a rovinargli la festa. «Al momento, il desiderio di Epifani non si può realizzare. Certo, se improvvisamente si convertisse alla causa della lotta di classe mondiale….», ironizza Giorgio l’irriducibile. E così il seminario a porte chiuse, convocato per domani e dopodomani dallo stesso segretario della Cgil all’Hotel Exedra di Roma, per avviare la discussione tra i dirigenti vedrà emergere una nuova sinistra interna, capitanata dallo stesso Cremaschi, segretario nazionale della Fiom. Una sinistra su posizioni radicali – alla Nichi Vendola (non a caso anche Cremaschi è di Rifondazione) – diversa dalla sinistra del segretario confederale Gian Paolo Patta , che finora ha sostenuto Epifani. Cremaschi punta a un documento alternativo a quello della maggioranza, all’insegna di quattro no: no a questo modello di Europa; no alla politica dei redditi, alla concertazione e alla flessibilità; no alle privatizzazioni e alle politiche liberiste; no a una Cgil che fa sconti a un eventuale governo Prodi.

          La probabile nascita della minoranza di Cremaschi in vista del congresso Cgil, che si svolgerà nella primavera del 2006, crea un grosso problema nella Fiom. Il sindacato dei metalmeccanici, come tutte le altre categorie della confederazione, dovrebbe svolgere il proprio congresso prima di quello della Cgil. In questo caso, però, l’alleanza tra il segretario generale, Gianni Rinaldini , e lo stesso Cremaschi, sancita nel congresso straordinario del 2004, rischierebbe di rompersi perché difficilmente Rinaldini potrebbe sposare il documento di Cremaschi in opposizione a Epifani. Per evitare questo, Rinaldini e Cremaschi vorrebbero non fare il congresso con la scusa che lo hanno fatto da poco. Nella Cgil, però, non sono pochi i segretari che vogliono il regolare svolgimento delle assise Fiom (che implicano l’automatica decadenza dei gruppi dirigenti), se non altro per costringere Rinaldini a scegliere tra Epifani e Cremaschi.

            Il Sinpa, sindacato padano, è diverso dagli altri? Mica tanto, se il suo ex segretario, Rosi Mauro , si è candidato ed è stato eletto in Lombardia, ovviamente per la Lega. Per i sindacalisti in lista il voto è andato bene, tranne qualche caso. Eletti, sempre in Lombardia, Maria Grazia Fabrizio e Carlo Spreafico (ex Cisl) per la Margherita, Osvaldo Squassina e Mario Agostinelli (ex Cgil) per Rifondazione, Ardemia Oriani (ex Cgil) per i Ds. Nel Lazio sono passati Luigi Canali (ex Cisl) per la Margherita e Massimo Pineschi (avvocato della Uil) per la lista Marrazzo. Nel Veneto successo per Giorgio Reato (ex Uil) candidato col centrosinistra mentre è stato bocciato l’ex segretario della Uil regionale, Roberto Micheletti , schierato col centrodestra. Fra i trombati, sempre Uil, Dino Fasciani in Abruzzo (Sdi), e Benedetto Di Iacovo in Calabria (socialisti). In Puglia sconfitto Raffaele Caprio (ex Cisl) che correva per la Casa delle libertà.

              È vero. La sera di lunedì 4 aprile, la segreteria Cgil, riunita al quarto piano di Corso Italia, ha brindato davanti alla tv che trasmetteva le proiezioni della vittoria del centrosinistra. Spumante italiano per tutti. Ma il motivo ufficiale, dicono i presenti, era il compleanno di mezza segreteria, che cade intorno a quella data, a cominciare da quello di Epifani, che lo scorso 24 marzo ha festeggiato 55 anni. Gli altri arieti sono Paola Agnello Modica , Gian Paolo Patta , Marigia Maulucci , Nicoletta Rocchi . Ma è facile supporre che, anche senza l’ Happy birthday , i calici sarebbero stati sollevati.

                emarro@rcs.it